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Il mulino: Biblioteca storica

La soluzione finale. Come si è giunti allo sterminio degli ebrei

di Hans Mommsen

editore: Il mulino

pagine: 251

Come giunse la Germania nazista alla "soluzione finale" della questione ebraica, a ciò che appare essere il maggior crimine nella storia dell'umanità? In questo volume uno tra i più accreditati studiosi del Terzo Reich mostra come l'antisemitismo, che prese forza tra la fine dell'Ottocento e la Grande Guerra, costituisse un tratto comune dei movimenti di estrema destra negli anni della Repubblica di Weimar, per poi tradursi in persecuzione sempre più violenta con il nazismo al potere. E tuttavia, nonostante le discriminazioni e le violenze, la distruzione del popolo ebraico, pur auspicata nella retorica millenaristica del Fùhrer, non era veramente inscritta nell'agenda del nazismo. Fu la guerra all'Est a far precipitare la situazione: da un lato la conquista di territori, come la Polonia, con una cospicua popolazione ebraica, dall'altro il fallimento dell'attacco all'Urss, che mandò in fumo il progetto di deportare gli ebrei al di là degli Urali. In una micidiale miscela di arbitrio, efficienza tecnologica e burocratica, ottundimento morale, lo sterminio - secondo Mommsen - si nutrì di se stesso, come scivolando su un piano inclinato, e infine, con le deportazioni avviate in modo sistematico a partire dall'estate del 1942, si rivelò per quello che era: il programma di un genocidio.
19,50

Una faccia, una razza. Le colonie italiane nell'Egeo

di Nicholas Doumanis

editore: Il mulino

pagine: 290

Rodi, Coo, Lero e alcune altre isole fra Grecia e Turchia furono, tra il 1912 e il 1943, possedimenti coloniali italiani. Collocandolo nella sua cornice storico-geografica, l'autore affronta il tema del colonialismo italiano nel Dodecaneso, di cui segue le diverse fasi nell'intento non solo di narrare la storia di una occupazione trentennale ma anche di verificarne l'impatto e la memoria nella popolazione locale. Doumanis amplia la sua analisi "dal basso" fino a toccare questioni assai dibattute, relative alla politica del colonialismo italiano, alle identità nazionali e regionali, alla complessità della memoria collettiva, all'emergere del nazionalismo greco.
20,00

Dino Grandi

di Paolo Nello

editore: Il mulino

pagine: 345

Il nome di Dino Grandi è legato indissolubilmente alla seduta del Gran Consiglio del fascismo che nella notte dal 24 al 25 luglio 1943 votò di fatto la sfiducia a Mussolini, aprendo la via alla liquidazione della sua ventennale dittatura. Di quella seduta, di quel pronunciamento del massimo organo del regime contro il duce, Grandi fu l'artefice e il regista. Ma, per quanto decisivo, il ruolo giocato nella fine del fascismo non rende giustizia alla figura politica di Grandi, che fu fascista e anzi mussoliniano fino in fondo, nonostante tutto. Sottosegretario dell'Interno durante la crisi Matteotti, quindi sottosegretario e poi ministro degli Esteri, ambasciatore a Londra, presidente della Camera dei fasci e delle corporazioni, ministro della Giustizia, Grandi è stato uno dei massimi protagonisti del regime. Questo volume, che corona una ricerca di molti anni, ha inteso abbracciare in un'unica narrazione la vicenda umana e politica di Dino Grandi: una vita e una carriera che, proprio nella "fedeltà disubbidiente" a Mussolini, nell'impasto di idealità e astuzia, di fede e spregiudicatezza, serbano molti tratti esemplari di quel frastagliato rapporto che gli italiani ebbero con il duce.
22,00

Fronte orientale. Le truppe tedesche e l'imbarbarimento della guerra (1941-1945)

di Omer Bartov

editore: Il mulino

pagine: 231

È noto che nella guerra al fronte orientale innescata dall'attacco tedesco all'Unione Sovietica nel 1941 si toccarono livelli di violenza e brutalità inaudite. La responsabilità di questo imbarbarimento è stata perlopiù addebitata al regime hitleriano e alle sue formazioni speciali come le SS, o al più agli alti comandi, sollevandone la Wehrmacht, l'esercito regolare. Bartov ha rovesciato la prospettiva e ricostruito dal basso il comportamento delle truppe, dimostrando che la Wehrmacht fu pienamente protagonista dell'imbarbarimento della guerra dovuto al convergere di tre fattori: le condizioni dure del conflitto al fronte orientale, il tipo di formazione degli ufficiali, infine l'indottrinamento politico delle truppe.
18,50

Quando c'era Stalin. I russi dalla guerra al disgelo

di Elena Zubkova

editore: Il mulino

pagine: 284

L'autrice presenta una storia sociale della Russia del dopoguerra, attenta non solo alle condizioni di vita materiale ma anche alle speranze, alle paure, in breve agli umori e alle opinioni della gente comune nel decennio successivo a quella che i russi chiamano la grande guerra patriottica. Partendo dalle conseguenze della guerra sul piano psicologico, Zubkova racconta come quell'apocalisse che costò al paese ventisei milioni di morti generò nei russi da un lato un maggior attaccamento al regime staliniano e dall'altro la speranza di una sua liberalizzazione. Sempre facendo ricorso a testimonianze dirette, Zubkova mostra le strategie di sopravvivenza adottate dalla popolazione per superare le ristrettezze economiche del dopoguerra.
21,00

Ossessione turca. In una retrovia cristiana dell'Europa moderna

di Giovanni Ricci

editore: Il mulino

pagine: 232

In questo nuovo libro Giovanni Ricci scruta quell'ossessione per i "turchi" (ovvero i musulmani, gli arabi, i mori) che per secoli ha abitato l'Europa ricostruendo una sequenza di episodi che hanno avuto come teatro Ferrara fra Quattro e Settecento. Quale presenza e visibilità, reale e fantastica, aveva il mondo musulmano in una città qualunque, in una retrovia non esposta al contatto diretto come era, invece, Venezia? Privilegiando l'osservatorio della provincia cristiana su quello delle grandi capitali, il libro illumina concreti frammenti di storia del rapporto fra le culture, in un quadro che si allarga a Costantinopoli, all'Ungheria e a Vienna, all'Albania e alla Morea, a Candia, Tunisi, Algeri, Tripoli. Le labili tracce documentarie restituiscono ignote storie di vita all'interno di una ragnatela sorprendente di scambi: vicende di servitori mori e di schiave tenute per concubine dai cristianissimi ferraresi, e di ferraresi a loro volta schiavi dei turchi, cerimonie e riti per quanti venivano riscattati dalla schiavitù oltremare, notizie di battaglie e transiti di prigionieri, macabri trofei ed esotici souvenir, un perpetuo andirivieni di ambasciatori e poveracci, di dicerie e spaventi che sostanziano un rapporto intenso, tormentato, fatto di odio e paura ma anche di curiosità, attrazione, malcelata ammirazione. Un rapporto contraddittorio e difficile che ritroviamo ancor oggi fra Occidente e mondo islamico.
17,50

Il nuovo ordine europeo. La collaborazione nell'Europa tedesca (1938-1945)

di Yves Durand

editore: Il mulino

pagine: 280

Fra il 1938 e il 1945 tutta l'Europa continentale subisce, di fatto, l'egemonia diretta o indiretta della Germania nazista. Il libro di Yves Durand racconta questa Europa, mettendo a confronto le esperienze dei diversi paesi; egli identifica le strategie messe in opera dagli occupanti tedeschi, che vanno dall'annessione pura e semplice alla tutela esercitata su un governo amico alla creazione di stati satelliti, e i comportamenti dei vari paesi occupati che in sostanza si dividono fra paesi 'collaboratori' dove le forze politiche e sociali tradizionali si pongono appunto a collaborare con l'occupante tedesco, e paesi 'collaborazionisti' in cui prevalgono minoranze ultrafasciste del tutto al servizio della causa nazista.
17,50

Storia sociale del calcio in Italia

editore: Il mulino

pagine: 489

Gli autori ripercorrono la storia di questo sport dalle origini ai nostri giorni, identificando i tratti di mentalità che ispi
20,00

Roma, 28 ottobre 1922. L'Europa e la sfida dei fascismi

di Hans Woller

editore: Il mulino

pagine: 294

Il 28 ottobre 1922 aveva luogo la marcia su Roma. Cominciava così un ventennio di regime fascista in Italia, ma la fiammella del fascismo nostrano innescò nel giro di pochi anni un incendio di vaste proporzioni: esso infatti additò una via d'uscita dalla crisi delle democrazie liberali e dalla minaccia comunista, destinata a far scuola in larga parte d'Europa. Il libro di Woller indaga la fortuna che la "sfida" del fascismo ebbe negli anni Venti e Trenta. A partire dal prototipo italiano egli passa in rassegna i movimenti e i regimi fascisti dei singoli paesi, cercando di chiarire da cosa traessero origine il radicalismo e la fanatica volontà di dominio e di distruzione che ne costituiscono i tratti caratterizzanti e quali fattori li favorirono.
18,08

L'avventura di Cristoforo Colombo

di Paolo E. Taviani

editore: Il mulino

pagine: 312

Paolo Emilio Taviani si è dedicato con passione tutta genovese all'impresa di Cristoforo Colombo ed è considerato il massimo colombista a livello mondiale. Apparso nel 1989 e da anni esaurito, "L'avventura di Cristoforo Colombo" è, come Taviani amava dire, un romanzo di fatti veri. Dunque una vita di Cristoforo Colombo sempre rigorosamente documentata, ma insieme aperta a un'evocazione dei luoghi, dei personaggi, degli stati d'animo.
18,08

La regina Vittoria e il suo tempo

di Roland Marx

editore: Il mulino

pagine: 400

L'età vittoriana è un'età di grande progresso materiale e intellettuale, tanto più in Inghilterra, patria della rivoluzione industriale. E' l'età in cui prendono piede anche le idee di uguaglianza, emancipazione femminile, socialismo; è l'epoca in cui l'Inghilterra raggiunge il massimo della propria potenza mondiale. In tutto ciò in realtà, Vittoria ha un ruolo modesto; altri governano la politica del Paese e le sue idee non sono certo indirizzate al progresso. Tuttavia per un Paese disorientato dal proprio impetuoso cambiamento, Vittoria rappresenta la stabilità, la continuità, il perdurare rassicurante delle tradizioni. Così Vittoria è diventata l'emblema di un Paese e di un'epoca.
20,66

Cuori e motori. Storia della Mille Miglia (1927-1957)

di Daniele Marchesini

editore: Il mulino

pagine: 288

La chiamavano "la corsa del mondo": Brescia-Roma andata e ritorno, 1600 chilometri sulla viabilità ordinaria, attraverso la campagna, scavalcando gli Appennini, dentro i paesi e le città, centinaia di vetture di tutti i tipi guidate da piloti professionisti e dilettanti. Dal 1927 al 1957, la Mille Miglia accompagna l'Italia dalla prima industrializzazione alle soglie del boom, portando per le strade i sogni e le passioni di un paese ancora contadino, affascinato da una modernità motorizzata e rombante. Marchesini racconta le origini di questa corsa leggendaria e popolare, riallacciandosi alla storia dell'automobilismo e delle sue gare e al contesto industriale di Brescia, dove la competizione fu inventata.
18,08

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