Il Mulino
Ombre e figure. Longhi, Arcangeli e la critica d'arte
di Ezio Raimondi
editore: Il Mulino
pagine: 126
C'è un territorio misteriosamente comune che avvicina la critica d'arte allo studio della letteratura, una regione di confine che è da sempre al centro delle riflessioni di Ezio Raimondi. Come testimoniano gli scritti qui raccolti, il dialogo fra questi due universi è radicato nel profondo della storia intellettuale del grande italianista bolognese, fin da quando, studente universitario appena ventenne, ebbe l'incontro folgorante con un maestro della storia dell'arte come Roberto Longhi. E il dialogo continua poi con gli eredi bolognesi del magistero longhiano, a cominciare da Francesco Arcangeli e dalla sua intelligenza appassionata della modernità. Mai a proprio agio fra le formule interpretative correnti, di Longhi e della sua scuola Raimondi propone una lettura in più sensi sorprendente, che avvalora in primo luogo la passione conoscitiva di un'indagine delle forme come segni dell'umano, sempre animata da un rapporto diretto e vivo con le inquietudini del presente. In questa luce, alla fine, anche per il critico letterario l'esperienza delle figure e dei colori conduce veramente, come voleva lo stesso Longhi, a "far ribattere il proprio polso" al ritmo molteplice di quello dei secoli e delle culture.
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Il diritto della paura. Oltre il principio di precauzione
di Cass R. Sunstein
editore: Il Mulino
pagine: 280
A fronte del crescente clima di paura e delle sempre più frequenti domande sociali di protezione, i governi dei paesi occidentali e la legislazione comunitaria fanno ricorso nelle loro normazioni al cosiddetto principio di precauzione, inteso come un insieme di misure cautelative verso pericoli e rischi potenziali. Se, inizialmente, il principio era la corretta espressione dello stato di protezione delle democrazie avanzate, in tempi recenti tende ad essere invocato anche in assenza di evidenze empiriche di pericolosità, o nell'indifferenza degli effetti secondari magari più perniciosi, o delle violazioni ai principi democratici per perseguire scopi politici altri. I governi tendono infatti ad ingigantire smodatamente certuni rischi per assecondare determinate lobbies (come nel caso della Sars) o peggio ancora creano allarme sociale per incassare consenso su politiche altrimenti non condivise (come la guerra in Iraq).
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Imprese e territori dell'alta tecnologia in Italia. Rapporto di Artimino sullo sviluppo locale 2008
editore: Il Mulino
pagine: 193
Qual è il ruolo dei territori nei processi d'innovazione? Come si combinano le risorse interne alle imprese e quelle esterne legate ai contesti in cui operano? Il volume fornisce una risposta a questi interrogativi sulla base di un ampio studio sui brevetti europei richiesti da attori italiani (imprese, individui ed enti pubblici). La tesi sostenuta è che nei nuovi scenari della globalizzazione il potenziale competitivo delle imprese e dei territori dipende dalla loro capacità di costruzione sociale dell'innovazione. In altri termini, dall'integrazione efficace tra il capitale umano e sociale delle aziende, da un lato, e i beni collettivi e le risorse provenienti dal contesto locale ed extra-locale, dall'altro. Dallo studio emerge un quadro sorprendente della collocazione italiana nell'alta tecnologia: meno debole di quanto di solito si sostenga anche sulla base delle classifiche internazionali. L'attività brevettuale delinea un originale modello nazionale, con due distinti sistemi settoriali dell'innovazione che possiedono localizzazioni e caratteristiche socio-economiche diverse. Il primo - quantitativamente prevalente -è il sistema della meccanica, con le sue basi nelle città della Terza Italia. Il secondo - che in Italia ha un peso non trascurabile - è il sistema dell'alta tecnologia e risulta più presente nel Nord-Ovest, nelle grandi città metropolitane, specie a anche a Roma e in altre città minori.
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Verso un nuovo sistema di architettura sociale per la famiglia. Rischi economici e domanda di assicurazione
editore: Il Mulino
pagine: 201
La recessione in atto e le trasformazioni nel mondo del lavoro, con pesi crescenti di settori sprovvisti di ammortizzatori sociali, rendono socialmente più oneroso il rischio di perdita del lavoro. L'invecchiamento della popolazione ha effetti negativi sul mantenimento dell'attuale sistema di copertura previdenziale e sull'offerta pubblica di servizi sanitari, inclusa l'assistenza a lungo termine per gli anziani non autosufficienti. In questo quadro istituzionale le famiglie affrontano sempre più spesso rischi non coperti dal sistema assicurativo pubblico. La crisi finanziaria dello stato acutizza il problema: la generazione di mezzo fa fatica a coprire, allo stesso tempo, il rischio disabilità per i genitori anziani e quello di disoccupazione per i figli, mentre l'esposizione debitoria accumulata dallo stato rende difficilmente praticabili ulteriori sostegni pubblici alle famiglie. Gli squilibri demografici, la crisi fiscale e i rischi crescenti a cui sono esposte le famiglie impongono la ricerca di soluzioni nuove e l'analisi della transizione da un sistema assicurativo informale (basato sulla famiglia) o pubblico (imperniato sullo stato) ad uno in cui le forme assicurative private giocheranno un ruolo chiave. I saggi raccolti in questo volume propongono un nuovo sistema di architettura sociale per la famiglia analizzando i rischi che essa affronta nel corso del ciclo di vita.
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Il diritto, la genealogia, la storia. Itinerari
di Emanuele Stolfi
editore: Il Mulino
pagine: 210
Nel momento in cui vengono posti in discussione i "regimi di storicità" della cultura occidentale, anche le discipline dedicate alla tradizione giuridica e politica antica devono interrogarsi profondamente sul proprio ruolo, i loro metodi di lavoro e i possibili apporti che ancora possono garantire nella formazione di uno sguardo critico rivolto al presente. Per lo. storico del diritto e delle istituzioni greche e romane non è più tempo di solitudini: sollecitato al dialogo con molteplici interlocutori, egli deve recuperare la feconda "inattualità" dei suoi campi d'indagine, operare scavi genealogici, sondare la lunga durata di dispositivi che tanto hanno inciso sulla nostra identità e sul modo stesso di concepire le relazioni tra la vita effettiva degli uomini e le forme del diritto, confrontarsi coi fondamentali paradigmi della tradizione occidentale e seguirne i tragitti folti di sconnessioni e cesure. Questo volume, muovendo dalla discussione di vari contributi apparsi negli ultimi anni, cerca di isolare alcuni dei più significativi itinerari che risultano percorribili in queste direzioni.
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Il relativismo etico. Analisi e teorie nel pensiero contemporaneo
di Sergio Filippo Magni
editore: Il Mulino
pagine: 212
Il relativismo etico - o, come talvolta viene detto, il relativismo morale - è uno dei rari casi in cui un'antica questione filosofica è divenuta materia arroventata, di lotta politica e culturale. Ma quella di relativismo etico è una nozione ambigua, suscettibile di una pluralità di interpretazioni e di significati. Il saggio ne mostra la complessità, ponendola in relazione alle altre forme di relativismo filosofico (cognitivo ed estetico) e alla discussione generale delle teorie sulla fondazione dell'etica; e insieme analizza i differenti livelli in cui può essere sostenuta e i vari modi in cui è stata interpretata e spesso confusa e fraintesa. Ciò consente all'autore di proporre una versione di relativismo etico in grado di evitare le conseguenze implausibili e paradossali in cui si imbattono le versioni più radicali.
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Da Euclide a Gödel
di Gabriele Lolli
editore: Il Mulino
pagine: 189
Fra le maggiori acquisizioni scientifiche del XX secolo, insieme alla teoria della relatività, all'invenzione del computer, alla scoperta del DNA, i teoremi di Gödel sono la risposta della civiltà contemporanea alla domanda perenne sullo statuto della matematica. Oggi i teoremi di Gödel, che hanno raggiunto il largo pubblico e sono diventati un argomento nelle dispute sulla mente, vengono letti non come teoremi di matematica, ma come affermazioni sulla natura umana, o sulle nostre capacità cognitive. In modo accessibile ed esauriente il volume illustra la scoperta gödeliana rintracciandone il sostrato filosofico.
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Documentazione papale in archivi trentini tra XII e XIII secolo
editore: Il Mulino
pagine: 212
Il volume propone l'edizione critica di tutta la documentazione prodotta dalla cancelleria papale nell'arco dei secoli XII-XIII e, a seguito di diverse vicende archivistiche, conservata negli archivi trentini. La ricerca ha portato all'edizione di 74 documenti, costituiti in prevalenza da litterae papali, conservate in originale o in copie autentiche, ma anche in copie erudite settecentesche, manoscritte o a stampa. La pubblicazione è corredata da un ampio saggio introduttivo, che illustra la documentazione ripartendola secondo i destinatari. Si ripercorrono in questo modo le vicende degli enti e delle istituzioni ecclesiastiche, a favore o a scapito dei quali tale documentazione venne prodotta. E parallelamente, si propongono al lettore osservazioni e considerazioni sull'attitudine, le possibilità e la volontà di quei diversi soggetti di conservare la propria storia.
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L'architettura del mondo nuovo. Govenance economica e sistema multipolare
editore: Il Mulino
pagine: 271
Stabilità e crescita dell'economia globale. Si tratta di un obiettivo prioritario nell'agenda internazionale, tanto più nel momento in cui una pesante crisi economico-finanziaria fa sentire i suoi effetti in tutto il mondo. L'obiettivo è prioritario non solo per ragioni di equità, ma anche in un'ottica di prevenzione: se solo si riflette che dalla mancata soluzione dei gravi squilibri che caratterizzano le relazioni economiche fra le principali aree del pianeta possono derivare pesanti ricadute in termini di (ulteriore) conflittualità politica. Per conseguire quell'obiettivo si rende necessaria una complessiva riforma del sistema di governance dell'economia globale. Una riforma per nulla semplice, in un mondo multipolare: già a partire dalla ricerca di una progettazione condivisa. Di questi temi si occupa il volume, analizzando lo scenario della governance economica mondiale: le tre principali istituzioni - Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale, Organizzazione Mondiale del Commercio - e l'intero sistema, sia formale sia informale, della negoziazione e attuazione delle scelte di politica economica, a partire dal contesto G8-G20. La ricerca, condotta in collaborazione fra l'AREL e l'Istituto Affari Internazionali, illustra il quadro attuale e i possibili suoi sviluppi, e il ruolo che l'Italia potrà svolgere nel promuovere proposte a livello internazionale.
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La modernità e i mondi cristiani
editore: Il Mulino
pagine: 299
Il volume raccoglie contributi di storici, filosofi, sociologi, sul rapporto fra le diverse Chiese cristiane (ortodosse, cattoliche, protestanti) ed i fenomeni della modernità: modernità che viene semplicemente e limpidamente qui intesa secondo il significato più diffuso nella cultura comune, come il "nuovo, in tutte le sue forme". Con taglio comparativo, il volume descrive scenari diversi, passando dall'Europa occidentale a quella orientale, dall'Africa all'America Latina. E se a titolo di ampia sintesi si può osservare che i protestanti in genere hanno stretto alleanza con la modernità mentre i cattolici e gli ortodossi l'hanno spesso fronteggiata con apprensione, nella preoccupazione di perdere o diluire la propria identità, emerge comunque, poi, nella concretezza, una grande varietà di approcci: per cui, secondo le circostanze, la modernità viene benedetta o esecrata, amata o rigettata, ma anche equilibratamente distinta nei suoi aspetti ora positivi ora negativi. Da segnalare l'originalità dell'oggetto e del taglio della ricerca: i "mondi cristiani", e dunque le tre grandi comunità dei seguaci di Cristo; e all'interno di esse, ancora, approcci ulteriormente differenziati, in relazione alla varietà dei tempi, dei luoghi, delle sensibilità. "Mondi cristiani", e non già un cristianesimo monolitico: perché la relazione fra cristianesimo e modernità si declina tutt'altro che al singolare.
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Testi e memoria. Semiotica e costruzione politica dei fatti
editore: Il Mulino
pagine: 144
I saggi contenuti nel volume, di ispirazione semiotica, affrontano il tema della memoria come pretesa rievocazione di fatti obiettivi. Ma i fatti - nella lettura disciplinare che ne offre il volume - non sono da ritenersi qualcosa di dato, conchiuso, oggettivo: sono piuttosto il risultato di una costruzione a forte valenza politica. Le tematiche della memoria vengono affrontate su base "testuale", dove il termine "testo" è da intendersi in una accezione allargata. Testo è - nel linguaggio della disciplina specialistica di cui qui si tratta - non solo il documento, come nel linguaggio comune: testo (avendo riguardo ai casi studio e ai contributi contenuti nel volume) è anche un museo, o il corpo del leader carismatico. Così, fra i casi studio presentati vi è quello del museo cambogiano di Tuoi Sleng, a Phnom Penh, dedicato alla memoria degli eccidi compiuti durante la dittatura dei Khmer Rossi nella seconda metà degli anni Settanta: museo allestito nel più grande centro di detenzione e sterminio del regime di Poi Pot, il famigerato S-21. Attraverso l'allestimento museale, di forte impatto emotivo e tale da suscitare l'empatia del visitatore per le atroci sofferenze che vennero inflitte in quel luogo, gli eccidi compiuti dai Khmer Rossi vengono al visitatore narrati in un modo più emotivo che cognitivo - che è funzionale alla ricostruzione politica della Cambogia attuale, in cui resta non compiuta l'individuazione delle cause e responsabilità di quei terribili eventi.
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Adultèri, delitti e filologia. Il caso della baronessa di Carini
di Alberto Varvaro
editore: Il Mulino
pagine: 160
Una storia di amore e morte si consuma nel 1563 in un paese vicino a Palermo: è il famoso caso della baronessa di Carini, narrato in un poemetto di tradizione popolare ma apparso a stampa solo alla fine dell'Ottocento, e molte volte ripreso, fino a Pasolini. La giovanissima baronessa cede al suo corteggiatore, è sorpresa e uccisa dal padre per lavare l'onore della famiglia. Solo dopo una durissima penitenza egli riuscirà ad ottenere il perdono divino. Così la poesia. La realtà risulta completamente diversa. Tutt'altro che irreprensibile, la baronessa aveva diversi figli, anche dall'amante. Il marito e il padre di lei facevano finta di non notare la tresca, di cui invece sapevano tutto. Il delitto fu premeditato e forse, più che di onore, fu questione di non pagare i debiti contratti con l'amante. Queste pagine ci restituiscono la vera storia del dramma di Carini, mostrando come il testo del 1870 e le riprese successive non siano altro che un falso, un'operazione di ricucitura di testi orali, a cui pure va riconosciuta una grande forza narrativa.
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