Il Nuovo Melangolo: Nugae
Lettere dall'inferno. La storia di Jack lo squartatore
di Margheriti Gian Luca
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 205
Centovent'anni sono passati da quelle oscure notti londinesi, eppure Jack è più vivo che mai, nei casi di cronaca, nei delitti
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Indagini statistiche sull'efficacia della preghiera
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 70
L'immagine di una madre che ha perso il figlio, e vaga dolente, in cerca di dolorosa compassione, è tale da esortare qualsiasi
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Elogio del toccare
di Irigaray Luce
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 44
Dobbiamo scoprire una nuova relazione con la conoscenza che prenda in considerazione l'importanza del tatto nella costituzione
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Fiore di medicina ovvero Regola sanitaria salernitana. Testo latino a fronte
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 142
Le regole sanitarie dell'antica Scuola Salernitana, in parte superate ma spesso sorprendentemente attuali, sono alla base dell'igiene, della medicina preventiva e della sapienza terapeutica dell'Occidente. La leggenda ha avvolto l'imprecisabile genesi e gli autori del breve repertorio. Nonostante ciò, ma forse anche per questo, il "Flos Medicinae" rappresenta un singolare documento della nostra civiltà. Per secoli, medici, studenti universitari, persone semplici e di cultura ne hanno citato a memoria, in italiano o in latino, i più dilettevoli versi. Un'opera sintetica e vivida, di bizzarra unicità, in una nuova edizione in cui i curatori si sono prefissi massima aderenza al testo e scioltezza espositiva, cercando di conservare lo spirito (scientifico, pratico, talora goliardico) che rese celebri i precetti.
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Manuale di esorcismo
De exorcizandis obsessis a Daemonio. Testo latino a fronte
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 81
Io ti esorcizzo, spirito immondo! E tutti i nemici invasori, tutti gli spiriti, ogni legione, nel Nome di Nostro Signore Gesù
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Il nulla della vita
di Schopenhauer Arthur
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 77
Ciò che è nel mondo e che nasce da esso deve finire e morire
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La liberazione delle donne
di Taylor Harriet
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 83
In questo appassionato saggio, pubblicato sulla Westminster Review nel 1851, Harriet Taylor combatte strenuamente uno dei gran
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Stratagemmi politici e di guerra
di Polieno
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 140
Risalenti alla tarda antichità, gli "Stratagemmi" di Polieno si inseriscono nel prolifico filone dei trattati di strategia mil
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Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo
di Donatella Di Cesare
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 120
Chi sono i negazionisti? Perché negano che le camere a gas siano mai esistite? Qual è l'intento che hanno di mira? Questo libr
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L'intelligenza degli animali
di Plutarco
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 58
vero che anche gli animali sono dotati di ragione, e che sono in grado di provare sentimenti ed emozioni simili a quelli dell'
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La vita sessuale di Kant
di Jean-Baptiste Botul
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 92
"Spesso i moralisti predicano la castità ma praticano i piaceri della carne
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I piedi dei Soviet. Il futból dalla Rivoluzione d'Ottobre alla morte di Stalin
di M. Alessandro Curletto
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 244
Il libro ripercorre la storia dei rapporti del potere sovietico con lo sport che fin dal suo apparire aveva acceso la passione dei russi. In una società totalmente ideologizzata come quella staliniana, era fatale che la figura del calciatore fosse utilizzata dall'apparato propagandistico di stato come strumento di "educazione" della coscienza collettiva. Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale, a esaltazione dell'eroismo profuso dai sovietici nella difesa della Patria, nacque il mito della cosiddetta "partita della morte" che, nella Kiev occupata dai nazisti, vide di fronte su un campo di calcio una selezione tedesca e gli indomiti giocatori della locale Dinamo. Altre volte i calciatori sovietici non riuscirono a mantenere alto di fronte al mondo l'onore dell'URSS e di Stalin: ciò accadde per esempio in occasione delle Olimpiadi di Helsinki 1952, quando si trovarono opposti alla fortissima nazionale della Jugoslavia di Tito. E al ritorno in Unione Sovietica pagarono il loro insuccesso...
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