Dopo aver lavorato come dirigente in un grande cementificio e aver fatto lo sceneggiatore (ha lavorato molto con Theo Anghelopoulos), Markaris si trova a essere "perseguitato" da un personaggio della sua fantasia, che gli chiede con prepotenza di prendere corpo, di diventare "reale": Kostas Charitos, il protagonista dei suoi romanzi, un incrocio fra la figura del padre e alcune figure della società greca contemporanea. Markaris inizia così a riconsiderare la letteratura poliziesca da Montalbàn ad Agata Christie, dal giallista svedese Henning Mankell a Simenon e alla Cornwell, tracciando i confini di un "poliziesco del sud" e un "poliziesco del nord", per capire meglio come si colloca il suo commissario. Nel frattempo lavora per il cinema, studia e mette in scena Brecht, traduce Goethe, con una curiosità inesausta che è la stessa che aveva da ragazzo, quando bighellonava per il mondo ed era un giramondo felice.
Io e Kostas Charitos
| Titolo | Io e Kostas Charitos |
| Autore | Petros Markaris |
| Traduttore | A. Di Gregorio |
| Argomento | Narrativa Narrativa contemporanea |
| Collana | Overlook |
| Editore | Bompiani |
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| Pagine | 137 |
| Pubblicazione | 2010 |
| ISBN | 9788845264580 |
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