Uno sguardo superficiale alle opere di Gershom Scholem e Leo Strauss condurrebbe alla conclusione che non esiste uno stretto rapporto tra i due autori: infatti, che cosa potrebbero avere da dirsi lo storico delle religioni studioso della Kabbalah e il filosofo della politica che ha elaborato la teoria della scrittura reticente? In verità, Scholem e Strauss - nati in una Germania che si sarebbe avviata alle tragedie delle guerre mondiali e del nazismo - hanno condiviso molte vicende e inquietudini, simbolicamente rappresentate da tre città: Berlino (la cultura tedesca), Atene (la filosofia), Gerusalemme (l'ebraismo). Pensatori originali ed eterodossi, sempre sulla frontiera tra filosofia e religione, tra storia e politica, le loro lettere - che testimoniano un'amicizia e uno scambio intellettuale attraverso cui diventano leggibili molte vicende che hanno caratterizzato il Novecento - parlano di un esilio che non è solo politico o sociale, ma intrinseco alla condizione dell'uomo moderno che vive nell'epoca "del non più e del non ancora".
Lettere dall'esilio. Carteggio (1933-1973)
| Titolo | Lettere dall'esilio. Carteggio (1933-1973) |
| Autori | Gershom Scholem, Leo Strauss |
| Curatore | C. Altini |
| Traduttore | S. Battelli |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Storia |
| Collana | Schulim Vogelmann |
| Editore | Giuntina |
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| Pagine | 252 |
| Pubblicazione | 2008 |
| ISBN | 9788880573098 |
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