Manifestolibri
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La terra più amata. Voci della letteratura palestinese
editore: Manifestolibri
pagine: 263
Quella palestinese è una letteratura in lingua araba, ma che presenta caratteristiche e tradizioni proprie
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Cristianesimo ribelle
di Enzo Mazzi
editore: Manifestolibri
pagine: 190
Il cristianesimo è geneticamente ribelle verso tutte le forme di alienazione e in particolare nei confronti del dominio del sacro. Dall'età di Costantino c'è stata una modificazione genetica nell'assetto istituzionale ecclesiastico. Ma una linea di fedeltà al carattere ribelle del primo cristianesimo è stata mantenuta, pur con fatica e contraddizioni fino ad oggi da movimenti, correnti di pensiero critico e comunità di base. Attingendo alla propria esperienza elaborata e vissuta all'interno di una rete di relazioni comunitarie aperte, specialmente a partire dall'anima profonda del sessantotto, l'autore analizza il processo storico di liberazione dal dominio del sacro e, con molti interrogativi irrisolti, vede l'esistenza personale e della storia come tracciato non sempre lineare ma dotato di senso, passo dopo passo: dalla schiavitù al riscatto, dalla oppressione alla liberazione, dalla alienazione alla responsabilità, dalla sacralità come dominio esterno alla sacralità intrinseca al tutto, dall'angoscia per la finitezza dell'esistenza, all'accettazione fondamentalmente gioiosa del "nulla creativo" che ci avvolge.
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Putin il neozar. Dal KGB all'aggressione dell'Ucraina
di Osvaldo Sanguigni
editore: Manifestolibri
pagine: 158
Il potere di Vladimir Putin sulla politica e sulla società sovietica non conosce praticamente più confini
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Città di quarzo. Indagando sul futuro a Los Angeles
di Mike Davis
editore: Manifestolibri
pagine: 424
Luogo mitico dell'immaginario postmoderno, laboratorio incandescente di un futuro che affascina o atterrisce, Los Angeles, la
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Gli attrezzi del filosofo. Elogio del relativismo e altre incursioni
di Rino Genovese
editore: Manifestolibri
pagine: 231
Gli attrezzi del filosofo si lasciano scoprire facendosi largo nella sua officina o nel suo laboratorio. Sono gli strumenti concettuali, messi in opera provando e riprovando, che servono a comporre un pensiero originale, ad aprire nuovi spazi di visibilità sul mondo contemporaneo. Al tempo stesso, sono i ferri del mestiere della critica nella incessante battaglia con le altre tendenze filosofiche (qui, in particolare, contro l'ermeneutica, la teoria di Habermas, alcune recenti proposte "comunitarie") e nell'attività quotidiana del prendere posizione. Il giudizio richiesto al lettore non riguarda soltanto la loro validità teorica, ma anche la capacità d'incursione nella più ampia comunicazione sociale e politica.
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Theodor W. Adorno. Il maestro ritrovato
editore: Manifestolibri
pagine: 415
Il volume illustra, a partire dalle problematiche del mondo contemporaneo, i nodi centrali della critica sociale di Theodor Adorno: dall'antisemitismo all'intepretazione del totalitarismo, dalla tirannia della merce e del consumo all'industria culturale, fino alla critica della civiltà americana.
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Moderato sarà lei
editore: Manifestolibri
pagine: 141
Secondo gli autori, entrambi giornalisti del "manifesto", la destra e la sinistra stanno precipitando l'Italia in un nuovo oscurantismo: la colpa sarebbe del conformismo e del bigottismo dell'attuale classe politica, la quale avrebbe paura della scienza, farebbe guerra alla libertà dei giovani e si lascerebbe condizionare dalle parole della Chiesa.
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Il business del pensiero. La consulenza filosofica tra cura di sé e terapia degli altri
di Alessandro Dal Lago
editore: Manifestolibri
pagine: 136
Esplode anche in Italia la consuetudine della "consulenza filosofica", della "psicofilosofia", dei "filosofi in azienda", che propone il filosofo come consulente per le aziende, come un aiuto per risolvere i problemi. Il libro è un attacco contro i presupposti ideologici e le ricadute pratiche di questa "consulenza filosofica".
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Il sintomo e la rivoluzione. Georges Politzer crocevia tra due epoche
di Aldo Pardi
editore: Manifestolibri
pagine: 206
Questo libro è la prima ricostruzione della vicenda intellettuale e biografica di Georges Politzer, uno studioso che influenzò profondamente la cultura francese tra le due guerre, che fu tra i primi filosofi a occuparsi di Freud e della psicoanalisi e che, come militante marxista, partecipò alla resistenza e fu torturato e ucciso dai nazisti nel 1943. Ungherese di nascita, ma francese per formazione culturale, Georges Politzer fu, nella Parigi fra le due guerre, uno degli intellettuali più acuti e originali, con la sua critica del bergsonismo allora dominante, con le sue interpretazioni di Freud, con il suo marxismo militante. Le sue idee furono riprese da diverse generazioni di filosofi francesi, da Sartre e Melerau-Ponty fino ad Althusser. A Politzer Sartre si ispirò, inoltre, per delineare la figura del protagonista del suo romanzo La nausea.
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I situazionisti e la loro storia
editore: Manifestolibri
pagine: 190
Il volume raccoglie il testo in cui Guy Debord traccia il bilancio dell'esperienza dell'Internazionale situazionista, indicandone il superamento e anticipando molti di quelli che saranno gli aspetti della società contemporanea, numerosi documenti originali dell'internazionale situazionista, e una serie di brevi saggi che indagano l'attualità del movimento che, primo, previde e avversò la "condizione postmoderna". Gli animatori dell'Internazionale situazionista avevano sempre considerato questa organizzazione uno strumento da superare, non appena avesse raggiunto il suo obiettivo: riportare la contestazione rivoluzionaria all'interno della società capitalista modernizzata. Nel 1972 Debord ritiene essere arrivato quel momento e, nel testo qui pubblicato, individua le tendenze che solo oggi si sono pienamente dispiegate. Il volume viene qui presentato in una nuova edizione.
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Piena di grazia. Da Bernadette all'industria delle apparizioni
di Fabio Coccetti
editore: Manifestolibri
pagine: 159
Di Lourdes, ancora oggi il più visitato santuario del pianeta, tutti, bene o male, hanno sentito parlare. Meno note, ma avventurose e avvincenti, sono le circostanze per le quali questo paesino sperduto dei Pirenei diventò il prototipo di quel modo di vivere la fede in una dimensione organizzata di massa che ritroviamo in tante manifestazioni religiose della nostra epoca. Ancora meno nota, forse, è la figura di Bernadette Soubirous, la pastorella che proprio a Lourdes, nel 1858, vide per 18 volte la Madonna, riuscendo a calamitare a suo tempo, e per molti anni a seguire, l'attenzione di milioni di persone. Perfino Hollywood le dedicò un film. In queste pagine Bernadette riappare come una icona pop, un simulacro nella società dei simulacri, un contenitore disponibile a essere riempito dei desideri e dei significati di chi lo guarda.
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