Vita e pensiero
Francesco Vito
Attualità di un economista politico
di Daniela Parisi
editore: Vita e pensiero
pagine: 258
Siamo alla fine degli anni Venti quando Francesco Vito (1902-1968) si presenta in Cattolica a padre Agostino Gemelli. È un giovane della provincia di Caserta, ben istruito, colto, molto riservato e rigoroso; si è laureato all’università di Napoli in Giurisprudenza, in Scienze politiche, economiche e sociali e in Filosofia. Nell’Istituto di Scienze economiche della Cattolica, diretto da Angelo Mauri inizia il suo itinerario di perfezionamento in campo economico. Da Milano si allontana nei primi anni Trenta alla volta di Monaco, Berlino, Londra, Chicago, New York; vi farà ritorno nel 1935, chiamato a ricoprire la cattedra di Economia politica nella facoltà di Scienze politiche, per stabilire nell’Università Cattolica – di cui sarà rettore dal 1959 al 1965 – il baricentro della propria vita professionale, densa di numerose responsabilità e alti incarichi in istituzioni, organismi e associazioni nazionali e internazionali. Per trent’anni Vito continua a dare assoluta preminenza all’attività di docente universitario: sia a quella inerente alla ricerca e alla didattica, ritenute inseparabili, sia a quella legata alle incombenze istituzionali. Nell’Istituto di Scienze economiche dell’Università si formano diverse generazioni di studenti: tra questi un primo nutrito gruppo di allievi diretti che, intrapresa la carriera accademica, ricoprirà cattedre in vari rami dell’economia politica. Sono ricercatori che intendono unire al rigore nell’attività scientifica la sensibilità nei confronti degli interrogativi riguardanti l’oggetto e il metodo della scienza economica. Vito, con scrupolosa attenzione alle loro inclinazioni intellettuali, li indirizza verso i campi della teoria, della politica economica, della storia e li pone in contatto con centri universitari riconosciuti internazionalmente. Questi stessi allievi, ora al vertice della propria carriera, hanno voluto ricordare il maestro, nel centenario della nascita, con i saggi raccolti nel presente volume.
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Metafisica e antimetafisica
editore: Vita e pensiero
pagine: 190
Questo volume è dedicato allo studio del rapporto fra metafisica e antimetafisica, con particolare riguardo al dibattito moderno e contemporaneo. Tale dibattito concerne la stessa possibilità e la legittimità di una disciplina che vede sempre più messa in questione la propria funzione architettonica e normativa rispetto alle altre discipline filosofiche e alle forme di sapere ‘speciali’, come pure la propria funzione fondativa rispetto alla ricerca teologica e all’esperienza religiosa consapevole di sé.
Così, i contributi qui riuniti hanno certamente valore in se stessi, sia quando affrontano la questione della possibilità di una metafisica ‘minimale’, cioè di una metafisica vera, ma ‘giusta’ per il nostro tempo, sia quando dibattono il tema della razionalità e della criticabilità delle teorie metafisiche, sia quando espongono e discutono i diversi approcci alla metafisica proposti da Nietzsche, da Heidegger e dalla filosofia analitica. Al tempo stesso, essi trascendono i limiti del confronto fra metafisica e antimetafisica e pongono, esplicitamente o implicitamente, interrogativi che interessano i rapporti fra la metafisica e i saperi ‘speciali’, e in particolare le connessioni della metafisica con la scienza, l’etica, l’estetica e l’esperienza religiosa.
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Fonti per la storia dell'agricoltura italiana (1800-1849)
di Fumi Gianpiero
editore: Vita e pensiero
La cura degli animali e delle piante, il ripristino della fertilità del suolo, il controllo delle acque, la difesa dalle avver
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Il gioco delle regole
TV e tutela dei minori in sei Paesi europei
di Piermarco Aroldi
editore: Vita e pensiero
pagine: 352
Quali regole governano il rapporto tra televisione e minori in Europa? Come funzionano i sistemi di tutela del pubblico più giovane realizzati in Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Spagna e Svezia? Quali prospettive suggeriscono le esperienze straniere alla situazione italiana? Una ricerca internazionale, promossa dal Comitato Tv e Minori in collaborazione con l’Osservatorio sulla Comunicazione dell’Università Cattolica di Milano, prova a rispondere a queste domande, per dare un contributo a un dibattito sempre più attuale.
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Per una nuova interpretazione di Platone
di Giovanni Reale
editore: Vita e pensiero
pagine: 936
Quest’opera di Giovanni Reale – con ventuno edizioni in lingua italiana, quattro traduzioni già pubblicate e altre quattro in corso di preparazione – si pone come punto di riferimento irrinunciabile per la comprensione e per lo studio di Platone.
Reale riprende l’interpretazione storico-ermeneutica avviata a Tubinga da Hans Krämer e Konrad Gaiser, e ora proseguita da Thomas Szlezák, ma la completa e la sviluppa, dimostrando come essa si imponga quale vero e proprio ‘paradigma ermeneutico’ alternativo a quello dominante in età moderna. A partire da Schleiermacher, reagendo all’esegesi neoplatonica, si ritenne di poter derivare tutto il pensiero di Platone dai soli suoi scritti, respingendo in blocco la tradizione platonica indiretta. Con questo metodo, ritenuto rigoroso e scientifico, non solo si è ricavata una immagine sempre più sfocata del filosofo, ma si è giunti a presentarne numerose, fra loro contrapposte.
Il paradigma moderno, in realtà, non tiene conto del momento cruciale in cui Platone scrisse, quando cioè stava concludendosi una rivoluzione culturale di portata epocale, con il prevalere della scrittura sull’oralità. Platone accetta e difende la scrittura, ma ne indica i limiti in modo preciso. Le cose ultime – poche, ma essenziali – non si devono trasmettere scrivendole su rotoli di carta, ma nell’animo degli uomini. La dimensione dell’oralità dialettica (di cui Socrate è stato il maestro esemplare) non può e non deve essere contratta per intero nella dimensione della scrittura. Platone – per certi aspetti – considerò come proprio capolavoro non i suoi splendidi dialoghi (che giudicò giochi sublimi), ma la creazione dell’Accademia, dove seppe incidere nell’animo dei discepoli quelle cose di ‘maggior valore’ che non volle affidare alla scrittura.
Il recupero delle testimonianze dei discepoli sulle dottrine non-scritte – espresse da Platone nelle sue lezioni all’Accademia – non solo non impoverisce i dialoghi, ma, al contrario, fa comprendere ciò che essi non dicono, o suggeriscono solo per cenni e allusioni. Riletti in quest’ottica, i più famosi dialoghi platonici rivelano molte insospettate e straordinarie ricchezze. Platone dice senza mezzi termini nel Fedro: «I migliori scritti non sono altro che mezzi per aiutare la memoria di coloro che già sanno». Già Nietzsche, opponendosi a
Schleiermacher, aveva ben compreso la verità storica: «La spiegazione del passo del Fedro presuppone l’esistenza dell’Accademia, e gli scritti sono mezzi per richiamare alla memoria per coloro che sono membri dell’Accademia». E noi, che non siamo membri dell’Accademia, possiamo ricavare dai suoi discepoli (con alla testa Aristotele) ciò che manca nei dialoghi e che, per comprenderli a fondo, va recuperato.
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Vita e pensiero
editore: Vita e pensiero
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I mondi nella valigia
Introduzione alla sociologia del turismo
di Paolo Corvo
editore: Vita e pensiero
pagine: 144
Il volume intende introdurre alla sociologia del turismo, un ambito delle scienze sociali di recente formazione, ma in fase di promettente sviluppo per l’importanza degli studi riguardanti il rapporto tra flussi turistici e sviluppo locale. Partendo dall’esperienza di insegnamento in un corso di laurea triennale, l’autore si propone di cogliere le dimensioni più significative del fenomeno turistico, nella prospettiva della valorizzazione delle risorse del territorio e in riferimento sia ai processi di globalizzazione sia al diffondersi di una società individualizzata.
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L' impresa e la sua reputazione
L'evoluzione della media coverage analysis
editore: Vita e pensiero
pagine: 192
L'attualità e la rilevanza della 'reputazione d'impresa', quale strategic asset, fonte del vantaggio competitivo, ha condotto
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Lezioni di politica sociale
di Francesco Villa
editore: Vita e pensiero
pagine: 204
La ricerca sugli elementi costitutivi delle politiche sociali trova in questo volume risposte innovative. Accanto alla complessa e abusata categoria del welfare, la questione della sussidiarietà viene indagata con particolare attenzione alla situazione italiana e all’esperienza tedesca, oltre che alle dinamiche in atto nell’Unione Europea e negli Stati Uniti d’America. La scelta dell’autonomia sociale delle comunità, come possibile riferimento per le nuove politiche sociali, tiene conto dei fenomeni di multietnicità e di multiculturalismo attualmente presenti nella società italiana. Alcuni approfondimenti sui temi della salute consentono di mettere a fuoco le questioni del rapporto tra solidarietà e servizi sanitari, oltre che dell’integrazione tra sociale e sanitario. Le indagini qui raccolte intendono favorire ulteriori ricerche, finalizzate alla promozione dei diritti sociali di cittadinanza, all’interno delle contraddizioni che sempre più sembrano vincolare le politiche sociali, non solo nel nostro Paese.
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Etiche e politiche della postmodernità
editore: Vita e pensiero
pagine: 368
Il bene come solidarietà, la ragione come ragionevolezza politica, la libertà come fondamento di una identità onesta, voluta e coltivata senza sosta, l’alterità come risorsa e non come minaccia, la critica serrata della violenza e della predatorietà in nome della giustizia, la riscoperta del dono nei rapporti intersoggettivi e il ridimensionamento dell’attività di scambio: ecco alcuni dei grandi luoghi su cui questo volume insiste. E con la descrizione del caso. Anche interrogando, nella seconda parte specialmente, una serie nutrita di testimoni del presente; interrogando con passione, ma anche con decisione, cioè senza arretrare d’un passo quando, appunto, ne va della verità e del bene, della libertà e della giustizia.
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Pedagogia e formazione delle risorse umane
di Malavasi Pierluigi
editore: Vita e pensiero
pagine: 248
Esaurito


