In "Se questo è un uomo", Primo Levi si descrive al cospetto del tedesco per antonomasia, che compendia tutti i tedeschi: il dottor Pannwitz, che «siede formidabilmente» dietro la sua «complicata scrivania». Sta per cominciare l'esame di chimica che gli può valere la sopravvivenza, e Levi dà voce al giudizio, sommario e inevitabile, su tutto un popolo: «Quello che tutti noi dei tedeschi pensavamo e dicevamo si percepì in quel momento in modo immediato. [] "Gli occhi azzurri e i capelli biondi sono intrinsecamente malvagi. Nessuna comunicazione possibile"». Oggi sappiamo che, più tardi e altrove, lontano da Auschwitz, la comunicazione poté riprendere, e riservò sorprese. Per fortuna di Primo Levi - e dei suoi lettori - la storia con «i tedeschi» non si bloccò ai due lati di quella «complicata scrivania».
Primo Levi e i tedeschi-Primo Levi and the germans
| Titolo | Primo Levi e i tedeschi-Primo Levi and the germans |
| Autore | Martina Mengoni |
| Traduttore | G. McDowell |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Lezioni Primo Levi |
| Editore | Einaudi |
| Formato |
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| Pagine | 219 |
| Pubblicazione | 2017 |
| ISBN | 9788806234461 |
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