Vita e pensiero: Università/Filosofia/Metafisica e storia della metafisica
Metafisica e violenza
di Paolo Bettineschi
editore: Vita e pensiero
pagine: 288
Che la metafisica sia violenta è diventata oramai una 'vecchia storia'
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Nascondimento e rivelazione
di Angelo Crescini
editore: Vita e pensiero
pagine: 148
Non è possibile dubitare che le cose del mondo nel quale abitiamo – le pietre, i monti, i laghi, le stelle, le piante, gli animali, il sangue... – ci si mostrino, ci si manifestino. Le distinguiamo, infatti, le osserviamo, ne parliamo in continuazione, le usiamo, le trattiamo in modo diverso a seconda di come esse, appunto, diversamente si manifestano.
Ma, d’altra parte, non è possibile neppure dubitare che tutte queste cose, prese sia singolarmente sia collettivamente, in un certo modo sfuggano alla nostra osservazione e alla nostra conoscenza. Molte strutture da cui esse sono costituite e molte leggi da cui sono guidate nei loro comportamenti rimangono ignote. Quanto più la scienza attraverso i secoli è riuscita a manifestarle, tanto più si è accorta e ha dimostrato, soprattutto in questi ultimi tempi, che vi sono dei limiti invalicabili in questa radicale impresa.
Nasce allora il fondamentale problema: questa mancanza di manifestazione, che accompagna tutte le cose e tutti i viventi a cui esse si manifestano, è una loro mancanza di essere o è soltanto il nascondimento di parte del loro essere? L’analisi condotta in questo libro del modo nel quale avvengono questa manifestazione e questa perdita porta decisamente alla seconda alternativa.
Manifestazione e nascondimento delle cose e dei viventi appaiono allora come i problemi che stanno alla base della loro vita e della loro morte, avvolti però in una nuova luce. E in una nuova luce si presentano anche gli strumenti sovrani che accompagnano e promuovono il cammino verso la loro soluzione: la scienza, la filosofia, la religione.
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Metafisica e metodo trascendentale
Johannes B. Lotz e la struttura dell'esperienza
di Massimo Marassi
editore: Vita e pensiero
pagine: 368
La metafisica di Tommaso d’Aquino, il metodo trascendentale di Kant e la differenza ontologica di Heidegger costituiscono i punti di riferimento costanti della riflessione di Johannes B. Lotz, uno dei rappresentanti più noti del «tomismo trascendentale»: le sue opere testimoniano la vitalità di un’antica tradizione di pensiero e l’apertura teorica di un itinerario filosofico originale e innovativo.
Le intenzioni e i progetti di ogni uomo, il senso della prassi, il contenuto e le forme della temporalità e della storicità animano la complessa struttura dell’esperienza e i suoi livelli di espressione: ontica, eidetica, ontologica, metafisica e religiosa. In questa dinamica la metafisica non si propone come vana dichiarazione di principi astratti, ma sorge come richiesta di senso nell’ambito dell’antropologia e della storia.
Le tre parti che compongono questa ricerca – la metafisica della conoscenza come questione di metodo, l’elaborazione fenomenologico-trascendentale dell’antropologia, verità e storicità – vorrebbero delineare il percorso e l’ampiezza di una «metafisica dell’agire umano» che, nei limiti della finitezza, desidera un affidabile compimento.
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Sapere e sperare
Percorso di metafisica
di Paul Gilbert
editore: Vita e pensiero
pagine: 390
Viene qui proposto, in una sequenza di quindici saggi, un percorso di metafisica attento alla riflessione contemporanea e fedele ai capisaldi del pensiero classico. Gli autori di riferimento sono infatti Aristotele, Tommaso, Cartesio, Kant, Blondel, Heidegger, ma anche Lotz, Vattimo, Cacciari, Nabert, Lévinas e Ricoeur.
Essendo la filosofia una esperienza spirituale, la prima parte del libro (Problematica) mette l’accento sulla dimensione trascendente del sapere e della libertà. La seconda (Composizione) verifica i limiti di una metafisica dell’essere prettamente epistemologico e propone le modalità di un’altra, che sia attenta alla pratica dei nostri atti umani. La terza parte (Scomposizione) espone le critiche che la tradizione heideggeriana, particolarmente in Italia, ha indirizzato alle metafisiche di ordine sia gnoseologico sia pratico, fino a imbattersi nelle questioni della violenza e della pluralità delle verità. La sezione successiva (Ricomposizione) mostra come la metafisica d’ispirazione trascendentale sia suscettibile di assumere il meglio del tema contemporaneo della ‘differenza’ e di dare così nuovo dinamismo alla metafisica classica. Infine, l’ultima parte (Invocazione) trae dal percorso effettuato gli elementi ragionevoli per affrontare le questioni del male, del perdono e della speranza; sarà a questo punto che le condizioni più specifiche della metafisica dell’autentico atto d’essere potranno venire precisate.
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Metafisica e antimetafisica
editore: Vita e pensiero
pagine: 190
Questo volume è dedicato allo studio del rapporto fra metafisica e antimetafisica, con particolare riguardo al dibattito moderno e contemporaneo. Tale dibattito concerne la stessa possibilità e la legittimità di una disciplina che vede sempre più messa in questione la propria funzione architettonica e normativa rispetto alle altre discipline filosofiche e alle forme di sapere ‘speciali’, come pure la propria funzione fondativa rispetto alla ricerca teologica e all’esperienza religiosa consapevole di sé.
Così, i contributi qui riuniti hanno certamente valore in se stessi, sia quando affrontano la questione della possibilità di una metafisica ‘minimale’, cioè di una metafisica vera, ma ‘giusta’ per il nostro tempo, sia quando dibattono il tema della razionalità e della criticabilità delle teorie metafisiche, sia quando espongono e discutono i diversi approcci alla metafisica proposti da Nietzsche, da Heidegger e dalla filosofia analitica. Al tempo stesso, essi trascendono i limiti del confronto fra metafisica e antimetafisica e pongono, esplicitamente o implicitamente, interrogativi che interessano i rapporti fra la metafisica e i saperi ‘speciali’, e in particolare le connessioni della metafisica con la scienza, l’etica, l’estetica e l’esperienza religiosa.
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Metafisica del desiderio
di Claudio Ciancio
editore: Vita e pensiero
pagine: 344
Il pensiero della seconda metà del Novecento, quando non ha imboccato la via che conduce all’affossamento della vocazione ontologica della filosofia e del tema della trascendenza, ha cercato vie nuove, che mettessero a frutto, e magari radicalizzassero, la critica heideggeriana alla metafisica ontica. In questa direzione va l’idea di una metafisica del desiderio, che indica una direzione di ricerca assai promettente per almeno due ragioni: in primo luogo perché individua un luogo privilegiato di accesso alla trascendenza, e in secondo luogo perché induce a rivisitare e a valorizzare momenti della storia della filosofia, nei quali la tematica del desiderio ha, in modo più o meno sotterraneo, agito significativamente, e dai quali si possono trarre suggerimenti per nuovi svolgimenti della metafisica.
A questo intento cercano di rispondere da molteplici punti di vista – che vanno da quello più strettamente teoretico a quello biblico, da quello psicoanalitico a quello storiografico – i saggi contenuti in questo volume. Essi rendono ragione, al di là anche dell’efficacia delle soluzioni proposte, del significato e dell’importanza della dimensione affettiva per la filosofia; dimensione tutt’altro che estranea alla tradizione filosofica, per quanto spesso nascosta o ignorata. La sua ripresa può oggi contribuire a rinnovare la problematica metafisica, allo stesso modo in cui, a volte in forme convergenti, contribuiscono a rinnovarla approcci inediti o fin qui poco frequentati, quali quelli del dono o della libertà.
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Problemi fondamentali dell'ontologia analitica
editore: Vita e pensiero
pagine: 272
La scienza del nostro tempo pone una serie di problemi ontologici: le questioni concernenti la natura delle sostanze, degli organismi, degli eventi, delle persone, il modo con cui tali sostanze sono situate nel tempo, in esso cambiano e permangono, il modo secondo il quale gli agenti producono un’azione o un evento è causa di un altro. Tali problemi sono attualmente indagati soprattutto mediante il metodo analitico.
Il presente volume costituisce un’introduzione rigorosa e completa ai temi principali trattati dall’ontologia analitica e li analizza in modo approfondito, discutendone criticamente le tesi ontologiche relative. Sia l’analisi sia la discussione sono condotte con metodo improntato alla esplicitazione rigorosa e argomentata delle varie posizioni alternative, senza che qualcuna di queste sia pregiudizialmente esclusa. Al contempo, sono forniti gli elementi e le considerazioni essenziali, per consentire di giungere, dopo l’esame delle varie prospettive e una loro calibrata comparazione, a un ponderato giudizio finale.
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Dialettica del senso
Percorsi di fenomenologia ontologica
di Virgilio Melchiorre
editore: Vita e pensiero
pagine: 336
Diversi sono i percorsi e diversi i temi che convengono in questo volume: dalla finitudine dell’esistenza all’incontro col sacro, dalla declinazione drammatica del tempo agli argomenti risolutivi della metafisica, dalla concettualità speculativa al linguaggio dell’analogia e della metafora, dall’identità della coscienza religiosa al suo confronto con i moduli più propri del sapere filosofico. Tuttavia la molteplicità dei percorsi obbedisce a un’unica intenzione speculativa, che per se stessa poteva, appunto, dispiegarsi solo per lati e per approcci concentrici. I principi della tradizione classica vengono così a coniugarsi con i metodi che la modernità, da Cartesio a Husserl, ha via via affinato. Ritorna in tal senso l’analisi della vita coscienziale, orizzonte invalicabile in cui si decide del senso stesso dell’essere. Ma proprio risalendo alle condizioni ultime della coscienza, la ricerca di Melchiorre giunge al versante più alto della domanda filosofica, dove la fenomenologia si traduce in metafisica, dove da ultimo si fa presente il richiamo dell’originario, del primo Principio dell’essere. L’asserto del Principio deve poi incrociarsi con la finitudine e con la storicità dei linguaggi: la sua dizione trapassa, infine, nei modi della concettualità analogica o in quelli dell’espressione poetica, nella ricerca dei rigori logici e insieme nel circolo delle letture ermeneutiche. L’incontro col sacro resta dialetticamente teso fra parola e silenzio. Ed è, insieme, sempre approdo e rinvio, contemplazione e distanza.
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Il frammento e l'Intero
Indagini sul senso dell'essere e sulla stabilità del sapere
di Carmelo Vigna
editore: Vita e pensiero
pagine: 600
Secondo questo libro, il compito dell'ontologia, oggi, dovrebbe essere quello di occuparsi, a partire dal frammento, del senso dell'Intero, come alternativa alla pretesa moderna, soprattutto hegeliana, di determinare 1' Intero del senso e alla, pretesa contemporanea di proclamare il Nonsenso
dell'Intero, cioè poi il semplice restare al frammento. Ma per poter far questo, una ontologia metafisica deve potersi strettamente coniugare alla forma stabile della verità. Perciò, le indagini qui presentate intendono proporre e la verità stabile e l'ontologia metafisica, secondo una strategia che differisce da quella moderna, e prende anche distanza da alcune curvature storiche di quella antica e medievale. Da quella moderna differisce, perché dimostra l'impossibilità di una deduzione dialettico-trascendentale del contenuto veritativo; da quella antica e medievale differisce, perché ne mette implicitamente in questione le tentazioni naturalistiche. In realtà, solo una strategia teorica in pari col tempo può onorare convenientemente la verità. La verità di suo è stabile, certo, ma per noi sta nel tempo e sarebbe astratto e anche dogmatico contentarsi, per il proprio tempo, di ciò che è stato detto secondo codici d'altri tempi.
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Differenza e contraddizione
Il problema dell'essere in Tommaso d'Aquino: esse, diversum, contradictio
di Giovanni Ventimiglia
editore: Vita e pensiero
pagine: 444
Ancora ai nostri giorni, anche il comune modo di pensare associa: all'idea di "tomismo" e di "scolastica" quella dei "distinguo". In effetti, la storia degli influssi del tomismo nella cultura mostra che il metodo delle distinzioni di "secundum quid" rimase nella coscienza comune, al di là della divergenza dei giudizi di merito, come il segno distintivo di un pensiero tipicamente "scolastico". In una forma ironica e incisiva Erasmo da Rotterdam scriveva che i tomismi "trovano sempre tante scappatoie, che sfuggirebbero persino alla rete di Vulcano con le loro distinzioni, con le quali tagliano qualsiasi nodo". Tuttavia gli studi sull'ontologia di Tommaso d'Aquino, moltiplicatisi a partire dagli inizi del nostro secolo, non sembrano aver preso in considerazione questo aspetto del suo pensiero. Il presente lavoro cerca di colmare questa lacuna, mostrando il rapporto che intercorre nella filosofia tomista tra la dottrina dell'essere e il metodo delle "distinctiones". Anzi nel testo si fa vedere come alcune precise distinzioni di "secundum quid" rappresentino il fondamento di possibilità delle idee principali della concezione ontologica di Tommaso. Infatti, secondo Tommaso, solo se è possibile considerare l'essere da punti di vista diversi (i "secundum quid"), è poi possibile considerarlo contemporaneamente uno e molteplice, identico e diverso. Viceversa si cadrebbe in contraddizione e si sarebbe costretti a sacrificare nell'essere o l'unità o la diversità. Ma proprio quest'ultima ipotesi contraddirebbe la caratteristica principale dell'ontologia di Tommaso, considerata nei suoi contenuti: quella di non escludere dall'essere né l'unità, né la diversità. Anche su questo versante bisogna registrare una lacuna della critica. Perché, se fino agli anni Quaranta l'attributo principale dell'essere di Tommaso era individuato esclusivamente nella diversità, dagli anni Quaranta ai nostri giorni è individuato esclusivamente nell'unità. Condizionata da una lettura solo aristotelica la prima e solo neoplatonica la seconda, l'interpretazione proposta in questo studio mostra come l'essere venga considerato da Tommaso sia nel suo aspetto di unità - come voleva la dottrina "tradizionale" platonica - sia nel suo aspetto di strutturale diversità - come andava sostenendo la dottrina "nuova" del Filosofo. Il vero problema della ontologia tomista, dunque, non è quello di sapere se all'essere spetti l'attributo dell'unità anziché della diversità - gli spettano entrambi, per Tommaso - ma è di sapere come sia possibile una tale convivenza di attributi opposti, cioè in forza di quali distinzioni. Ora, sono davvero efficaci tali distinzioni? Raggiungono lo scopo per cui sono state ideate, salvando l'essere dalla contraddizione? Tagliano il nodo, sfuggendo alla rete di Vulcano? Sono queste le domande di fondo cui cerca di rispondere il presente studio.
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Heidegger e le parole dell'origine
di Marlène Zarader
editore: Vita e pensiero
pagine: 464
Physis, Aletheia, Khreon, Moira, Logos. Sono queste le parole fondamentali che inaugurano il destino dell'Occidente e di cui Heidegger svela il duplice statuto: esse indicano e dischiudono il cominciamento, ma nascondono I'origine. Conferiscono movimento alla storia manifesta del pensiero e però nel contempo sorreggono il suo versante segreto, sempre obliato. Questo libro esplora proprio questo versante segreto diventando così la paziente ricostituzione del testo dell'origine. Si tratta di un testo essenziale poiché intende riportare alla sua forma originaria la nostra storia: solo così questa, una volta ricondotta alle sue radici, può giungere alla fine, e il «problema dell'essere», pensato finalmente come problema, può essere lasciato a se stesso. Vale a dire che l'opera di Heidegger comporta una duplice «svolta»: la prima permette al pensiero di impegnarsi nel problema dell'essere come storia; la seconda gli permette di disimpegnarsi da questo problema e di chiudere la storia. Di queste due rotture, la prima, precoce e generalmente abbastanza riconosciuta, è quella della Kehre, la seconda, tardiva e più sottovalutata, è quella dell'Ereignis. Interrogare le parole fondamentali dell'Occidente significa dunque chiarire l'insieme del cammino heideggeriano, facendo risaltare il suo duplice progetto, un progetto che lo conduce, a partire dal cominciamento, sulle tracce dell'origine, e a partire dall'origine, verso l'esperienza di un «altro cominciamento».
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L' idea di persona
di Virgilio Melchiorre
editore: Vita e pensiero
pagine: 560
L’idea di persona nasce, sin dall’inizio, nel punto in cui la definizione dell’uomo si lascia attraversare dalla relazione col divino: si pensi in tal senso alla prassi drammaturgica del grande teatro tragico o a quel pensiero di Epitteto che alla persona dell’uomo affidava il compito di cantare agli dei. È tuttavia solo con la tradizione della teologia trinitaria che l’idea di persona giunge ai vertici della riflessione metafisica: un approdo che, in modi diversi, è stato decisivo anche per le sorti del pensiero moderno, sia quando la riflessione antropologica abbia conservato le proprie matrici religiose, sia quando si sia volta a determinazioni sempre più «secolari».
Com’è noto, nel nostro secolo l’idea di persona è tornata ad essere un riferimento di grande impegno speculativo. Si pensi alla forte stagione del personalismo francese che, con Maritain, con Mounier e con la sua rivista «Esprit», tornò all’incrocio della riflessione metafisica, ma per costituire ad un tempo un serio engagement di tipo «storico». Si pensi, per altro verso, alle vie percorse da certo personalismo americano o a quelle dischiuse con sempre maggior profondità dalla fenomenologia trascendentale: decisivi in tal senso gli scritti di E. Husserl, E. Lévinas, M. Scheler, E. Stein.
Il volume, che ora si raccoglie appunto attorno a L’idea di persona, vede rivisitati i diversi campi della riflessione personalista: non per una ricognizione meramente «archeologica», ma anche per fare il punto sugli sbocchi recenti della tradizione personalista (Ricoeur è a questo proposito il caso forse più emblematico) e sulle nuove prospettive che il pensiero contemporaneo va offrendo all’idea di persona, sia sul versante filosofico, sia sul versante dell’esegesi teologica. L’opera raccoglie il frutto di tre seminari promossi dal dipartimento di Filosofia dell’Università Cattolica, con il concorso di studiosi segnati da diverse tradizioni e orientamenti: un singolare confronto che arricchisce il nostro patrimonio storiografico e che, sotto molti aspetti, offre prospettive di forte rilievo teoretico.
Esaurito


