Uno dei maggiori poeti del Novecento testimonia la crisi drammatica della prima guerra mondiale, vissuta attraverso una vigilia tumultuosa e poi un'esperienza personale tragica "tra melma e sangue" che lascia una ferita indelebile. Nelle incandescenti lettere Rebora parla di "esperienza non dicibile", di "mostruoso intontimento", di "Calvario d'Italia" e di "ammazzatoio di Barbableu" usando parole come "orrore", "tanfo", "imbestiamento". La guerra è abisso, è "inghiottitoio" e le poesie di Rebora (qui per la prima volta commentate) ne richiamano la natura vorace, la desolazione assoluta. "Però se ritorni / Tu uomo, di guerra/ A chi ignora non dire; / Non dire la cosa, ove l'uomo / e la vita si intendono ancora".
Tra melma e sangue
| Titolo | Tra melma e sangue |
| Sottotitolo | Lettere e poesie di guerra |
| Autore | Rebora Clemente |
| Argomento | Narrativa Poesia |
| Collana | Biblioteca Piemonte orientale |
| Editore | Interlinea |
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| Pagine | 232 |
| Pubblicazione | 2008 |
| ISBN | 9788882126438 |
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