Il libro analizza l'opera di alcune scrittrici che sono state capaci di un'elaborazione del dolore felicemente risolta sul piano letterario. La prima tappa, che parte da Irène Némirowsky e da Marie Cardinal, rende conto di un difficile guadagno di libertà fatto all'interno di una relazione madre-figlia conflittuale, ma che approda infine a una riparazione. La seconda tappa si occupa dello sradicamento e della perdita della lingua materna in Ágota Kristóf. La terza parla dell'accettazione della limitatezza nella narrativa di Flannery O'Connor: secondo l'autrice, l'intima accoglienza della propria fragilità apre una crepa salvifica in cui può insinuarsi la grazia. L'ultima tappa, dedicata a Anna Maria Ortese, riflette sul tema della perdita e raccoglie l'invito dell'autrice a un amore e a una compassione universali, che si rivolgono non solo agli esseri umani più sfortunati, ma a tutte le creature e all'intera natura, la cui violazione ha condotto l'umanità in un vicolo cieco.
Le parole per scriverlo. La parola e la ferita
| Titolo | Le parole per scriverlo. La parola e la ferita |
| Autore | Wanda Tommasi |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Lo scandalo della differenza |
| Editore | Mimesis |
| Formato |
|
| Pagine | 144 |
| Pubblicazione | 2020 |
| ISBN | 9788857569628 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


