fbevnts Tutti i libri editi da Vita e pensiero - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 149
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Vita e pensiero

Largo Gemelli, 1

Studenti, docenti e amici raccontano l'Università Cattolica

di Ernesto Preziosi

editore: Vita e pensiero

pagine: 324

Questo libro vuole essere una raccolta di voci di laureati, docenti, amici dell'Università Cattolica, per favorire la memoria"
Esaurito
18,00 €

Plutarco e lo stoicismo

di Daniel Babut

editore: Vita e pensiero

pagine: 698

Questo volume di Daniel Babut - uno tra i più accreditati studiosi di Plutarco - analizza il pensiero del Cheronese nella sua
Esaurito
50,00 €

Tra educazione etico-civile e costruzione dell'identità nazionale

L'insegnamento della storia nelle scuole italiane dell'Ottocento

di Ascenzi Anna

editore: Vita e pensiero

Anna Ascenzi si sofferma sull'insegnamento della storia
Esaurito
50,00 €

Milano, papato e impero in età medievale

Raccolta di studi

editore: Vita e pensiero

pagine: 614

Un volume che racchiude i risultati di un trentennio di studi e ricerche
Esaurito
40,00 €

Studi sulla narrativa ispanoamericana

di Giuseppe Bellini

editore: Vita e pensiero

pagine: 240

I saggi qui contenuti rappresentano solo una parte della vasta produzione di uno fra i più importanti ispanoamericanisti itali
Esaurito
17,00 €

La fine dell'era americana

Politica estera americana e geopolitica nel ventunesimo secolo

di Charles A. Kupchan

editore: Vita e pensiero

pagine: 446

Negli anni Novanta era opinione diffusa che la caduta del muro di Berlino avesse decretato il trionfo della democrazia liberal
Esaurito
25,00 €

Temi emergenti di sociologia della famiglia

La rilevanza teorico-empirica della prospettiva relazionale

di Giovanna Rossi

editore: Vita e pensiero

pagine: 220

L'idea di famiglia, le aspettative delle persone nei confronti della vita familiare, i percorsi e le modalità di 'fare famigli
Esaurito
17,00 €

cofanetto III voll. Lingua, cultura e testo

Miscellanea di studi francesi in onore di Sergio Cigada

editore: Vita e pensiero

pagine: 2132

Da qualche parte negli scritti di critica artistica o letteraria Baudelaire ricorda che non è indifferente, quando si voglia provare a misurare la statura intellettuale di una persona, la capacità che questa ha di abbracciare ambiti diversi e questioni anche sensibilmente differenziate. Vi sono artisti – e studiosi –, magari prolifici, originali e sottili, i quali tendono tuttavia a essere specialisti di un solo genere o di un solo problema; ve ne sono altri invece che senza perdere quelle qualità riescono per rara grazia ad aprirsi alla totalità degli aspetti e dei problemi intuibili dal punto di osservazione in cui le circostanze li hanno collocati. A questa seconda famiglia di spiriti appartiene Sergio Cigada, ed è paradossalmente per questo dono che il suo complessivo profilo intellettuale e scientifico non risulta di così agevole ricostruzione. Certo, all’inizio – e poi in modo ininterrotto fino ai settant’anni di oggi, come una specie di filo robusto che lega tutto il suo percorso culturale e accademico – vi è l’interesse per la letteratura francese, nel quadro dei cui studi egli rappresenta da lungo tempo e senza dubbio alcuno una delle figure di maggior prestigio. Notoriamente – e aldilà della capacità di muoversi in modo non occasionale in direzioni diverse – due sono gli ambiti storici sistematicamente frequentati, di ambedue giungendo ad aggiornare e modificare sensibilmente l’immagine corrente: il primo è quello della cultura letteraria medio-francese, con perno sulle figure di Charles d’Orléans, François Villon e i Grands Rhétoriqueurs di fine Quattrocento e primo Cinquecento; il secondo è il passaggio dal Romanticismo alla modernità novecentesca, con centro sulle personalità fondanti di Flaubert, Baudelaire e i simbolisti maggiori. Aperte quasi simultaneamente alla metà degli ormai lontanissimi anni Cinquanta, e successivamente consolidate attraverso vere e proprie, fortunate istituzioni (in particolare, il «Centro Studi sulla letteratura medio-francese», fondato nel 1977 e giunto alla pubblicazione del suo dodicesimo volume), queste linee di studio continuano ancora oggi a portare i loro frutti, sia in modo diretto, come testimonia la bibliografia del festeggiato, sia in modo indiretto e collegato, attraverso le iniziative di aggiornamento e di riflessione che egli continua a promuovere (per sua iniziativa si è appena celebrato nello scorso mese di maggio il «IIIème Colloque International sur la Littérature en Moyen Français»; e tra maggio e settembre, in due distinte sessioni, il terzo «Convegno Internazionale sul Simbolismo», dedicato ai rapporti istituzionali tra Simbolismo e Naturalismo). Ma ben presto e parallelamente, in modo sempre più aperto e consistente, gli interessi di Sergio Cigada si sono appuntati anche su questioni di ordine linguistico, spaziando progressivamente dagli aspetti fonetico-fonologici (per lunghi anni è stato titolare, dopo averlo istituito, dell’insegnamento di Fonetica e fonologia in Università Cattolica), a quelli traduttologici, ai problemi di semantica testuale, alle questioni di linguistica applicata e di politica linguistica generale. Attualmente, egli è certamente il principale punto di riferimento non solo della francesistica letteraria italiana, ma anche e soprattutto della linguistica francese operante nella nostra realtà accademica. Luogo di innesto – e insieme collegamento di questa seconda competenza con la prima – è stata l’attenzione fin dagli inizi portata agli aspetti metrici e retorici del testo letterario: la coscienza cioè, in un periodo in cui dominanti erano ancora l’accostamento di stampo crociano o il filologismo storicistico di derivazione positivista, che un testo letterario è anzitutto un oggetto linguistico, e che come tale – e dal proprio interno – va prioritariamente considerato. Esplorare la letteratura significava quindi certo in questa prospettiva immergersi nella storia, e nel mondo interiore di un individuo, ma anche, inevitabilmente, confrontarsi con i meccanismi e la sostanza della lingua che ne costituisce lo strumento di attuazione. Chi sedeva allora sui banchi ricorda ancora con commozione lo stupore dei seminari organizzati in margine alle lezioni ufficiali e dedicati a sondare l’impatto degli artifici retorici, a indagare l’effetto degli schemi ritmici, a cogliere e valutare le coloriture degli intrecci sonori, ossia a confrontarsi con l’arte insieme concretissima e sottilissima della parola capace di poetica suggestione. Tutti gli sviluppi teorici successivi sono nati da lì. Senonché, nella doppia, parallela vocazione letteraria e linguistica di Sergio Cigada, rispecchiata inevitabilmente dall’organizzazione di questi studi, gioca anche il senso acutissimo della realtà, letteraria e non, che egli sempre ha avuto, come gioca la concezione dell’Università intesa non come accademia, luogo di conservazione e di elaborazione di un sapere dato, bensì come istituto culturale socialmente orientato che approfondisce istanze di sapere circoscritte tramite un rapporto dialettico con la società in cui si trova immerso. Ciò che di fatto corrisponde alle attese culturali e professionali del proprio tempo è l’oggetto essenziale del sapere universitario. Questa convinzione ha portato lentamente Sergio Cigada a privilegiare almeno per qualche tempo gli interessi linguistici, sia settoriali che generali, anche in questo caso consolidandoli in una specifica istituzione, il «Centro di Linguistica dell’Università Cattolica» (CLUC, fondato nel 1979), il cui catalogo registra a oggi, tra saggi, trattati e ricerche di carattere puntuale, più di trenta pubblicazioni. Questa convinzione lo ha portato ugualmente in modo costante a cogliere – se non addirittura ad anticipare – i segnali emergenti dai nuovi contesti socio-economici: tra questi, – l’insegnamento precoce delle lingue oggetto di Convegni del Centro sin dal 1979 e poi ancora nel 1989 («L’insegnamento delle lingue nella scuola elementare»); – la rivoluzione informatica e le nuove tecnologie, con l’apertura del corso di Laurea in Tecnologie Informatiche presso la Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere; – la sfida lanciata al mondo sociale ed educativo dall’integrazione e dalla multiculturalità con la creazione del corso di Laurea in Esperto per la mediazione interculturale e il sostegno alle esperienze pilota per l’insegnamento dell’italiano L2; – l’appello rivolto ai colleghi del raggruppamento di Lingua e linguistica riuniti a Milano in occasione del recente Convegno nell’aprile 2002, per la costruzione di programmi di base on-line che vedessero la cooperazione di tutti gli specialisti del settore; – infine, l’idea, propugnata da oltre un ventennio, che se da un lato riuscirebbe vano e antistorico contrastare il predominio dilagante della lingua inglese, dall’altro la riduzione dell’insegnamento linguistico in ambito europeo alla sola lingua inglese risulterebbe nefasto e alla lunga insostenibile. Il plurilinguismo è un valore irrinunciabile e tale valore si difende con l’insegnamento di almeno due lingue straniere. Tali orientamenti, com’è noto, sono diventati gli orientamenti del Consiglio d’Europa. Profondamente convinto dei progressi realizzati nell’area delle scienze linguistiche, Sergio Cigada ha operato con acume, lungimiranza e abilità strategica impegnando cospicue energie nella costruzione dell’identità spirituale del raggruppamento di Linguistica francese nel quale, per primo, ha fermamente creduto. Su almeno due versanti simultanei non facilmente controllabili dalla stessa persona si colloca dunque, eccezionalmente e ad altissimo livello di qualità, la produzione scientifica di Sergio Cigada. La francesistica italiana nella sua globalità si identifica largamente nella sua figura. Non possiamo, tuttavia, non accennare qui anche ad altri due aspetti essenziali della sua personalità. Il primo è la grande capacità di lavoro, la quotidiana pazienza nel dovere che, unita al senso della responsabilità e alla capacità progettuale, lo ha portato a esercitare quasi ininterrottamente negli ultimi trent’anni funzioni di direzione (dal 1973 al 1983 è stato preside della Facoltà di Magistero dell’Università Cattolica; dal 1983 al 1989, direttore, dopo averlo fondato, del Dipartimento di Lingue e letterature straniere della stessa Università; dal 1990, dopo esserne stato il creatore, preside della Facoltà di Scienze linguistiche e letterature straniere). Senza di lui, la realtà delle lingue e letterature straniere in Italia, dentro l’Università Cattolica e fuori di essa, non sarebbe quella che è. Ma questi talenti ‘politici’, se possiamo dire così, che discendono anzitutto da eccezionale vivezza e prontezza dell’intelligenza, da capacità di autocontrollo e da acuto senso della complessità dei rapporti umani, trovano appoggio in qualità dell’animo che non sfuggono a chi, non prevenuto, lo accosta: mitezza, equilibrio, garbo del tratto, disponibilità all’ascolto e all’incoraggiamento generoso… Così, non temiamo di dire, lavorare accanto a Sergio Cigada è stata certamente un’esperienza di rigore intellettuale e di crescita professionale, ma anche, più largamente e profondamente, di personale, umana maturazione. Della lezione del Maestro ci illudiamo di aver colto l’essenziale e di aver conservato qualche cosa; qualche cosa certamente hanno colto e conservato i moltissimi – colleghi, amici, operatori culturali, responsabili di istituzioni – che hanno voluto collaborare con noi a questo ponderoso omaggio o hanno creduto, a significare la loro stima, di iscrivere il loro nome nella Tabula gratulatoria. La comunanza del loro sentire col nostro ci lusinga e la loro partecipazione ci onora. A essi, come a tutti coloro che hanno in qualche modo contribuito alla realizzazione di questi studi, che resteranno per la mole – ma, pensiamo, anche per la qualità di non pochi interventi – un caso forse unico nella storia della francesistica italiana, il nostro più vivo ringraziamento. Gli allievi
Esaurito
100,00 €

Il Viaggiatore

Traduzione italiana con testo inglese a fronte

editore: Vita e pensiero

pagine: 80

Viaggiatore, studioso di legge, medico e insegnante mancato, poi narratore, commediografo, giornalista e poeta, Oliver Goldsmith incarna per diversi aspetti l’immagine di un Settecento inglese dall’animo inquieto. Sono qui proposte in versione italiana con testo inglese a fronte, corredate da un apparato di note, due delle sue opere poetiche più note, "The Traveller, or A Prospect of Society" e "The Deserted Village", viva testimonianza delle capacità di uno scrittore che seppe cimentarsi in ogni forma letteraria, sempre, ultimamente, regalando al lettore bellezza.
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9,00 €

Il progetto educativo e cristiano di Nazarena Majone

di Federica Petraglia

editore: Vita e pensiero

pagine: 160

Nazarena Majone, formatasi alla scuola rogazionista di Padre A.M. Di Francia, spende la sua vita nell’educazione delle fanciulle orfane, dei poveri, dei figli spirituali e nella formazione delle Figlie del Divino Zelo, ispirando il suo lavoro e la sua costante riflessione al carisma peculiare della Congregazione: carisma unico nella storia della Chiesa, il "Rogate". Questo volume offre una presentazione sistematica dell’impianto educativo di Nazarena Majone ed evidenzia come la sua vita sia stata caratterizzata dall’agire pedagogico, inteso come capacità di pensare in ordine a un fine educativo e di attuare, concretamente e dinamicamente, strategie atte a conseguire questa meta. Sul fondamento di un’antropologia cristiana e personalistica, Nazarena Majone educa con lo scopo di formare persone libere e responsabili, per valorizzare le potenzialità di ciascuno e orientare ai valori, attuando un metodo per il quale le categorie educative emergono dalla sua stessa personalità e aprendo, così, nuove prospettive alla pedagogia cristiana.
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13,00 €

Il terzo settore tra le generazioni

Un'analisi delle relazioni tra i soggetti del "welfare" plurale

di Lucia Boccacin

editore: Vita e pensiero

pagine: 212

Il terzo settore rappresenta oggi una componente strategica e consolidata del contesto italiano e internazionale: quali sono i tratti che qualificano i suoi servizi e quale il contributo che esso, nelle sue varie articolazioni, può offrire al benessere della società? Questo volume indica due piste di riflessione: la prima costituita dall’identificazione della soggettività sociale di cui le diverse entità (organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni e fondazioni prosociali) sono portatrici; la seconda riguardante il tema dei rapporti intergenerazionali all’interno e all’esterno delle organizzazioni. La soggettività sociale del terzo settore è posta in uno scenario che, seppure in fieri, pare orientarsi verso un welfare plurale: secondo questa prospettiva di analisi i soggetti sociali sono considerati risorse per la società, poiché la loro presenza e la loro capacità di instaurare relazioni producono un ‘valore aggiunto’ di cui beneficia l’intera collettività. Vengono inoltre messi a tema i rapporti intergenerazionali, come si manifestano nell’ambito delle organizzazioni di terzo settore e all’interno delle reti primarie e informali. Si chiarisce così quali siano le linee di continuità e di discontinuità esistenti tra organizzazioni di terzo settore, famiglia e reti amicali e come esse contribuiscano a risignificare il vissuto personale e sociale, in termini di orientamenti valoriali e di scambi concreti. Da questo quadro conoscitivo e interpretativo emergono alcuni importanti rilievi di ordine metodologico, programmatorio e operativo. Ne risulta una puntuale analisi sociologica della situazione italiana che, avvalendosi di riflessioni teoriche e di risultanze empiriche, delinea l’identità sociale del terzo settore e il suo contributo peculiare alle esigenze societarie, in particolare nell’area dei servizi alla persona, al fine di identificare i passi futuri volti a rendere più incisiva la presenza nella società del terzo settore e più significativa, sotto il profilo simbolico, la partecipazione delle diverse componenti generazionali.
Esaurito
15,00 €

Pienezza e compimento

Alle radici della riflessione pedagogica di Romano GuardiniPrefazione di Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz

di Carlo Fedeli

editore: Vita e pensiero

pagine: 392

Il risveglio d'interesse da parte della pedagogia e delle scienze dell'educazione per la figura e per l'opera di Romano Guardi
Esaurito
29,50 €

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