Bollati Boringhieri: Temi
L'oblio dell'aria
di Irigaray Luce
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 168
Martin Heidegger ha lasciato la terra il 26 maggio 1976
Ordinabile
Il trionfo della moltitudine
Forme e conflitti della società che viene
di Bonomi Aldo
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 136
Crisi della politica, caduta delle forme di convivenza, declino delle appartenenze di classe e di popolo, fino all'apparire de
Ordinabile
Medici e stregoni
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 152
Uno psicologo e una filosofa riflettono sulla medicina occidentale, sulle sue pretese scientifiche e soprattutto sull'anonimat
Ordinabile
Note a margine
di Rossanda Rossana
editore: Bollati Boringhieri
Dalla fortunata serie di articoli su "Il manifesto" nel marzo 1994, una sorta di diario politico-culturale che registra fatti,
Ordinabile
Essere due
di Irigaray Luce
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 136
In questo volume Luce Irigaray dialoga con Sartre, Merleau-Ponty, Lévinas, e inoltre con Hegel e Heidegger, nell'intento di fa
Ordinabile
Democrazia o bonapartismo. Trionfo e decadenza del suffragio universale
di Domenico Losurdo
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 350
Tormentata è la storia del suffragio universale, ostacolato, ancora in pieno Novecento, dalla discriminazione di censo, di razza, di sesso, che si è rivelata particolarmente tenace proprio nei paesi di più consolidata tradizione liberale. Un nuovo modello di democrazia sembra voler divenire il regime politico del nostro tempo. Gli Stati Uniti costituiscono il privilegiato paese-laboratorio del "bonapartismo-soft" che ora si affaccia anche in Italia e di cui ci parla Losurdo.
Ordinabile
Tecnologie del sé
di Foucault Michel
editore: Bollati Boringhieri
Oltre alla ricostruzione delle tecniche della formazione del sè dalla Grecia antica all'età cristiana, si troverà qui il frutt
Ordinabile
Ordinabile
Ordinabile
Ordinabile
Disponibilità immediata
Centauri. Alle radici della violenza maschile
di Luigi Zoja
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 141
Branchi di maschi nella frenesia dello stupro collettivo: la predazione si ripete dai primordi della storia, attraversando immutata il processo di incivilimento, impennandosi nel cuore del Novecento e guadagnandosi ancora oggi grande spazio nelle cronache. Che si consumi come crimine di guerra, che collabori a finalità genocidarie, oppure si "normalizzi" in brutalità quotidiana in tempo di pace, vi agisce la stessa istintualità della barbarie più arcaica. È il cono d'ombra dell'identità maschile. Su di esso si concentra lo psicoanalista Luigi Zoja, internazionalmente noto per l'indagine sull'altra polarità maschile, quella del padre. La conciliazione di biologia e cultura, più fragile e instabile nell'uomo rispetto alla donna, è esposta da sempre a squilibri. I centauri del mito greco, esseri metà umani metà animali, ne rappresentano la forma estrema. La loro orda non conosce altro eros che l'ebbrezza orgiastica accompagnata dallo stupro, "incontrollabile come un pogrom". A differenza del violentatore singolo, il gruppo non ha coscienza di commettere un crimine. Del centaurismo come contagio psichico Zoja scandaglia i motivi e ripercorre le manifestazioni: dalla schiavitù sessuale delle donne native durante la colonizzazione dell'America Latina, all'epilogo senza onore della seconda guerra mondiale, agli stupri ritualizzati come "terapia" per le lesbiche (il jackrolling attuale in Sudafrica), fino alle condotte abusanti del 31 dicembre 2015 a Colonia.
Ordinabile


