Nel raffigurare la gretta società di provincia, Dostoevskij si ricollega alle invenzioni grottesche di Gogol'. Com'è gogoliana l'assurda cittaduzza di Mordàsov, covo di ipocrisia e maldicenza, dove le ciarle dilagano in modo ossessivo, moltiplicandosi come in un labirinto di specchi. Tutto il racconto è percorso da un brulichio di comari stizzose e malevole, che si passan la voce con rapidità concitata, di insolenti megere, che intessono orditi mostruosi di calunnie e dispetti, piombando come uccellacci dove c'è odore di scandalo. In questo groviglio di serpi, in questo terreno malfido capita, inerme e spaesato, il ridicolo principe K. (Angelo M. Ripellino)
Il sogno dello zio
| Titolo | Il sogno dello zio |
| Autore | Dostoevskij Fedor |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Einaudi tascabili |
| Editore | Einaudi |
| Formato |
|
| Pubblicazione | 2003 |
| ISBN | 9788806164881 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


