Il Mulino
Il problema della guerra e le vie della pace
di Norberto Bobbio
editore: Il Mulino
pagine: 195
La pace è l'obiettivo e la condizione della democrazia: diritti dell'uomo, democrazia e pace sono per Bobbio i tre elementi in
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Il mercato avido. Finanza degli eccessi e regole tradite
di Antonio Taverna
editore: Il Mulino
pagine: 221
La tempesta finanziaria è arrivata nel mondo economico a ciel sereno. Le banche improvvisamente hanno presentato situazioni fallimentari, soprattutto nei paesi anglosassoni. I loro amministratori, come la politica e le istituzioni finanziarie, non hanno colto i segnali premonitori che le attuali analisi dicono percepibili da tempo. Politica e autorità economiche hanno invocato la necessità di scrivere nuove regole, secondo un approccio che ignora la realtà, perché regole buone c'erano e ci sono. Il problema era ed è quello di applicarle e farlo in modo uniforme nel mondo. È poi indubbio che la rapida evoluzione della finanza innovativa e la globalizzazione dei mercati richiedono un'aggiornata regolamentazione. I numeri meglio che le parole possono aiutare a definire lo scenario che ha portato alla crisi. Il libro raccoglie una serie di dati e alcune loro comparazioni fra le diverse economie utili allo scopo. Le avidità di denaro, di potere e di presenza mediatica sono alla base degli eccessi, non solo dei manager e degli operatori di finanza, ma largamente rintracciabili anche nei comportamenti di investitori e di azionisti istituzionali, come le fondazioni in Italia, i land in Germania e i fondi pensione nel mondo anglosassone. Le misure regolamentari e la supervisione saranno sempre inadeguate se non saranno accompagnate da comportamenti meno ingordi da parte di tutti. (Prefazione di Enrico Letta)
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Gli unni
di Timo Stickler
editore: Il Mulino
pagine: 127
Gli Unni, popolo di cavalieri nomadi originari delle grandi steppe eurasiatiche, alla fine del IV secolo d.C. si affacciarono nelle terre a nord del Danubio, ai confini del mondo romano. Negli anni successivi, soprattutto sotto il loro re Attila, "il flagello di Dio", le scorrerie dei guerrieri unni divennero un pericolo sempre più incombente e temibile, persino per una grande potenza quale era allora l'impero romano. Solo nel 451 un'ampia coalizione formata da Romani, Visigoti, Burgundi, Franchi e da diverse altre tribù riuscì a impegnare gli Unni in una vera e propria battaglia, ai Campi Catalaunici, infliggendo ad Attila una cocente sconfitta. Da quel momento gli Unni escono dalla storia politica, per sopravvivere però nell'immaginario collettivo come l'emblema stesso dei barbari. Il volume offre una ricca sintesi di tutto quanto si sa sugli Unni: origini, tradizioni, strutture politiche, rapporti con l'impero romano, vicenda politico-militare.
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Gli strumenti per le analisi del bilancio di esercizio
editore: Il Mulino
pagine: 349
I recenti scandali connessi ad "improvvisi" default di grandi imprese, gli "errori di valutazione" delle società di rating, e
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Libertà di coscienza e religione
di Martha C. Nussbaum
editore: Il Mulino
pagine: 82
I padri fondatori degli Stati Uniti, in fuga dalle inquisizioni religiose in patria, vollero che non ci fosse più alcuna intol
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Fondamenti di psicologia giuridica
editore: Il Mulino
pagine: 239
Questo volume si propone di elaborare e sistematizzare alcuni dei principali argomenti e problemi che riguardano il rapporto f
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Lussuria. La passione della conoscenza
di Giulio Giorello
editore: Il Mulino
pagine: 190
"Solo per colpa di cristiani impostori la lussuria è stata classificata tra i crimini". Così si esprime Sade sul finire del Settecento, quando i "lumi" della Ragione stavano cedendo il posto alle "lanterne" del Terrore. Si potrà concordare o no con il Divin Marchese, ma la lussuria, più che un peccato, appare come una forza debordante della natura. La lussuria non è solo manifestazione di eros, creatività artistica, e magari piacere della scoperta scientifica. È anche e soprattutto una passione di conoscenza, nel senso più ampio della parola, che può costituire altresì il nucleo di una società aperta e libertaria, insofferente di qualsiasi costellazione di dogmi stabiliti. Così, nelle pagine dell'autore, complici della lussuria possono essere i personaggi più inaspettati: Dante, Boccaccio, Giordano Bruno, Picasso, Buñuel, Mozart. Ma l'indiscusso profeta della lussuria, resta sempre lui: Don Giovanni. Un viaggio attraverso la lussuria come potere, come piacere, come inganno e soprattutto come libertà.
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Avventure e disavventure della filosofia. Saggi sul pensiero italiano del Novecento
di Pietro Rossi
editore: Il Mulino
pagine: 378
Nella seconda metà del Novecento, tramontata l'egemonia idealistica, la filosofia italiana si è aperta a indirizzi di pensiero prima ignorati o poco conosciuti, importando nuove prospettive e cercando di adattarle all'ambiente culturale del nostro paese. Ciò è avvenuto per la fenomenologia e l'esistenzialismo, e più tardi per il marxismo, in misura minore per il neopositivismo e la filosofia della scienza. Il panorama filosofico italiano degli ultimi decenni appare così contraddistinto da una serie di "avventure" dagli esiti alterni, che in questo volume l'autore ripercorre offrendo valutazioni talvolta impietose. Alla breve stagione del "nuovo illuminismo", che ebbe come protagonisti Abbagnano, Bobbio, Geymonat, Preti e altri, ha fatto seguito una stagione più lunga in cui il confronto tra le posizioni teoriche si è trasformato in scontro ideologico, e poi ancora nelle diverse prospettive del periodo postmoderno, che dall'avversione al sapere scientifico pervengono a un comune esito profetizzante.
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Andreatta. Ministro del Tesoro
di Fernando Salsano
editore: Il Mulino
pagine: 331
Beniamino Andreatta (1928-2007) - accademico, politico, pubblicista, fondatore di Università e di Istituti di ricerca, animatore della nostra vita culturale - è stato anche, a partire dagli anni Sessanta, una figura eminente della politica italiana: deputato e senatore della Repubblica, più volte ministro, membro e presidente di Commissioni parlamentari, militante e dirigente di partito, promotore dell'Ulivo. Ma oltre e sopra tutto ciò, come ci ricorda Tommaso Padoa Schioppa nella prefazione, è stato una presenza umana che ha gettato semi e lasciato tracce ovunque sia passato e in chiunque abbia avuto la fortuna di incontrarlo, anche una sola volta. Sono proprio questi semi e tracce che Fernando Salsano mette in evidenza nel suo saggio che, partendo da una solida base documentaria, illustra idee, iniziative, progetti di riforma e provvedimenti fatti propri da Andreatta durante i diversi mandati nei dicasteri economici. A completare il libro, una serie di ricordi e testimonianze di altri autorevoli protagonisti delle vicende politiche del nostro paese che hanno avuto l'opportunità di vedere Andreatta in azione o di lavorare con lui.
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La governance dello sviluppo locale. Città e territori in Italia nell'epoca della globalizzazione
editore: Il Mulino
pagine: 273
Il volume si occupa di sviluppo locale in tempi sin qui tutt'altro che celebrativi del "piccolo è bello", riferito alla desiderabilità di quelle piccole dimensioni d'impresa che tradizionalmente caratterizzano tanta parte della produzione industriale e dei servizi turistici in Italia. Molti si sono domandati se quello sviluppo locale non fosse destinato a morire, piegato dal capitalismo globale, surclassato dalle multinazionali di tecnologie e innovazione, disperso nella delocalizzazione produttiva delle nostre stesse imprese, in cerca, nei paesi emergenti, di nuovi mercati di sbocco e di risparmio sui costi di produzione. Ci si è chiesti se lo sviluppo locale non risultasse schiacciato sotto le ruote dei nuovi agguerriti competitori e degli attori globali a piede libero; e se non risulti superato, anche in casa propria, da quel "Quarto capitalismo" alimentato da imprese di medio-grandi dimensioni che lo sviluppo locale stesso ha espresso nel paese negli ultimi decenni. Ci si è interrogati, insomma, sulle sorti e le prospettive di uno sviluppo locale apparso come un miracolo del passato e un ritardo del presente; e, più in generale, sul complesso problema dei futuri assetti del rapporto tradizionale fra impresa e contesto socio-territoriale. Alla questione dei rapporti economici e sociali sul territorio, e dunque a un tema urgente di economia reale e di governance, ci si volge con sguardo tanto più attento, oggi, nel tempo della crisi economica.
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La partecipazione nell'impresa responsabile. Storia del Consiglio di gestione Olivetti
di Stefano Musso
editore: Il Mulino
pagine: 341
La storia del Consiglio di gestione della Olivetti di Ivrea colma una lacuna negli studi sui rapporti di lavoro in Italia, in particolare sulla secolare questione del controllo e della collaborazione dei lavoratori alla gestione delle aziende. Unico a sopravvivere tra i consigli creati e cancellati in Italia nel breve arco del lustro successivo al 25 aprile 1945, il Consiglio di gestione della Olivetti ebbe una lunga storia, durata fino al 1971, che può insegnare molto a chi oggi è chiamato a legiferare in tema di partecipazione. Frutto della peculiare concezione della funzione sociale dell'impresa e del rapporto tra fabbrica e comunità propria di Adriano Olivetti, fu una esperienza eccezionale nel panorama italiano. Questa ricerca ne ricostruisce la storia, evidenziando la sottile trama dell'incontro e dello scontro tra gli interessi dei lavoratori e dell'impresa, la dinamica dei rapporti tra le diverse organizzazioni e culture sindacali, i momenti di svolta nelle politiche del personale, l'influenza della partecipazione sulle relazioni sindacali in un'impresa contraddistinta da forte sensibilità sociale ma non esente da tensioni, scaturite dalle contrapposizioni politiche e dalle contraddizioni dello sviluppo; il tutto sullo sfondo degli anni cruciali del miracolo economico e del completamento del processo di industrializzazione del paese. Il volume raccoglie in appendice interventi inediti di Adriano Olivetti e di altri grandi protagonisti dell'avventura eporediese e italiana.
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La guerra santa. La formazione dell'idea di crociata nell'Occidente cristiano
di Jean Flori
editore: Il Mulino
pagine: 441
Jean Flori dedica questo studio alla trasformazione ideologica che porta il pensiero cristiano dalla originaria nonviolenza alla crociata: una trasformazione lenta, iniziata già al tempo della cristianizzazione dell'impero romano, ma avvenuta soprattutto nel X e XI secolo, fra Carlo Magno e la prima crociata. Flori mette in luce come attraverso la difesa armata dei possedimenti della Chiesa, tanto i singoli monasteri e le chiese quanto i territori papali, la guerra venga a poco a poco sacralizzata, poi come prenda corpo una demonizzazione dei musulmani che risponde allo spirito della "reconquista" spagnola e quindi come nasca infine la "guerra santa" contro gli infedeli.
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