Volume curato da Luca Della Bianca.
Giovanni Pascoli (1855-1912) apre il Novecento poetico italiano. L’affermazione sembra scontata, in quanto le sue Myricae sono state edite esattamente nell’anno 1900 e l’altra sua raccolta più nota, Canti di Castelvecchio, è apparsa nel 1903; acquista però tutt’altro significato se si considera la straordinaria carica di novità apportata da Pascoli alla poesia stessa.
A cento anni dalla morte di Giovanni Pascoli, il libro propone una selezione di poesie scelte e commentate appositamente per scoprire o riscoprire uno dei maggiori poeti italiani.
Biografia dell'autore
Giovanni Pascoli
Giovanni Pascoli nacque il 31 dicembre 1855 a San Mauro di Romagna, in una famiglia benestante, quarto dei dieci figli di Ruggero Pascoli, amministratore di una tenuta della famiglia dei principi Torlonia, e di Caterina Vincenzi Alloccatelli. Il 10 agosto 1867, quando Giovanni aveva undici anni, il padre Ruggero venne assassinato con una fucilata mentre sul proprio calesse tornava a casa da Cesena. Il trauma lasciò segni profondi nella vita del poeta. La famiglia cominciò dapprima a perdere gradualmente il proprio stato economico e successivamente a subire una serie impressionante di lutti, disgregandosi. Nel 1871 si trasferì a Rimini dove frequentò il liceo classico, poi andò a Bologna per intraprendere gli studi universitari. Mentre insegnava latino e greco nelle università dove accettava l’incarico, pubblicò anche i volumi di analisi dantesca Minerva oscura, Sotto il velame e La Mirabile Visione. Morì a Bologna il 6 aprile del 1912. Tra le sue opere Myricae (1900), Canti di Castelvecchio (1903), Poemi conviviali (1904), Primi poemetti (1904), Nuovi poemetti (1909), Miei scritti di varia umanità.


