Il Nuovo Melangolo
Il cucchiaio di Dio. «Cochlear dei». Ode al capitano Totti in versi latini
di Alvaro Rissa
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 72
Alvaro Rissa torna con un'opera poetica in versi latini (strofe saffica) che ha il respiro dei versi di Orazio e per soggetto
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L'immortalità dell'anima
di Plotino
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 80
«Esaminate dunque l'anima dopo averla spogliata di ciò che non è; o meglio, colui che si è purificato esamini se stesso: quand
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A tavola con gli antichi romani. Eccellenze, scandali, oscenità della cucina di Marziale
di Giovanni Ballarini
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 160
«La cucina e la gastronomia dei romani del primo secolo della nostra era sono illuminate da Marziale che cita cibi, descrive c
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Convivialità. Una filosofia per il XXI secolo
di Francesco Fistetti
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 112
Due sono le sfide che incombono sull'umanità nel tempo presente: 1) affrontare i gravi rischi che minacciano le condizioni di
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Herrad Von Landsberg e l'Hortus deliciarum
di Mario Gennari
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 146
Perché scrivere oggi un libro su di una canonichessa medievale? Perché dedicare uno studio a una badessa vissuta nel cuore del
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Pedagogia della storia
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 232
Rispondere alle domande "cosa insegna la storia?" e "che cosa si deve imparare dalla storia?" rientra nei compiti della pedago
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A un metro dal palco. Autobiografia di un promoter
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 148
"Tutto per un biglietto. Che mi ha cambiato la vita. Una volta, ero all'università, ho organizzato una festa. Ho affittato una nave a Salerno e ho messo i biglietti a diecimila lire. Dicevano ch'ero matto. Che nessuno avrebbe mai speso una cifra simile per stare con altri studenti. Invece avevo ragione. Manzoni diceva che uno il coraggio, se non lo ha, mica se lo può dare. Però non avrebbe mai allestito concerti rock. Che è un tipo di coraggio, almeno quarant'anni fa quando ho cominciato, di genere tutto particolare". Un'autobiografia di uno dei grandi promoter italiani, Vincenzo Spera, che è romanzo di formazione e storia culturale del nostro Paese. Spera ripercorre gli anni della sua formazione e gli incontri con i grandi artisti della scena italiana e internazionale, dal pop più mainstream al punk, da Bowie ai Clash, da Guccini a De Gregori a Battiato, da Springsteen a Tina Turner a Miles Davis.
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Giorgio Agamben. La vita delle forme
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 297
Giorgio Agamben, considerato a livello internazionale uno dei massimi pensatori viventi, resta ad oggi in Italia un autore di cui manca un'approfondita indagine critica. Il presente volume, tenendo conto della conclusione del più importante ciclo di opere agambeniane - Homo sacer -, interroga alcune tra le maggiori voci che si sono confrontate in maniera diretta o indiretta con il pensatore italiane, in Italia e all'estero. Dal concetto di forma-di-vita a quello di homo sacer, passando per la teologia politica ed economica, i saggi qui raccolti si confrontano anche con fenomeni politici e filosofici che Agamben ha contribuito a interpretare, creando strumenti epistemologici tanto indispensabili quanto controversi: dai "campi" politici di reclusione in Argentina, alla nascita dell'economia in Grecia, dalla rinascita del religioso nel mondo contemporaneo, alla possibilità di una sospensione della macchina del diritto e dell'appropriazione.
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La passione dell'impossibile. Saggi su Jacques Derrida
di Caterina Resta
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 233
Che si tratti della questione del segreto o del tema della morte, sempre intrecciato a quello della vita; che si affronti il problema dell'economia, legge del proprio e dell'appropriazione, e della ex-appropriazione che la decostruisce, o ci si interroghi sulla traduzione, sempre, al tempo stesso, necessaria e impossibile; che si vada alla ricerca di un'altra politica, al di là dell'orizzonte degli Stati-nazione e della logica della sovranità, o si tenti di decostruire il "principio di potere" che ne alimenta il fantasma, il pensiero di Derrida sembra invitarci a muovere un passo al di là del possibile, verso un im-possibile che non ha nulla di negativo, a partire dal quale la decostruzione si afferma come passione dell'impossibile.
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La fabbrica dell'ateismo. Il tentativo del settecento francese di abolire Dio
di Guidi Claudio
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 300
Nel terzo volume della sua trilogia dedicata ai movimenti intellettuali del Settecento francese, l'autore affronta il problema
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«Io nel pensier mi fingo». Seminario leopardiano a quattro voci
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 124
Chi di noi non conosce a memoria l'Infinito o A Silvia? Chi non ricorda la pagina dolente dello Zibaldone sul giardino malato? O quella in cui il nulla è colto come il fondamento di tutte le cose e di Dio stesso? Leopardi è un classico, e non solo per noi italiani. Ma che significa essere un grande classico? Quando e come lo si diviene? A queste domande, cogliendo un carattere essenziale della grande arte, la sua singolarità e dipendenza dalla personalità dell'autore che l'ha prodotta e insieme la sua vocazione all'universalità, la sua originalità e unicità e insieme il suo essere quasi anonima, Calvino cosi rispondeva: "I classici sono libri che esercitano un'influenza particolare sia quando s'impongono come indimenticabili, sia quando si nascondono nelle pieghe della memoria mimetizzandosi da inconscio collettivo o individuale". Questo è il grande mistero dell'arte: all'inizio v'è Giacomo Leopardi, individuo singolare e casuale fino al limite dell'accidentale, alla fine il poeta Giacomo Leopardi divenuto, grazie alla sua opera, universale e necessario nella sua singolarità. A questo e ad altri temi leopardiani guardano, da angolature diverse e persino opposte, i saggi di Pier Vincenzo Mengaldo, Rolando Damiani, Luigi Blasucci e Isabella Adinolfi raccolti in questo volume.
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L'arte di nuotare. Meditazioni sul nuoto
di Carola Barbero
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 123
Il mare non è la spiaggia con gli asciugamani e le sdraio dove le persone prendono il sole, non è il baretto che vende anguria e bibite fresche e non è nemmeno il bagnasciuga dove si cammina con i calzoni arrotolati. È quella cosa che divide la spiaggia dallo scoglio, l'orizzonte lontano che si cerca di catturare con l'ultima bracciata. L'acqua avvolge braccia, gambe, testa, dando un senso di pace e protezione; allontana le preoccupazioni e i rumori del mondo che si impongono, travolgono, comandano. Un tuffo e tutto scompare: il mondo è messo tra parentesi, fino al prossimo respiro.
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