Bollati Boringhieri: Temi
Saggio sulla negazione. Per un'antropologia linguistica
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 203
In ogni momento ricorriamo a una particella grammaticale dimessa e priva di blasone, senza sospettare che nella sua inapparisc
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L'apparire del bello. Nascita di un'idea
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 112
Bello è un concetto di inquietante complessità, un giacimento di idee e intuizioni dilatatosi nel tempo fino ai confini estrem
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La cultura delle destre. Alla ricerca dell'egemonia culturale in Italia
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 175
Il tema di questo libro è più vivo che mai
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All'inizio, lei era
di Irigaray Luce
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 170
In questo libro, cruciale per capire il suo percorso, Luce Irigaray interroga l'opera dei presocratici che sta alla radice del
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Non è un mondo per vecchi
Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere
di Serres Michel
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 77
Le tecnologie digitali sconvolgono il quadro antropologico finora noto
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Liberi di costruire
di Romano Marco
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 171
La città è stata fin dal Medioevo il luogo della socialità per eccellenza, il contesto nel quale si sviluppano le dinamiche ch
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Capitalesimo
Il ritorno del Feudalesimo nell'economia mondiale
di Gila Paolo
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 273
Il capitalismo è come un aereo entrato in un vuoto d'aria
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Dove va il mondo? Un decennio sull'orlo della catastrofe
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 76
Difficile sbagliare le previsioni a brevissimo termine, perché il futuro immediato è già qui
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Conflitto, crisi, incertezza
La teoria economica dominante e le teorie alternative
di Lunghini Giorgio
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 150
Il lettore d'oggi ha, per sentito dire, una conoscenza superficiale delle dottrine economiche e anche se ha un'idea di chi sia
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L'opera italiana da due soldi
Regnava Berlusconi
di Cordero Franco
editore: Bollati Boringhieri
La commedia italiana spesso disgusta ma non annoia mai
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Opus Dei. Archeologia dell'ufficio. Homo sacer, II, 5
di Giorgio Agamben
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 155
Opus Dei, "opera di Dio", è la definizione della liturgia secondo la dottrina della Chiesa cattolica. Riguarda l'esercizio del ministero sacerdotale, quanto di più separato, sembrerebbe, dalla prassi che governa le altre sfere della vita. Ma si tratta di una separatezza solo apparente, che racchiude un arcano. È lì che si mette al lavoro l'inchiesta archeologica di Giorgio Agamben, un modo di fare filosofia che come nessun altro sa portare alla luce, nei concetti più comuni, impronte nascoste, rivelatrici di filiazioni insospettate. Andare al cuore del "mistero del ministero" significa allora scoprire, ripercorrendo un'elaborazione teologica che risale al cristianesimo primitivo, il rilievo immenso dell'"officium" - il termine latino per "liturgia" - nella concezione stessa della modernità in Occidente. Idea dell'essere, etica, politica ed economia non hanno altro paradigma se non nell'ufficio. Dal funzionario al militante, l'azione umana si è esemplata sul modello dell'operare del sacerdote, all'interno del quale ciò che l'uomo è si risolve in ciò che l'uomo deve fare. Una strategia onnipervasiva di cui il pensiero sismografico di Agamben registra i primi cedimenti.
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Per un'abbondanza frugale. Malintesi e controversie sulla decrescita
di Serge Latouche
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 150
Che cos'è mai l'abbondanza frugale, oltre a un ossimoro che lega provocatoriamente due opposti, a un'ennesima parola d'ordine suggestiva e impraticabile? Se qualcuno replicasse così alla prospettiva di una convivenza capace di sobrietà non punitiva, verrebbe preso sul serio da Serge Latouche, e contraddetto con ottime ragioni. Agli argomenti di chi dissente da lui e dagli altri, sempre più numerosi, "obiettori'di crescita", il maggior teorico della decrescita dedica questo libro, ormai necessario dopo anni di malintesi, resistenze, travisamenti strumentali, accese controversie. Gli sviluppisti incrollabili, o gli scettici poco inclini a dar credito alle logiche antieconomiche, troveranno qui il repertorio delle loro tesi e delle loro perplessità, smontate una a una. Sarà difficile continuare a sostenere con qualche fondatezza che la decrescita è retrograda, utopica, tecnofoba, patriarcale, pauperista. La crisi devastante che stiamo vivendo la indica invece come l'uscita laterale dalla falsa alternativa tra austerità e rilancio scriteriato dei consumi. Un'abbondanza virtuosa, ci avverte Latouche, è forse l'unica compatibile con una società davvero solidale.
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