Tra gioco e superstizione, ciarlataneria ed esoterismo, sopravvive ai giorni nostri la chiromanzia, praticata nei salotti buoni e agli angoli delle strade, da signore borghesi e da decifratori nomadi e venali. Ma nel Medioevo, quando i primi trattati latini cominciarono a circolare per l'Europa, la chiromanzia era scienza "naturale", più stretta parente della medicina e della fisiognomica che della divinazione e dell'augurio. Era, almeno all'inizio, disciplina razionale e filosofica, che si diffuse in Occidente sul sentiero stretto tra il lecito e l'illecito, tra la lettura di segni naturali e la previsione di eventi futuri. Stefano Rapisarda è ricercatore di Filologia medievale presso l'Università di Catania.
Manuali medievali di chiromanzia
| Titolo | Manuali medievali di chiromanzia |
| Sottotitolo | Testo latino a fronte |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Biblioteca medievale |
| Editore | Carocci |
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| Pagine | 315 |
| Pubblicazione | 2005 |
| ISBN | 9788843032617 |
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