Eleuthera
Campi, fabbriche, officine
di Pëtr A. Kropotkin
editore: Eleuthera
pagine: 239
L'importanza di questa riflessione a tutto campo sull'integrazione tra città e campagna e tra lavoro manuale e intellettuale sta nell'aver anticipato di oltre un secolo molti dei problemi con cui ci confrontiamo oggi. Dietro le soluzioni proposte da Kropotkin, che sfidano con ironica semplicità il pensiero totalitario e la sua costruzione piramidale dello spazio e dell'immaginario sociale, c'è una concezione dell'uomo e del vivere in società che delinea i contorni di una civiltà ecologica quanto mai attuale dopo il dissennato saccheggio del mondo e dell'animo umano cui abbiamo assistito. Come ben evidenzia Colin Ward nel suo lavoro di attualizzazione della visione kropotkiniana, la forza di questo classico anarchico sta nel fornirci gli strumenti teorici e pratici che ci consentono di prefigurare una società più equa e sostenibile, capace di riappropriarsi del suo futuro.
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L'anarchia selvaggia. Le società senza stato, senza fede, senza legge, senza re
di Clastres Pierre
editore: Eleuthera
pagine: 120
L'indagine sulla dimensione politica è il cuore della speculazione etnologica di Clastres: da dove viene il dominio dell'uomo
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Il manicomio chimico. Cronache di uno psichiatra riluttante
di Piero Cipriano
editore: Eleuthera
pagine: 255
Oggi il manicomio non è più costituito da fasce, muri, sbarre, ma è diventato astratto, invisibile. Si è trasferito direttamente nella testa, nelle vie neurotrasmettitoriali che regolano i pensieri. Il vero manicomio, oggi, sono gli psicofarmaci. Stiamo oltretutto assistendo a una vera e propria mutazione antropologica: agli psichiatri, e alle case farmaceutiche, non bastano più i malati da curare, ma servono anche i sani. Lutto, tristezza, rabbia, timidezza, disattenzione, non sono stati d'animo fisiologici, ma patologie da curare con il farmaco adatto. Cipriano sottopone a una critica severa i principali dogmi della psichiatria "moderna": a cominciare dalla diagnosi, ovvero l'urgenza burocratica di considerare "malattia" qualunque disagio psichico, a cui segue l'immancabile prescrizione di un farmaco. E quando i farmaci non sono sufficienti, ritorna l'uso nascosto delle fasce e dell'elettrochoc. È questo il nuovo manicomio, meno appariscente, più discreto, in cui diagnosi e psicofarmaco dominano la scena.
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Non siamo mai stati moderni
di Bruno Latour
editore: Eleuthera
pagine: 230
Embrioni congelati, fiumi inquinati, virus dell'AIDS, buco dell'ozono... questi "oggetti" appartengono alla natura o alla cultura? Una volta le cose sembravano più semplici: alle scienze naturali spettava occuparsi della natura, alle discipline sociali della società. Ma quella divisione tradizionale non riesce più a dar conto della proliferazione di questi oggetti ibridi. Ne deriva un senso di angoscia che attanaglia i filosofi contemporanei, post-moderni, moderni o anti-moderni che siano. E se avessimo sbagliato strada? In effetti, la società "moderna" non ha mai funzionato coerentemente con la grande spaccatura su cui si fonda la sua rappresentazione del mondo: la radicale opposizione tra natura e cultura. E infatti i "moderni" non hanno mai smesso di creare ibridi che appartengono a entrambi gli ambiti. Non siamo dunque mai stati moderni, conclude Latour, ed è appunto quel paradigma fondatore che bisogna rimettere in discussione per riuscire a capire noi stessi e il mondo. Prefazione di Giulio Giorello.
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L'educazione libertaria
di Joel Spring
editore: Eleuthera
pagine: 175
Questo classico dell'educazione non autoritaria ripercorre - da Godwin a Stirner, da Ferrer a Neill, da Freire a Illich - la genesi di un modello pedagogico tutt'altro che univoco, il cui intento è sottrarre il bambino a qualsiasi indottrinamento ideologico e renderlo un individuo autonomo e ben consapevole delle forze storiche e sociali che attraversano la società, determinando la collocazione del singolo al suo interno. Lungi dal voler "adattare" l'individuo alla macchina sociale, questo approccio educativo si interroga piuttosto sul perché le persone siano disposte ad accettare come legittima un'autorità sociale che limita la loro libertà. La risposta rimanda a quella docilità indotta che è il risultato di credenze e ideologie inculcate precocemente nella mente infantile. Bisogna dunque liberare il bambino dalle due istituzioni chiave che ne plasmano il destino sociale: la famiglia e la scuola, la più capillare agenzia di socializzazione oggi in funzione, intenzionalmente finalizzata, come scrive Neill, "a produrre una mentalità servile, perché solo questa può impedire che il sistema vada a pezzi". Prefazione di Marcello Bernardi. Postfazione di Francesco Codello.
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Patagonia rebelde. Una storia di gauchos, bandoleros, anarchici, latifondisti e militari nell'Argentina degli anni Venti
di Osvaldo Bayer
editore: Eleuthera
pagine: 159
"Patagonia rebelde" è stato un libro perseguitato. Negli anni Settanta, in Argentina, l'opera è stata censurata, le copie sequestrate e bruciate. Nonostante il successo della riduzione cinematografica realizzata da Héctor Olivera (Orso d'argento a Berlino nel 1974), la storia è stata poi offuscata dalle "patagonie" estetizzanti alla Chatwin. I protagonisti delle vicende narrate da Bayer sono invece peones, gauchos dalla pelle tagliata dal vento, bandoleros e sindacalisti anarchici. Ribelli dimenticati di un lungo sciopero insurrezionale che nel 1921 li vide occupare le fattorie dei latifondi patagonici con un'armata stracciona che, sventolando la bandiera della rivolta, tenne in scacco per mesi polizia ed esercito. Tra loro un bandolero italiano noto come El Toscano. Storie drammatiche di ribellione e ideali internazionalisti che Bayer racconta con passione, quasi in presa diretta.
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Critica della proprietà e dello Stato
di Pierre-Joseph Proudhon
editore: Eleuthera
pagine: 203
Proudhon, noto per alcune espressioni icastiche come "la proprietà è un furto", è stato il primo pensatore sociale a definirsi
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Conversazioni su architettura e libertà
editore: Eleuthera
pagine: 255
Testimone di primo piano, per oltre mezzo secolo, delle vicende architettoniche e urbanistiche italiane, in queste conversazioni De Carlo riflette in modo organico sulla sua esperienza di architetto e intellettuale libertario, dalle prime esperienze spaziali alla scelta dell'architettura come impegno sociale. Amico e sodale di intellettuali eretici quali Vittorini, Calvino, Sereni e Pavese, De Carlo si innesta con un percorso del tutto originale nel panorama italiano, arrivando a definire una "progettazione tentativa", fondata sulla partecipazione, che presuppone la lettura del contesto e il rispetto per i segni dei luoghi e le tracce della comunità. Un approccio totalmente altro rispetto all'invadenza mediatica delle archistar contemporanee, che si è rivelato capace di scardinare i linguaggi dogmatici e le normative burocratiche della progettazione urbana.
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Etnografia del quotidiano. Uno sguardo antropologico sull'Italia che cambia
di Marco Aime
editore: Eleuthera
pagine: 190
Riflettere sulla propria società, utilizzando gli strumenti a disposizione dell'antropologo, è un tentativo di condividere con
Esaurito
La libertà degli uguali
di Bakunin Michail
editore: Eleuthera
pagine: 224
Bakunin è uno dei padri fondatori dell'anarchismo
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La parentela. Cos'è e cosa non è
di Sahlins Marshall
editore: Eleuthera
pagine: 126
In questo saggio, Sahlins affronta il tema antropologico per eccellenza, ovvero la natura della parentela
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Avventure urbane. Progettare la città con gli abitanti
di Marianella Sclavi
editore: Eleuthera
pagine: 248
L'opera è un racconto a più voci - fra cinque urbanisti e un'antropologa delle sperimentazioni sul campo operate a Torino dall'associazione Avventura Urbana. Come un tipico romanzo di formazione, la storia parte con la protagonista che va a Londra alla scoperta di un nuovo mondo. Lì vede all'opera una strumentazione capace di far partecipare gli abitanti al grande gioco della progettazione urbana con strumenti adatti a garantire una maggiore democrazia. Tornata a Torino non si fa dissuadere dal cinismo dei politici, né dalla sufficienza degli accademici, e mette insieme un gruppo di giovani entusiasti quanto lei. Partono così queste "avventure urbane" che ci danno una lettura inusuale delle nostre città disincantate: perché là fuori ci sono tante persone convinte che il coinvolgimento democratico dei diretti interessati alla progettazione del proprio territorio non sia affatto quell'impresa "impossibile" che ci vogliono far credere.
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