Storia
Alfried Krupp. Storia della più grande dinastia industriale tedesca
di Gordon Young
editore: Res gestae
pagine: 273
L'epopea della famiglia Krupp, uno dei più influenti gruppi industriali tedeschi, si concluse nel 1967 alla morte di Alfried, ultimo erede della dinastia. Proprietario unico dell'azienda a soli 36 anni, Alfried Krupp si guadagnò in fretta la fama di "principe dell'acciaio" e la profonda stima di Adolf Hitler. In questo volume Gordon Young ripercorre la tortuosa carriera dell'imprenditore tedesco, dall'ascesa durante la Seconda guerra mondiale alla condanna del Tribunale di Norimberga, dalla ripresa dell'attività al definitivo tramonto sancito dalla fusione con il colosso Thyssen.
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Il governo Dönitz. Gli ultimi giorni del Terzo Reich
di Ludde-Neurath Walter
editore: Pgreco
pagine: 284
30 aprile 1945
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Storia del terrore. Robespierre e la fine della rivoluzione francese
di Paura Roberto
editore: Odoya
pagine: 415
Il 5 settembre 1793 la Convenzione nazionale pone "il Terrore all'ordine del giorno" in Francia
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Le grandi battaglie dell'esercito romano
di Livio Zerbini
editore: Odoya
pagine: 208
Se Roma, da piccolo villaggio di pastori, riuscì a divenire un grande Impero, dominando per oltre mille anni il mondo mediterraneo, gran parte del merito va attribuito al suo esercito, che costituì una potente e micidiale "macchina" bellica. L'esercito romano fu l'efficace strumento dell'espansione di Roma sino alla creazione di un Impero che andava dalle Colonne d'Ercole alle sabbie della Nubia, dal Reno al Danubio alle regioni del Mar Nero e agli altipiani del Caucaso. Roma seppe fronteggiare e vincere moltissimi popoli, ma la sua superiorità militare non dipendeva tanto dalla consistenza numerica delle sue truppe, quanto da un'organizzazione, preparazione e specializzazione uniche rispetto agli altri eserciti antichi. La storia di Roma sembra essere così una successione senza fine di guerre, spedizioni militari, battaglie e conquiste a cui parteciparono generali e imperatori. Alcuni di loro sarebbero passati alla storia per il loro genio militare, come Scipione l'Africano, Mario, Cesare, Augusto e Traiano. Zama, Magnesia, Pidna, Campi Raudii, Alesia e Adamclisi sono nomi di località che evocano battaglie vittoriose e successi militari eclatanti. Ma Roma subì anche tragiche sconfitte, come quelle registrate sul fiume Alba, presso le Forche Caudine, a Canne, ad Arausio e a Teutoburgo, che avrebbero potuto mettere a repentaglio le conquiste fatte. La grandezza dell'Impero fu anche quella di fare tesoro delle sconfitte e degli errori compiuti e di sapersi risollevare da drammatici insuccessi militari.
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Hiroshima
di John Hersey
editore: Skira
pagine: 176
Il 6 agosto 1945 una bomba atomica di potenza inaudita esplode al centro di Hiroshima, causando migliaia di vittime nell'immediato e altre migliaia in seguito a causa delle radiazioni. Meno di un anno dopo, il giornalista John Hersey si reca sul posto a intervistare sei superstiti: per la prima e unica volta il "New Yorker" dedica l'intero numero al suo reportage che, visto l'enorme successo e l'eco fortissima, diventa libro. Nel 1985 l'autore torna in Giappone per ritrovare i sei sopravvissuti, aggiungendo un'appendice al volume. Hersey dà un volto umano, un nome e una storia alle sconvolgenti conseguenze dell'impiego della nuova arma nucleare, consegnando una testimonianza indimenticabile ai contemporanei e alle generazioni future.
Esaurito
L'edilizia nel Medioevo
di Giovanni Coppola
editore: Carocci
pagine: 343
Il libro esamina questioni rilevanti, e per certi versi inedite, relative all'organizzazione dei cantieri di costruzione nel Medioevo: dal contesto sociale al reperimento dei fondi, dal concepimento del progetto architettonico ai materiali impiegati per la realizzazione delle grandi cattedrali, fino ai procedimenti costruttivi più in uso in epoca medievale. Lo studio, che è il frutto di una metodologia di lavoro lungamente affinata nel corso di anni d'insegnamento e di ricerca, prende in considerazione i monumenti medievali secondo una chiave di lettura della storia dell'architettura che parte dall'osservazione diretta del manufatto e non dall'indagine delle sue astratte forme rappresentative.
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I bizantini e la guerra. L'età di Giustiniano
di Giorgio Ravegnani
editore: Jouvence
pagine: 206
L'età di Giustiniano I (527-565) fu un'epoca di guerre pressoché incessanti, che vennero combattute su diversi fronti per la difesa dell'impero e per la parziale riconquista dell'Occidente barbarico. La ricchezza di avvenimenti e di fonti storiche si presta particolarmente a uno studio di storia militare e consente di delineare un quadro esauriente delle vicende belliche del tempo. L'indagine prende l'avvio da un panorama generale dell'organizzazione degli eserciti giustinianei e affronta di seguito i temi della difesa dell'impero, i centri fortificati e gli assedi, le battaglie e il rapporto fra il mare e la guerra. Vengono infine esaminate le conseguenze delle guerre in termini di costi materiali e di danni alle popolazioni.
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L'Italia delle civitates. Grandi e piccoli centri fra Medioevo e Rinascimento
di Giorgio Chittolini
editore: Viella
pagine: 260
Questo libro si propone di mettere in luce alcuni dei caratteri specifici delle città italiane nel contesto europeo, fra il tardo Medioevo e la prima Età moderna. Significativo è lo stesso termine che le designa: città, riservato ai grandi comuni cittadini che sono anche sedi vescovili, mentre in senso assai più generico suonano i vocaboli equivalenti in altre lingue (Städte, villes, towns) e paesi del continente europeo. È un nome che stabilisce una precisa soglia urbana, rispetto ai centri minori, ed evoca un'antica e sempre ribadita tradizione di predominio politico e territoriale. Filo conduttore del percorso delineato dal volume è il tono particolare che la dimensione cittadina continua a mantenere in Italia dall'età comunale in poi: quella vocazione alla centralità che già Carlo Cattaneo aveva rilevato come uno dei "principi ideali" della storia italiana - e non solo dal punto di vista urbanistico e territoriale, ma anche politico, sociale, culturale.
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Navi al fronte. La marina italiana e la grande guerra
editore: Mattioli 1885
pagine: 149
Le date, i nomi, gli avvenimenti più importanti e i fatti poco conosciuti della storia della Regia Marina durante la Prima guerra mondiale. Dal 24 maggio del 1915 e per 41 mesi di conflitto la Marina italiana ebbe un ruolo da protagonista a dimostrazione che la Grande Guerra non si combatté solo nelle trincee e sulle montagne. La Marina adottò una strategia di attesa e di deterrenza basata sulla conquista del potere marittimo in Adriatico, di cui lo sbarramento del Canale d'Otranto fu il più fulgido esempio. Grazie all'ammiraglio Paolo Thaon di Revel la Marina approntò le misure necessarie per difendere il patrimonio culturale e artistico italiano a partire da Venezia. A questo si aggiunsero vere e proprie operazioni che oggi definiremmo di carattere umanitario quale il salvataggio del popolo e dell'esercito serbo, la cessione di alcune navi per accogliere trovatelli, orfani, figli di pescatori morti in guerra o in mare seguito di naufragio. Grazie al contributo della Marina nacquero le "navi-asilo" che a Genova, Bari, Napoli e Venezia "arruolarono" alla cultura del mare tanti "marinaretti" sottraendoli alla strada, alla fame e alla criminalità. Non mancarono, infine, le eroiche e ardite operazioni, come la famigerata "beffa di Buccari", l'impresa di Pola e la difficile operazione di Premuda, che la Marina Militare ancora oggi celebra ogni 10 giugno come festa di Forza Armata, ad opera di Luigi Rizzo e Giuseppe Aonzo al comando dei MAS 15 e MAS 21.
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Storia degli ebrei. Dalle origini ai nostri giorni
di Abitbol Michel
editore: Einaudi
pagine: X-809
Questo lavoro si pone come obiettivo di offrire al lettore un racconto chiaro della storia degli ebrei, dalle origini ai nostr
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Eravamo come voi. Storie di ragazzi che scelsero di resistere
di Marco Rovelli
editore: Laterza
pagine: 266
"Devi raccontarle queste cose", mi dice Luigi. "Che poi i ragazzi oggi ci guardano magari con ammirazione, ma dicono che siamo uomini di un altro mondo, non saremo mai come voi... No! Voi potete essere come noi, perché noi eravamo come voi!" Perciò mi metto in viaggio. Per incontrare i primi, i più giovani di allora a cui è toccata la scelta. Non impavidi eroi, ma ragazzi che seppero rispondere a una chiamata e che seppero pronunciare un Sì per innescare il processo della loro liberazione. "Eravamo come voi" racconta storie di ragazzi partigiani, tra i 14 e i 23 anni, i loro incontri, i perché della loro scelta. Spesso, prima che da una solida convinzione ideologica, per giovani normali, cresciuti nell'unico mondo possibile (in quel Truman show che era il fascismo) la decisione di salire in montagna fu guidata dall'istinto, dalla necessità o dal caso. Dopo, quella scelta scavò un abisso: perché quei venti mesi - dall'8 settembre '43 al 25 aprile '45 - costituirono una faglia irreversibile, una trasformazione esistenziale radicale. La pialla del tempo ha appiattito la dimensione umana. Di loro abbiamo dimenticato la quotidianità, i sentimenti, l'emotività - e anche gli sbagli, gli inciampi. Sarà come incontrare i miei allievi della scuola, e chiedere loro: "Perché stai scegliendo questa strada?"
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