Il Nuovo Melangolo
Babele. Architettura, filosofia e linguaggio di un delirio
di Silvano Petrosino
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 138
Ancora una volta l'antico grido babelico si è alzato: "Unità! Unità! Venite, raduniamoci, riduciamo il mondo alla ragione, imponiamo la democrazia, garantiamo la sicurezza, incrementiamo i consumi, costruiamo la pace universale". Come allora, anche oggi questo appello risuona contemporaneamente in modo maestoso e tragico, come un magnifico invito e come una terribile minaccia. Passando da Beauchamp a Balthasar, da Kafka a Scholem, da Hegel ad Heidegger, da Lacan a Zumthor, da Lévinas a Derrida, il testo di Petrosino legge il breve racconto biblico relativo alla costruzione della Torre di Babele mostrandone la sorprendente ed inquietante attualità. Un'originale ricerca filosofica sul senso umano dell'abitare e sul delirio del potere.
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Ogni uomo è un marinaio che mai cessa il navigare
di Anonimo genovese
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 100
La scrittura dell'Anonimo genovese invita ad avventurarsi tra i vicoli, i sapori e il mare della Superba, nonché a rivalutare alcuni nodi fondamentali del nostro esistere. Il duro lavoro manuale, il desiderio del viaggio e della ricerca, l'amore per le cose vicine e il timore di ciò che è ignoto, sono infatti temi che si rincorrono nelle poesie in dialetto genovese di Lucchetto, l'Anonimo vissuto alla fine del Duecento. I trenta componimenti qui presentati, scelti e riscritti in italiano da Tonino Conte e illustrati da Flavio Costantini, offrono l'opportunità di riscoprire un gioiello della tradizione letteraria italiana.
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Utopia del comprendere
di Donatella Di Cesare
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 347
Che cosa vuoi dire comprendere? Che cosa vuol dire comprendere sé, che cosa vuoi dire comprendere l'altro? Che cosa vuoi dire non comprendere e non essere compresi? La domanda viene discussa in questo libro alla luce dei dibattito tra l'ermeneutica di Gadamer e la decostruzione di Derrida. Ma la tesi di una utopia del comprendere, che Donatella Di Cesare sostiene, si delinea sullo sfondo della tradizione filosofica ebraica, in un dialogo serrato con Paul Celan, con la sua riflessione sulla poesia e sul linguaggio. La domanda diventa allora: che cosa vuoi dire comprendere dopo Auschwitz? È a partire da qui che, attraverso un ripensamento filosofico e politico di concetti come promessa, futuro, avvenire, può essere attribuito un nuovo valore all'utopia.
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L'Arte e la Morte
di Antonin Artaud
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 85
Ne "L'Arte e la Morte" il genio visionario di Artaud si autorappresenta in una sorta di affresco gotico, un racconto per scene visto come la partitura di un dramma interiore, una sorta di rappresentazione tra il sacro e il profano che nel rapporto sessuale e nelle sue implicazioni riflette le movenze di uno psicodramma interiore.
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Prologhi ai commenti aristotelici
di d'Aquino (san) Tommaso
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 186
Tommaso d'Aquino è universalmente considerato il maggior teologo del Medioevo cristiano. Tuttavia un'interpretazione del suo itinerario di pensiero limitata a questo aspetto delle sue opere, non permette di comprendere a pieno la rilevanza del suo contributo alla storia della filosofia, del suo metodo di lettura e comprensione dei classici, in particolare di Aristotele. I suoi prologhi alle lezioni sul filosofo greco sono in questo senso di un'importanza capitale: consentono di cogliere accanto al Tommaso teologo cristiano, il filosofo e la sua difesa dell'autonomia della ragione che tanta parte ha avuto nel promuovere il progresso della filosofia e delle scienze in Occidente.
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E san Francesco inventò il presepe
di Tonino Conte
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 51
Tra le domande che si poneva Francesco alcune erano: un cristiano può combattere nel nome di Dio? Era davvero una santa impresa entrare da conquistatori nella città di Gerusalemme? Le cose dello spirito hanno bisogno di una casa di pietra? Trovò una sola risposta, così semplice e bella da farlo sorridere: la Terrasanta, Gerusalemme, Betlemme, la grotta della Natività non sono oltremare, in Palestina. Sono dovunque perché sono nel cuore di ogni buon cristiano. Così nel 1223 Francesco organizzò nel paese di Greccio la sua sacra rappresentazione.
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