Secondo una leggenda medievale ormai entrata a far parte dell'immaginario collettivo, Eva non sarebbe stata la prima consorte di Adamo. Prima di lei, Dio avrebbe creato un'altra donna, non dalla costola dell'uomo, bensì dalla terra: Lilith la ribelle, fuggita dall'Eden e trasformatasi in un demone pur di non sottostare alle rigide norme sociali che l'avrebbero costretta nel duplice ruolo di moglie mansueta e madre premurosa. Le origini del personaggio, però, risalgono all'antica civiltà sumera: in ogni tempo, dalla Bibbia ai Rotoli del Mar Morto, dagli apocrifi alla Cabala, dal Rinascimento alla contemporaneità, Lilith incarna un modello alternativo di femminilità, oscuro e trasgressivo. Ma dove affondano le radici di questo mito così antico, che trova suggestivi parallelismi anche nell'antica Grecia? A quanto pare, in un fenomeno del tutto fisiologico, che, in ogni tempo, ha portato alla discriminazione di alcune donne poiché diverse, devianti e "diaboliche": il rifiuto della maternità.
Il mito di Lilith. Dal rifiuto della maternità al femminino oscuro
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| Titolo | Il mito di Lilith. Dal rifiuto della maternità al femminino oscuro |
| Autore | Paolo Riberi |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Collana | Il caffè dei filosofi, 189 |
| Editore | Mimesis |
| Formato |
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| Pagine | 236 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791222329352 |
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