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Bollati Boringhieri: Temi

La cultura delle destre. Alla ricerca dell'egemonia culturale in Italia

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 175

Il tema di questo libro è più vivo che mai
14,00

All'inizio, lei era

di Irigaray Luce

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 170

In questo libro, cruciale per capire il suo percorso, Luce Irigaray interroga l'opera dei presocratici che sta alla radice del
15,00

Non è un mondo per vecchi

Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere

di Serres Michel

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 77

Le tecnologie digitali sconvolgono il quadro antropologico finora noto
8,00

La grande transizione

Dal declino alla società della decrescita

di Bonaiuti Mauro

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 188

Ormai entrata nel nostro lessico quotidiano, la parola "decrescita" si carica di significati opposti, qualificando - a seconda
15,00

Liberi di costruire

di Romano Marco

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 171

La città è stata fin dal Medioevo il luogo della socialità per eccellenza, il contesto nel quale si sviluppano le dinamiche ch
15,00

Capitalesimo

Il ritorno del Feudalesimo nell'economia mondiale

di Gila Paolo

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 273

Il capitalismo è come un aereo entrato in un vuoto d'aria
16,50

Dove va il mondo? Un decennio sull'orlo della catastrofe

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 76

Difficile sbagliare le previsioni a brevissimo termine, perché il futuro immediato è già qui
8,00

L'opera italiana da due soldi

Regnava Berlusconi

di Cordero Franco

editore: Bollati Boringhieri

La commedia italiana spesso disgusta ma non annoia mai
17,00

Opus Dei. Archeologia dell'ufficio. Homo sacer, II, 5

di Giorgio Agamben

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 155

Opus Dei, "opera di Dio", è la definizione della liturgia secondo la dottrina della Chiesa cattolica. Riguarda l'esercizio del ministero sacerdotale, quanto di più separato, sembrerebbe, dalla prassi che governa le altre sfere della vita. Ma si tratta di una separatezza solo apparente, che racchiude un arcano. È lì che si mette al lavoro l'inchiesta archeologica di Giorgio Agamben, un modo di fare filosofia che come nessun altro sa portare alla luce, nei concetti più comuni, impronte nascoste, rivelatrici di filiazioni insospettate. Andare al cuore del "mistero del ministero" significa allora scoprire, ripercorrendo un'elaborazione teologica che risale al cristianesimo primitivo, il rilievo immenso dell'"officium" - il termine latino per "liturgia" - nella concezione stessa della modernità in Occidente. Idea dell'essere, etica, politica ed economia non hanno altro paradigma se non nell'ufficio. Dal funzionario al militante, l'azione umana si è esemplata sul modello dell'operare del sacerdote, all'interno del quale ciò che l'uomo è si risolve in ciò che l'uomo deve fare. Una strategia onnipervasiva di cui il pensiero sismografico di Agamben registra i primi cedimenti.
15,00

Per un'abbondanza frugale. Malintesi e controversie sulla decrescita

di Serge Latouche

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 150

Che cos'è mai l'abbondanza frugale, oltre a un ossimoro che lega provocatoriamente due opposti, a un'ennesima parola d'ordine suggestiva e impraticabile? Se qualcuno replicasse così alla prospettiva di una convivenza capace di sobrietà non punitiva, verrebbe preso sul serio da Serge Latouche, e contraddetto con ottime ragioni. Agli argomenti di chi dissente da lui e dagli altri, sempre più numerosi, "obiettori'di crescita", il maggior teorico della decrescita dedica questo libro, ormai necessario dopo anni di malintesi, resistenze, travisamenti strumentali, accese controversie. Gli sviluppisti incrollabili, o gli scettici poco inclini a dar credito alle logiche antieconomiche, troveranno qui il repertorio delle loro tesi e delle loro perplessità, smontate una a una. Sarà difficile continuare a sostenere con qualche fondatezza che la decrescita è retrograda, utopica, tecnofoba, patriarcale, pauperista. La crisi devastante che stiamo vivendo la indica invece come l'uscita laterale dalla falsa alternativa tra austerità e rilancio scriteriato dei consumi. Un'abbondanza virtuosa, ci avverte Latouche, è forse l'unica compatibile con una società davvero solidale.
15,00

Oltre la società degli individui

Teoria ed etica del dono

 

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 220

In un momento di crisi verticale, in cui l'intero edificio dell'economia di mercato barcolla, aprendo faglie anche nel relativ
16,50

Via di qua. Imparare a morire

di Umberto Curi

editore: Bollati Boringhieri

pagine: 236

"Via di qua; ecco la mia meta". Nell'annuncio del protagonista del racconto di Kafka La partenza risuona l'universale della condizione umana, quell'andar via a cui non occorre una destinazione, poiché è già meta in sé: la morte, ineluttabile, inconcepibile, inconoscibile, eppure evento-limite che conferisce alla vita il senso più autentico. Nella sua vicenda millenaria, talvolta la filosofia si è incaricata di strappare alla morte l'aculeo velenoso, ossia di liberare l'uomo dal timore della morte, riducendola a puro nulla, quindi espungendola dall'orizzonte dell'esistenza. Una strategia che il filosofo Umberto Curi non condivide affatto. Come il principe di Danimarca, è convinto da tempo che i contenuti di pensiero abitino anche al di fuori della disciplina che ne è ufficialmente titolare, e li va a cercare con mano sapiente nella tragedia e nel mito dell'antica Grecia, nella poesia e nella narrazione contemporanee. Lì incontra ricchissime testimonianze che, da prospettive diverse, recuperano la morte alla pienezza della vita, senza per questo disinnescare in modo consolatorio il potenziale angoscioso della fine. Sfuggono infatti a intenti edificanti, e non potrebbero mai essere rifuse in un eserciziario della buona morte, simile a quelli diffusi in Occidente secoli fa. Ci possono solo suggerire con Rilke - ed è suggerimento prezioso - che "bisogna imparare a morire: ecco in che cosa consiste tutto il vivere".
16,50

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