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Il Nuovo Melangolo: Nugae

Cinque amori alle Cinque Terre

di Mario Gennari

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 236

"Le Cinque Terre! ... Sono cinque mondi... Che raccolgono tante storie, tanti amori. Uno diverso dall'altro, come differenti sono gli uomini e i loro modi di sentire. S'incontrano, si trovano senza neppure cercarsi e poi vivono le loro storie..."
10,00

La speranza del testimone

di Adriano Sansa

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 125

La nuova raccolta di poesie di Adriano Sansa conferma la vocazione intimistica del suo autore. Essa evoca paesaggi e figure femminili alternando la nostalgia e la grazia e, rimanendo fedele alla grande tradizione poetica italiana, recupera l'endecasillabo classico per dar vita al proprio mondo interiore.
10,00

Consolazione alla moglie

di Plutarco

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 46

È una commovente e bellissima lettera quella che Plutarco scrive alla moglie per la morte della loro bambina di due anni. Questo breve ma intenso scritto è entrato a far parte delle opere morali del grande filosofo e biografo greco, e si distingue sia per dignità letteraria che per il suo alto valore di testimonianza. Nell'antichità la consolazione era considerata un vero e proprio genere, il cui fine era quello di far conquistare la tranquillità dell'anima; Plutarco rielabora questo genere con notevole originalità, affrontando temi quali l'amore per i figli, la brevità dell'esistenza e la serenità di fronte alla morte, vista come evento ineluttabile nell'ordine della natura.
7,00

L'ultima seduta

di Luciano Angelino

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 125

«... Se vuol conoscere il mio stato d'animo sappia che mi sembra di giocare la partita più difficile della mia vita. E per questo che le ho chiesto di vedermi oggi, sabato, fuori orario e di non mettere un termine alla nostra seduta. Non ho esagerato dicendole che mi gioco la vita. Voglio guardarla in faccia, la mia vita. Tutta, tutta insieme, tutta in una volta... Ho ventun anni e non sono ancora sicuro di essere degno di vivere».
10,00

Il mal sano

di Michel Serres

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 120

10,00

Saggio sull'arte di strisciare ad uso dei Cortigiani

di Paul H. T. d' Holbach

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 26

"Un buon cortigiano non deve mai avere un opinione personale, ma solamente quella del padrone o del ministro... Un buon cortigiano non deve mai avere ragione, non è in nessun caso autorizzato ad essere più brillante del suo padrone... deve tenere ben presente che il Sovrano e più in generale l'uomo che sta al comando non ha mai torto. [...] La nobile arte del cortigiano, l'oggetto essenziale della sua cura, consiste nel tenersi informato sulle passioni e i vizi del padrone... Gli piacciono le donne? Bisogna procurargliene. E devoto? Bisogna diventarlo o fare l'ipocrita. È di temperamento ombroso? Bisogna instillargli sospetti riguardo a tutti coloro che lo circondano."
4,00

La cantante

di Richard Schaukal

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 189

Una scelta di racconti che attraversa tutto il percorso dello scrittore, dal giovanile impressionismo viennese di "Mimi Lynx" alla narrativa matura di "Dionys-bácsi" e del racconto "La cantante", considerato il suo capolavoro. Schaukal sviluppa nella sua narrativa i temi della sensibilità decadente e simbolista: la passione come forza devastante e, potenzialmente, omicida (secondo il titolo di una delle sue più famose raccolte, "Eros Thanatos", da cui è tratto "La cantante"); il senso di appartenenza a un mondo in inesorabile disfacimento; l'isolamento dell'io e la radicale, incolmabile separazione tra la realtà oggettiva e le illusone proiezioni di una soggettività abbandonata a se stessa. E li sviluppa servendosi di un linguaggio che nella sua minuziosità e complessità rispecchia da una parte le inquietudini di un soggetto ipersensibile alle sollecitazioni del mondo esterno, dall'altra il desiderio di recuperare una dimensione classica, riagganciandosi a una tradizione ormai perduta.
10,00

Le forme del vento. Paesaggi cinesi in prosa

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 172

La profonda sensibilità degli artisti cinesi nella rappresentazione del paesaggio è ben conosciuta. Il loro pennello riesce ad estrarne la sottile vitalità: montagne, pini, fiumi e vento sono tutti pervasi da un soffio di poesia. Questo approccio puramente cinese all'arte come comunione con la natura è soprattutto noto attraverso le opere pittoriche. Meno noto è che esso abbia contribuito alla nascita di mirabili testi in prosa e in poesia. I "paesaggi in prosa" contenuti in questa piccola antologia di autori che vanno dal quinto al diciannovesimo secolo, sono la descrizione di viaggi, escursioni, gite in luoghi che stimolano il sentimento e l'immaginazione del viaggiatore per l'asprezza selvaggia, o per il loro aspetto inquietante e minaccioso, o per la loro sublimità e inaccessibilità, o per la loro leggiadria e gaiezza; sempre, comunque, per il loro potere di manifestare la multiforme bellezza della natura e la singolare felicità che essa offre all'uomo. Le Forme del vento ci svelano un cammino percorso da più di un millennio, quello di un'intima comunione con l'universo vivente. François Cheng
10,00

Gesù l'ebreo

di Lou Andreas-Salomé

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 46

Lou Andreas-Salomé (1861-1937), affascinante figura di intellettuale, tedesca di origine russa, frequentò intensamente le avanguardie culturali del suo tempo, stabilendo legami profondi con Nietsche, Rilke e Freud, del quale divenne una fervente seguace. La sua produzione poetica, letteraria e scientifica consta di venti volumi e più di cento tra articoli e saggi.
8,00

Il mondo di Sergio Romano

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 132

Il libro contiene una raccolta di scritti in onore di Sergio Romano, in occasione del suo 70° compleanno. All'inizio un messaggio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sottolinea come Romano "è diventato un opinion maker di indubbio prestigio, riconosciuto come tale per la cura che ha sempre posto nella ricostruzione informata e colta dei termini di ogni questione, sia di attualità sia di sapore storico". Arrigo Levi tratteggia i caratteri di Romano giornalista, Salvatore Veca, prendendo spunto dal saggio "Libera Chiesa. Libero Stato?", spiega in Romano "la tensione fra impegno del partecipante e distacco dell'osservatore". Su Romano "storico" si soffermano Silvio Beretta e Arianna Arisi Rota, mentre Giampaolo Calchi Movati interpreta il Romano commentatore e studioso di relazioni internazionali.
10,00

In difesa dell'eutanasia. Stoici. Seneca. Hume. Nietzsche

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 61

Da qualche tempo a questa parte, nel gergo giornalistico e televisivo di molti "intellettuali mediatici", laici e cattolici, del nostro Paese, la parola eutanasia è diventata una parola impronunciabile: quasi che colui che osa pronunciarla commetta un peccato mortale, un crimine e sia destinato, in ogni caso, alle fiamme dell'inferno. Eppure, per oltre duemila anni, ha conservato l'originario significato che ben conoscono quanti hanno ancora una qualche familiarità con il greco antico: morte felice, serena, dolce e, in ogni caso, nobile e razionale, in quanto morte a cui si espone il saggio "per la patria e per gli amici e nel caso in cui sia vittima di dolori acuti o di menomazioni o di malattie incurabili" (Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII, 130).
9,00

Non vi dimenticherò mai, bambini miei di Auschwitz

di Denise Holstein

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 142

Per mezzo secolo sono rimasta in silenzio. Non volevo somigliare a quei soldati di Verdun che irritavano i giovani con i racconti della loro guerra. Tuttavia sul mio braccio, in quel punto, c'era sempre il tatuaggio: A 16727. Il numero di matricola di Auschwitz. Auschwitz-Birkenau per l'esattezza. È il nome di quell'acquitrino polacco dove fu costruito il peggiore tra i campi di sterminio. Con la camera a gas e il forno crematorio. Io tornai. I bambini con i quali sono partita, loro, duecento piccoli orfani ebrei, non tornarono, furono gassati subito dopo il loro arrivo al campo, erano troppo giovani per lavorare. Io avevo diciassette anni. I miei genitori non hanno fatto ritorno dalla deportazione. Papà aveva cinquantatre anni, mamma ne aveva quarantuno. Agli occhi dei tedeschi erano troppo vecchi.
10,00

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