Vita e pensiero
Camille Mauclair, homme de lettres fin-de-siècle
Critique littéraire, oeuvre narrative création poétique et théatrale
di Simonetta Valenti
editore: Vita e pensiero
pagine: 500
Camille Mauclair, l’un des disciples les plus fidèles de Mallarmé, appartient au panorama des méconnus de la fin-de-siècle. Injustement méconnu: sa vaste production (essais, romans, contes et poèmes) permet, en effet, de le situer parmi les premiers et les meilleurs historiens du Symbolisme, ainsi que de le placer à côté des écrivains qui ont le plus brillamment illustré le goût du mouvement symboliste à sa fin. Après avoir fourni une reconstruction de la biographie de Mauclair, cette étude vise donc à focaliser son œuvre à travers l’analyse des structures formelles, thématiques et idéologiques qui la composent, dans le but de suivre l’évolution et de bien définir le statut de Camille Mauclair dans le canon littéraire de la seconde moitié du XIXème siècle. Personnalité éclectique, auteur érudit, critique averti, narrateur fécond et poète discret, Mauclair comprend et exprime les instances les plus profondes de son époque. La lecture systématique de sa production littéraire, comprenant les poèmes inédits présentés dans la section finale de ce volume, permet ainsi de mieux connaître un écrivain trop longtemps oublié et de mieux pénétrer la koiné culturelle fin-de-siècle.
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Cassio Dione e l'impero romano da Nerva ad Antonino Pio
Alla luce dei nuovi documenti
di Guido Migliorati
editore: Vita e pensiero
pagine: 450
L’opera storica di Cassio Dione è di rilevante importanza per lo studio del II secolo d.C., poiché, nel naufragio della maggior parte degli autori antichi, conserva una certa continuità narrativa, coprendo il periodo del principato di Nerva fino alla dinastia degli Antonini. Tuttavia anche la «Storia Romana» non è completa, tràdita attraverso epitomi bizantine o attraverso gli «Excerpta» contenuti in florilegi, come la raccolta di Costantino Porfirogenito. Il confronto del testo dioneo con la ricca documentazione epigrafica, archeologica, papirologica e numismatica permette una più approfondita e corretta conoscenza della «Storia Romana» e delle tendenze storiografiche di Cassio Dione, oltre a una più ampia valutazione del secolo degli Antonini.
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Meridionalismo cattolico (1945-1955)
di Diomede Ivone
editore: Vita e pensiero
pagine: 235
In questo studio, Diomede Ivone, storico economico di interessi meridionalistici, compie una rilevante operazione culturale, oltre che storiografica, rispetto alla tanto dibattuta 'questione meridionale', riproponendo le testimonianze di una stagione di grande vitalità e importanza nella storia del nostro Paese, e in particolare del Sud. Egli ricostruisce infatti le iniziative e i contenuti di quel meridionalismo definito 'cattolico', con riferimento a una ispirazione ideale e morale, che si espresse in maniera assai significativa tra la fine del secondo conflitto mondiale e la seconda metà degli anni Cinquanta del secolo appena trascorso. Esso, oltre a chiedere una nuova conoscenza della realtà, mediante lo studio delle statistiche e attraverso indagini che arrivavano al cuore dei problemi, insisteva sull'urgenza di elevare le condizioni civili ed economiche delle popolazioni, sulla necessità di miglioramenti nell'agricoltura e sull'importanza di mutamenti nella mentalità. Fattori distinti, ma tutti orientati a un unico e ben chiaro obiettivo: far assumere al Mezzogiorno un ruolo attivo e dinamico nello sviluppo del Paese, fino ad allora condizionato dalla persistenza di un rigido schema dualistico con scarso margine di complementarietà tra Nord e Sud. La cultura meridionalistica dei cattolici italiani che l'indagine di Ivone riporta alla luce costituisce così un interessante stimolo per la ricostruzione storica.
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Gli stati territoriali nel mondo antico
editore: Vita e pensiero
pagine: 363
Lo stato territoriale è una realtà politica del mondo antico che si manifesta soprattutto in epoca ellenistica, quando nei caratteri distintivi di questi stati trova posto l'evoluzione di importanti concetti politici della grecità classica, ma che comprende una grande varietà di casi dall'età arcaica alla tarda antichità: ecco perché questo volume è diviso in due sezioni, intitolate rispettivamente "Pensiero politico e sovranità territoriale" e "La realtà territoriale": alcuni esempi.
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Sapere e sperare
Percorso di metafisica
di Paul Gilbert
editore: Vita e pensiero
pagine: 390
Viene qui proposto, in una sequenza di quindici saggi, un percorso di metafisica attento alla riflessione contemporanea e fedele ai capisaldi del pensiero classico. Gli autori di riferimento sono infatti Aristotele, Tommaso, Cartesio, Kant, Blondel, Heidegger, ma anche Lotz, Vattimo, Cacciari, Nabert, Lévinas e Ricoeur.
Essendo la filosofia una esperienza spirituale, la prima parte del libro (Problematica) mette l’accento sulla dimensione trascendente del sapere e della libertà. La seconda (Composizione) verifica i limiti di una metafisica dell’essere prettamente epistemologico e propone le modalità di un’altra, che sia attenta alla pratica dei nostri atti umani. La terza parte (Scomposizione) espone le critiche che la tradizione heideggeriana, particolarmente in Italia, ha indirizzato alle metafisiche di ordine sia gnoseologico sia pratico, fino a imbattersi nelle questioni della violenza e della pluralità delle verità. La sezione successiva (Ricomposizione) mostra come la metafisica d’ispirazione trascendentale sia suscettibile di assumere il meglio del tema contemporaneo della ‘differenza’ e di dare così nuovo dinamismo alla metafisica classica. Infine, l’ultima parte (Invocazione) trae dal percorso effettuato gli elementi ragionevoli per affrontare le questioni del male, del perdono e della speranza; sarà a questo punto che le condizioni più specifiche della metafisica dell’autentico atto d’essere potranno venire precisate.
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La Chiesa e l'Italia
Per una storia dei loro rapporti negli ultimi due secoli
editore: Vita e pensiero
pagine: 524
È la Chiesa che ha fatto l’Italia, o è l’Italia che ha fatto la Chiesa? O, in altri termini, in che modi e in che misura la fisionomia della Chiesa e l’identità nazionale sono il frutto di un rapporto biunivoco? Quali tratti si sono impressi sul volto della Chiesa per il fatto di partecipare alla storia, alla cultura, alla vita politica della nazione italiana? E nell’altro senso, non separabile dal primo, quali contributi essa ha dato (o non ha dato) alla coscienza nazionale?
Gli studi raccolti in questo volume, frutto di un convegno tenuto a Milano nell’ottobre del 2001, cercano una risposta a tali quesiti, interrogandosi sull’identità del cattolicesimo italiano e sul suo ruolo nella formazione dell’identità nazionale.
La costituzione dell’identità italiana è un problema che ha avuto di recente un ‘ritorno di fiamma’, riproponendo la discussione sul rapporto fra cattolicesimo e coscienza nazionale. Tale dibattito ha avuto per lo più sullo sfondo l’eterna domanda se la presenza della Chiesa sia stata utile o dannosa alla nazione. In questo volume si è voluto, invece, spostare l’attenzione sul come. Il rapporto fra le due identità costituisce, infatti, una realtà complessa e variabile. Ecco perché si è inteso verificarne analiticamente le caratteristiche e le trasformazioni, mostrando come in alcuni momenti storici il volto della società religiosa si sia costituito e modificato nell’incontro con i dinamismi della società generale, e come, per converso, i dinamismi interni alla Chiesa abbiano influito sull’immagine (reale o pensata) dell’Italia.
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Francesco Vito
Attualità di un economista politico
di Daniela Parisi
editore: Vita e pensiero
pagine: 258
Siamo alla fine degli anni Venti quando Francesco Vito (1902-1968) si presenta in Cattolica a padre Agostino Gemelli. È un giovane della provincia di Caserta, ben istruito, colto, molto riservato e rigoroso; si è laureato all’università di Napoli in Giurisprudenza, in Scienze politiche, economiche e sociali e in Filosofia. Nell’Istituto di Scienze economiche della Cattolica, diretto da Angelo Mauri inizia il suo itinerario di perfezionamento in campo economico. Da Milano si allontana nei primi anni Trenta alla volta di Monaco, Berlino, Londra, Chicago, New York; vi farà ritorno nel 1935, chiamato a ricoprire la cattedra di Economia politica nella facoltà di Scienze politiche, per stabilire nell’Università Cattolica – di cui sarà rettore dal 1959 al 1965 – il baricentro della propria vita professionale, densa di numerose responsabilità e alti incarichi in istituzioni, organismi e associazioni nazionali e internazionali. Per trent’anni Vito continua a dare assoluta preminenza all’attività di docente universitario: sia a quella inerente alla ricerca e alla didattica, ritenute inseparabili, sia a quella legata alle incombenze istituzionali. Nell’Istituto di Scienze economiche dell’Università si formano diverse generazioni di studenti: tra questi un primo nutrito gruppo di allievi diretti che, intrapresa la carriera accademica, ricoprirà cattedre in vari rami dell’economia politica. Sono ricercatori che intendono unire al rigore nell’attività scientifica la sensibilità nei confronti degli interrogativi riguardanti l’oggetto e il metodo della scienza economica. Vito, con scrupolosa attenzione alle loro inclinazioni intellettuali, li indirizza verso i campi della teoria, della politica economica, della storia e li pone in contatto con centri universitari riconosciuti internazionalmente. Questi stessi allievi, ora al vertice della propria carriera, hanno voluto ricordare il maestro, nel centenario della nascita, con i saggi raccolti nel presente volume.
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Metafisica e antimetafisica
editore: Vita e pensiero
pagine: 190
Questo volume è dedicato allo studio del rapporto fra metafisica e antimetafisica, con particolare riguardo al dibattito moderno e contemporaneo. Tale dibattito concerne la stessa possibilità e la legittimità di una disciplina che vede sempre più messa in questione la propria funzione architettonica e normativa rispetto alle altre discipline filosofiche e alle forme di sapere ‘speciali’, come pure la propria funzione fondativa rispetto alla ricerca teologica e all’esperienza religiosa consapevole di sé.
Così, i contributi qui riuniti hanno certamente valore in se stessi, sia quando affrontano la questione della possibilità di una metafisica ‘minimale’, cioè di una metafisica vera, ma ‘giusta’ per il nostro tempo, sia quando dibattono il tema della razionalità e della criticabilità delle teorie metafisiche, sia quando espongono e discutono i diversi approcci alla metafisica proposti da Nietzsche, da Heidegger e dalla filosofia analitica. Al tempo stesso, essi trascendono i limiti del confronto fra metafisica e antimetafisica e pongono, esplicitamente o implicitamente, interrogativi che interessano i rapporti fra la metafisica e i saperi ‘speciali’, e in particolare le connessioni della metafisica con la scienza, l’etica, l’estetica e l’esperienza religiosa.
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Fonti per la storia dell'agricoltura italiana (1800-1849)
di Fumi Gianpiero
editore: Vita e pensiero
La cura degli animali e delle piante, il ripristino della fertilità del suolo, il controllo delle acque, la difesa dalle avver
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Il gioco delle regole
TV e tutela dei minori in sei Paesi europei
di Piermarco Aroldi
editore: Vita e pensiero
pagine: 352
Quali regole governano il rapporto tra televisione e minori in Europa? Come funzionano i sistemi di tutela del pubblico più giovane realizzati in Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Spagna e Svezia? Quali prospettive suggeriscono le esperienze straniere alla situazione italiana? Una ricerca internazionale, promossa dal Comitato Tv e Minori in collaborazione con l’Osservatorio sulla Comunicazione dell’Università Cattolica di Milano, prova a rispondere a queste domande, per dare un contributo a un dibattito sempre più attuale.
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Per una nuova interpretazione di Platone
di Giovanni Reale
editore: Vita e pensiero
pagine: 936
Quest’opera di Giovanni Reale – con ventuno edizioni in lingua italiana, quattro traduzioni già pubblicate e altre quattro in corso di preparazione – si pone come punto di riferimento irrinunciabile per la comprensione e per lo studio di Platone.
Reale riprende l’interpretazione storico-ermeneutica avviata a Tubinga da Hans Krämer e Konrad Gaiser, e ora proseguita da Thomas Szlezák, ma la completa e la sviluppa, dimostrando come essa si imponga quale vero e proprio ‘paradigma ermeneutico’ alternativo a quello dominante in età moderna. A partire da Schleiermacher, reagendo all’esegesi neoplatonica, si ritenne di poter derivare tutto il pensiero di Platone dai soli suoi scritti, respingendo in blocco la tradizione platonica indiretta. Con questo metodo, ritenuto rigoroso e scientifico, non solo si è ricavata una immagine sempre più sfocata del filosofo, ma si è giunti a presentarne numerose, fra loro contrapposte.
Il paradigma moderno, in realtà, non tiene conto del momento cruciale in cui Platone scrisse, quando cioè stava concludendosi una rivoluzione culturale di portata epocale, con il prevalere della scrittura sull’oralità. Platone accetta e difende la scrittura, ma ne indica i limiti in modo preciso. Le cose ultime – poche, ma essenziali – non si devono trasmettere scrivendole su rotoli di carta, ma nell’animo degli uomini. La dimensione dell’oralità dialettica (di cui Socrate è stato il maestro esemplare) non può e non deve essere contratta per intero nella dimensione della scrittura. Platone – per certi aspetti – considerò come proprio capolavoro non i suoi splendidi dialoghi (che giudicò giochi sublimi), ma la creazione dell’Accademia, dove seppe incidere nell’animo dei discepoli quelle cose di ‘maggior valore’ che non volle affidare alla scrittura.
Il recupero delle testimonianze dei discepoli sulle dottrine non-scritte – espresse da Platone nelle sue lezioni all’Accademia – non solo non impoverisce i dialoghi, ma, al contrario, fa comprendere ciò che essi non dicono, o suggeriscono solo per cenni e allusioni. Riletti in quest’ottica, i più famosi dialoghi platonici rivelano molte insospettate e straordinarie ricchezze. Platone dice senza mezzi termini nel Fedro: «I migliori scritti non sono altro che mezzi per aiutare la memoria di coloro che già sanno». Già Nietzsche, opponendosi a
Schleiermacher, aveva ben compreso la verità storica: «La spiegazione del passo del Fedro presuppone l’esistenza dell’Accademia, e gli scritti sono mezzi per richiamare alla memoria per coloro che sono membri dell’Accademia». E noi, che non siamo membri dell’Accademia, possiamo ricavare dai suoi discepoli (con alla testa Aristotele) ciò che manca nei dialoghi e che, per comprenderli a fondo, va recuperato.
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