Tra il 1959 e il 1967 Elio Vittorini e Italo Calvino dirigono per Einaudi la rivista «il menabò di letteratura», un esperimento all'incrocio tra periodico e collana. Proseguimento dell'impresa avviata nel secondo dopoguerra con «Il Politecnico» (1945-1947) e con «I gettoni» (1951-1958), la testata ne eredita alcune costanti: la scoperta di giovani scrittori, la commistione dei linguaggi, la provocazione di forme e contenuti inediti, la ricerca di un rapporto con il tempo presente. I dieci fascicoli di cui si compone esplorano il racconto dell'Italia postbellica, la narrativa meridionalista, le scritture ispirate dalla fabbrica, le sperimentazioni stilistiche e linguistiche della neoavanguardia, anche alla luce di un dialogo con le esperienze d'Oltralpe, che condurrà, nel 1964, al numero unico della rivista internazionale «Gulliver». Il «menabò», la cui storia è ricostruita da Silvia Cavalli grazie allo studio dei materiali d'archivio, si offre ai lettori come un osservatorio privilegiato per analizzare le metamorfosi socioculturali, e non solo letterarie, dell'Italia nel cuore del miracolo economico.
Progetto «menabò» (1959-1967)
| Titolo | Progetto «menabò» (1959-1967) |
| Autore | Silvia Cavalli |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Saggi |
| Editore | Marsilio |
| Formato |
|
| Pagine | 255 |
| Pubblicazione | 2017 |
| ISBN | 9788831726795 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


