In queste lettere la sorella del poeta esce dall'ombra di un fratello straordinario. Paolina si fa spazio fra queste righe e parla di molte cose: di una prigionia femminile che è fonte di sofferenza e frustrazione, di una curiosità indomita, di un desiderio di libertà che diventa viaggio interiore e intellettuale, di un amore fraterno profondissimo che si incrinerà per gli orientamenti ideologici sempre più contrastanti, fino al silenzio. Paolina è per Giacomo un'interlocutrice colta e vivace, complice e sostenitrice, uno spirito inquieto esiliato nel severo Palazzo Leopardi; e lui la conforta da lontano con le sue bellissime lettere che le aprono il mondo: le città, le letture, gli incontri, mescolati al fluire della vita intima e alle "bagattelle" che restituiscono il sapore del quotidiano. Emerge da questo dialogo non soltanto il ritratto di due "anime" malinconicissime e appassionate, che si specchiano a distanza, ma anche l'immagine di una società chiusa e dura, alla quale entrambi tentano caparbiamente di resistere.
Il mondo non è bello se non veduto da lontano. Lettere (1812-1835)
| Titolo | Il mondo non è bello se non veduto da lontano. Lettere (1812-1835) |
| Autori | Giacomo Leopardi, Paolina Leopardi |
| Curatori | L. Barile, A. Prete |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Saggi. Ritratti |
| Editore | Nottetempo |
| Formato |
|
| Pagine | 204 |
| Pubblicazione | 2024 |
| ISBN | 9791254800775 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


