In una anonima cittadina russa di provincia, dove regnano ubriachezza, maldicenza, volgarità, sporcizia e superstizione, il professore di ginnasio Peredonov mira a un posto da ispettore scolastico e, per avere la promozione, si trova costretto a sposare Varvara, la donna con cui vive da anni. Privo di qualsiasi moralità, rozzo, abulico, ottuso e nello stesso tempo paranoico, Peredonov diventa via via sempre più meschino e sadico, tra visioni allucinate e comportamenti abietti, fino alla tragedia finale. Rivisitazione del naturalismo zoliano e dei temi del decadentismo, pervaso da un'atmosfera demoniaca e da un erotismo scabroso, "Il demone meschino" (1907) fu un grande successo internazionale. Capolavoro del simbolismo russo, è un'opera innovativa per stile e contenuti: il suo protagonista, incarnazione della quotidianità del male, è l'archetipo di un nuovo tipo umano: «con Sologub» dichiarò Evgenij Zamjatin «inizia un nuovo capitolo della prosa russa. Leggete Il demone meschino e vi renderete conto che Peredonov è destinato all'immortalità.»
Il demone meschino
| Titolo | Il demone meschino |
| Autore | Fëdor Sologub |
| Traduttore | M. Gallenzi |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | Oscar moderni |
| Editore | Mondadori |
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| Pagine | 492 |
| Pubblicazione | 2025 |
| ISBN | 9788804789956 |
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