«La parola "morte"? Mi suggerisce... una grande speranza. La speranza di smettere di essere. Sono sicuro, come mio padre, che moriremo corpo e anima. A volte, mi sento un po' sfortunato - capita a tutti noi -; soprattutto a un uomo che è solo, che è cieco, che ha senza dubbio alcuni cari amici, ma non molti, un uomo timido come me; a volte, mi sento triste». Così confessa nel 1980 Jorge Luis Borges, ormai ottantenne, alla scrittrice argentina Liliana Heker durante l'intervista per il libro "Diálogos sobre la vida y la muerte". In queste pagine Borges ci parla con intimità di Dio, del suicidio di Gesù, della bellezza del buddhismo, della vita segreta delle piante e delle vere ragioni della sua avversione per gli specchi; ci confida i suoi ricordi, ci racconta la vecchiaia e la frustrazione che presagiva nel suo sogno di immortalità.
Diffido dell'immortalità. Conversazione con Liliana Heker
| Titolo | Diffido dell'immortalità. Conversazione con Liliana Heker |
| Autori | Liliana Heker, Jorge Luis Borges |
| Traduttore | M. Ariza |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Collana | Cahiers |
| Editore | Castelvecchi |
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| Pagine | 59 |
| Pubblicazione | 2019 |
| ISBN | 9788832825497 |
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