Il mulino: Intersezioni
Piccole cronache
di Cipolla Carlo M.
editore: Il mulino
pagine: 109
Cipolla raccontava con lo stesso stile leggero ed esatto sia storie scaturite da indagini "minute" (sulle monete, sulle epidem
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Solferino. Storia di un campo di battaglia
di Ulrich Ladurner
editore: Il mulino
pagine: 124
Il 24 giugno 1859 intorno a Solferino, piccolo comune del Mantovano, fu combattuta una delle più sanguinose battaglie dell'intero Ottocento. Il successo militare conseguito dall'esercito franco-piemontese comandato da Napoleone contro le truppe austriache di Francesco Giuseppe pose fine alla seconda guerra d'indipendenza e segnò il passaggio della Lombardia al regno dei Savoia. La violenza degli scontri, il numero dei caduti e dei feriti dall'una e dall'altra parte suscitarono enorme impressione in tutta Europa. Lo svizzero Henry Dunant, presente sul campo di battaglia, ne fu indotto a organizzare quella prima attività di assistenza che sarebbe sfociata di lì a qualche anno nella fondazione della Croce Rossa. Corrispondente di guerra e scrittore, Ulrich Ladurner ripercorre i luoghi e gli avvenimenti di quel giorno servendosi di una guida molto particolare: il diario del proprio bisnonno che a Solferino combatté nelle file austriache. Ne risulta un racconto disincantato, fine e lieve sulla guerra, sulle sue mitologie, sul destino e le fantasie degli esseri umani.
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Avarizia. La passione dell'avere. I 7 vizi capitali
di Stefano Zamagni
editore: Il mulino
pagine: 143
Indossando di volta in volta i panni dell'avidità, della cupidigia, dell'usura, della concupiscenza, della taccagneria o della grettezza, la struttura camaleontica dell'avarizia è tale che essa può addirittura assumere le sembianze della virtù. È il vizio più "economico" dei sette ed è un economista ad indagare le ragioni per le quali nel corso del tempo, a partire dalla tarda antichità esso sia andato soggetto ad una pluralità di slittamenti semantici, secondo un'alternanza che non trova riscontro in nessuno degli altri vizi capitali. Da radice di tutti i mali e quindi primo dei vizi, l'avarizia diverrà seconda alla superbia durante l'alto medioevo, per ritornare al primo posto all'epoca della Rivoluzione commerciale, e divenire nell'Umanesimo civile - con un altro mutamento di prospettiva - impulso alla prosperità e quasi una virtù. Nell'ultimo quarto di secolo, l'avarizia è tornata ad essere vizio ed è quello che più di ogni altro è cresciuto in maniera spettacolare. L'avaro di oggi è posseduto dalle cose, accumula e conserva ma non usa, possiede ma non condivide. La sua infelicità è un fallimento della volontà o della ragione?
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I Templari e la sindone di Cristo
di Barbara Frale
editore: Il mulino
pagine: 251
I Templari, l'ordine religioso-militare più potente del Medioevo, con tutta probabilità per un certo periodo custodirono la sindone oggi conservata a Torino. Venerato nel più rigido segreto e conosciuto nella sua reale natura solo dai maggiori dignitari dell'ordine, il telo era conservato nel tesoro centrale dei Templari, che avevano fama di essere autorità nel campo delle reliquie. In un'epoca di confusione dottrinale per la Chiesa, la sindone per i Templari poteva essere un potente antidoto contro la diffusione delle eresie. Seguendo per labili tracce l'itinerario della reliquia nel corso del Medioevo l'autrice procede anche a ritroso addentrandosi nelle complesse ipotesi sull'origine stessa della sindone, e portando una prospettiva nuova su questa controversa reliquia.
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La laicità al tempo della bioetica
di Claudia Mancina
editore: Il mulino
pagine: 156
La separazione tra pubblico e privato tende ormai a scomparire. Le scelte relative alla vita e alla morte, come al corpo e alla sessualità, esorbitano infatti dalla sfera privata e sembrano richiedere una stipulazione pubblica, non solo in termini giuridici, ma anche etici. Le ragioni che mettono in discussione i confini dell'etica sono le stesse che spingono le religioni ad esercitare oggi una forte leadership culturale, per la loro capacità di fornire risposte a diffuse domande che riguardano temi come verità, bene comune, identità individuale e collettiva. A queste stesse domande anche i non credenti cercano di rispondere, molto spesso però con una laicità datata e militante, tendente a sacralizzare lo stato e a farne una fonte di valori etici. Le questioni bioetiche non possono essere affrontate soltanto con la categoria dell'autonomia personale e la laicità va ripensata soprattutto come una virtù morale e politica dei cittadini oltre che come un carattere giuridico delle costituzioni. E quindi va esplorata la tradizione della tolleranza, intesa come un rapporto di reciproco rispetto e eguale dignità.
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Virtù e vizi
di Philippa Foot
editore: Il mulino
pagine: 150
Il volume raccoglie alcuni saggi scritti dall'autrice nel corso degli anni sul tema delle virtù e dei vizi, e qui poi rielaborati in una visione unitaria, nella convinzione che "una filosofia morale valida deve partire proprio da una teoria delle virtù e dei vizi". Ricollegandosi anche stavolta a una tradizione antica che da Aristotele passa a Tommaso d'Aquino per poi giungere al pensiero contemporaneo, la Foot affronta alcuni problemi centrali nel dibattito etico: il carattere benefico e correttivo delle virtù morali in quanto tali, il problema delle argomentazioni e delle credenze morali, il rapporto tra bontà e scelta, la dimensione sociale dell'approvazione e della disapprovazione morale.
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I turchi alle porte
di Giovanni Ricci
editore: Il mulino
pagine: 177
Con questo nuovo libro Ricci ritorna a un tema di cui, in maniera diversa, si era occupato nel precedente "Ossessione turca". Là si trattava di misurare la presenza, reale o immaginata, della minaccia turca in una città italiana del Rinascimento, Ferrara, relativamente tranquilla e defilata. Qui al centro del quadro stanno invece le concretissime incursioni che i "turchi" effettuarono sul finire del Quattrocento sul bordo orientale del territorio italiano: in Friuli con cinque successive scorrerie, e in Puglia con la sanguinosa presa di Otranto. Da questi eventi traumatici, di cui con la consueta finezza rilegge e interpreta le antiche cronache, Ricci allarga poi l'osservazione ai ritornanti discorsi e progetti di crociata che la minaccia turca prolunga ancora nell'età moderna, e a quegli aspetti (come i travestimenti) che mettevano in gioco le identità dei due mondi contrapposti rendendone permeabili i confini.
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Amicizia
di Joseph Epstein
editore: Il mulino
pagine: 297
Un libro colto e ironico sull'amicizia, che riesce a trattare tutto quel che di importante può dirsi sull'argomento: cos'è l'amicizia, in cosa si distingue da altri rapporti affettivi come l'amore o l'affetto per le persone di famiglia, com'è cambiata l'amicizia nella storia, quale ruolo ha questo sentimento nelle diverse età della vita, dall'adolescenza attraverso l'età matura e fino alla vecchiaia, in cosa l'amicizia tra uomini è diversa da quella tra donne, se è possibile l'amicizia tra persone di sesso diverso, come e perché le amicizie si rompono. Ma anche una riflessione assai ben centrata sui grandi temi etici legati all'amicizia: la responsabilità, i doveri, il principio di reciprocità. Con molti riferimenti filosofici (Aristotele, Cicerone, sant'Agostino, ma anche Kafka, Bellow, Hemingway, Hammett), questo libro, intessuto di aneddoti, ricordi ed esperienze dell'autore, tuttavia non è una confessione o un'autobiografia, ma un racconto che parla dell'oggi, nella consapevolezza forse un po' amara che nemmeno l'amicizia è più quella di una volta.
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Napoli dei molti tradimenti
di Adolfo Scotto di Luzio
editore: Il mulino
pagine: 123
Nel volume si racconta la grande infatuazione degli anni giovanili intrisi di radicalismo politico, alla ricerca del volto più autentico delle classi popolari; si scoprono le responsabilità di scrittori, cineasti e musicisti che a partire dagli anni '70 hanno reinventato lo stereotipo napoletano proiettandolo sul palcoscenico più vasto del multiculturalismo mediterraneo; si denuncia il fallimento dell'esperienza bassoliniana, rivelata dall'oltraggio dell'immondizia e dalla rivolta delle periferie; si mettono a nudo i limiti di una cultura cittadina, incerta tra gli "eventi"organizzati dalle nuove figure professionali degli operatori culturali e il mito della tradizione illuministico-giacobina del 1799.
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Sant'Anna di Stazzema. Storia di una strage
di Pezzino Paolo
editore: Il mulino
pagine: 155
Quello perpetrato il 12 agosto 1944 a Sant'Anna di Stazzema, minuscolo paese della montagna lucchese, è il maggiore eccidio di
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Amore e psiche. Un mito dall'allegoria alla parodia
di Sozzi Lionello
editore: Il mulino
pagine: 286
Secondo Voltaire, il mito di Amore e Psiche è la favola più bella che gli Antichi ci abbiano lasciato
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Le conseguenze di un bacio. L'episodio di Francesca nella «Commedia» di Dante
di Renzi Lorenzo
editore: Il mulino
pagine: 285
Amor, ch'a nullo amato amar perdona è una dei versi più famosi della "Commedia" di Dante, per la sua eleganza formale ma anche
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