Gaudente, dotto, curioso, Luigi Veronelli è uno dei pilastri della cultura materiale italiana. Alla costante ricerca di un piacere autentico e raffinato, ma mai elitario, il suo irriverente edonismo libertario, lungi dall'essere fine a sé stesso, è indissolubilmente legato alla dimensione socio-culturale. Sono infatti i prodotti della «nuda terra» a essere il medium culturale grazie al quale è possibile comprendere un territorio, la sua storia, le pratiche e credenze che lo abitano e le relazioni sociali che ne scaturiscono. Ed è il vino il medium per eccellenza attraverso il quale Veronelli costruisce per oltre mezzo secolo il suo discorso critico, che si concretizza nelle battaglie a tutto campo contro l'agro-industria, condotte a fianco di chi davvero lavora la terra, i suoi amici «vignaiuoli», e di quei «giovani estremi» chiamati a sovvertire il mondo per salvarlo. Un percorso unico, all'insegna di un'anarchia rivendicata nelle cose, che Veronelli traccia con un linguaggio peculiare fatto di studiati arcaismi, neologismi fortunati e voli pindarici che però riconducono sempre a «camminare la terra». Prefazione di Simonetta Lorigliola.
Ode al vino e all'anarchia
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| Titolo | Ode al vino e all'anarchia |
| Autore | Luigi Veronelli |
| Argomento | Viaggi e Tempo libero Cucina |
| Editore | Elèuthera |
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| Pagine | 184 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788833023236 |
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