In Occidente l'immagine del bivio, della decisione come fardello, taglio radicale e "cursus" irreversibile, fissa da sempre lo stereotipo dell'identità maschile: scelta del dovere di contro al piacere e alla "mollezza", appannaggio femminile, e scelta tra virilità di sacrificio, "a fortiori " eterosessuale, ed emozionalità omosessuale. La costruzione degli stili di vita antiedonistici che definiscono il maschile è avvenuta attraverso regimi discorsivi di dominazione simbolica che naturalizzano un dato tutto culturale. Il linguista Berrettoni fa un lungo passo indietro e riflette sul carattere di enigmaticità di questo dato, che in origine presentava anche valenze congiuntive, non solo disgiuntive: il pensiero greco era infatti capace di figurarsi le relazioni amorose indipendentemente dalla polarità tra maschile e femminile. Lo testimoniano i miti dell'indistinzione - Adone dall'ambivalenza seduttiva, Eracle guerriero, eroe della scelta che accoglie però in sé il disordine del nomadismo e della melanconia - e alcune "catastrofi" che quell'indistinzione hanno cancellato, prima fra tutte la rivoluzione "apatica" prodotta dalla scrittura alfabetica, che ha normalizzato l'eccedenza somatica, il lusso sensibile dell'oralità e ha irrigidito l'immaginario oppositivo del maschile/femminile, respingendo nell'ombra della colpevolezza il suo terzo escluso, l'omosessuale.
Il maschio al bivio
| Titolo | Il maschio al bivio |
| Autore | Berrettoni Pierangiolo |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | Nuova Cultura |
| Editore | Bollati Boringhieri |
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| Pagine | 278 |
| Pubblicazione | 2007 |
| ISBN | 9788833915920 |
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