Nel secondo Novecento il cinema ha acceso l'immaginario dei poeti. Tre emozioni mediali, tre icone si sono più di altre impresse nella loro coscienza e nei loro versi: il vampiro di Dreyer, la diva Marilyn, il clown Charlot. Saba, Govoni, Pasolini, Sanguineti, Zanzotto, Gatto, Luzi, Magrelli: tutti scrittori che hanno fatto un uso poetico delle emozioni mediali. Nei loro lavori trovano posto alcune figure archetipiche della storia del cinema: il vampiro, la diva, il clown. Tre personaggi, tre icone, tre leggende-guida che intercettano altrettante fondative tipologie culturali: il romanzesco (il conflitto col maligno); il tragico (la dea è mortale); il comico (le agrodolci vicissitudini di un marginale). Ma anche tre diverse e conflittuali latenze della psiche dei moderni: sogno e realtà, eros e thanatos, individuo e massa. Con loro, attraverso di loro, il contemporaneo prende forma; con loro, attraverso di loro, i poeti vengono a capo della forma del contemporaneo.
Il vampiro, la diva, il clown. Incarnazioni poetiche di spettri cinematografici
| Titolo | Il vampiro, la diva, il clown. Incarnazioni poetiche di spettri cinematografici |
| Autore | Riccardo Donati |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Elements, 39 |
| Editore | Quodlibet |
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| Pagine | 123 |
| Pubblicazione | 2022 |
| ISBN | 9788822908018 |
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