Il percorso del poeta cristiano. Riflessioni su Dante

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Una data fatidica segna il percorso esistenziale di Dante: nel 1302 gli è infatti comminato l'esilio. Prima di tale data il poeta, a Firenze, aveva ultimato la "Vita Nova", l'opera giovanile nella quale egli già ha trovato la propria voce inaugurando un nuovo stile, un nuovo modo di parlare d'amore, che lo distingue fra gli altri rimatori in volgare. Al culmine della carriera politica la condanna lo costringe all'allontanamento dalla patria e dagli affetti più cari. Così, nella dolorosa condizione di "exul inmeritus", spostandosi da una corte all'altra inizia due trattati, "Convivio" e "De Vulgari Eloquentia", la cui interruzione improvvisa e contemporanea si spiega con il probabile avvio del poema. Sorretto da un'incrollabile fede nella grazia divina e dalla fiducia nel potere della parola, nello strumento del proprio volgare materno, il poeta porta a compimento - nel corso di circa tre lustri - la "Comedìa".