fbevnts Tutti i libri editi da Salerno - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 8
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Salerno

L'Aquila e il giglio. 1266: la battaglia di Benevento

di Paolo Grillo

editore: Salerno

pagine: 132

La battaglia di Benevento del 1266 è comunemente presentata come una sorta di malvagio scherzo del destino ai danni di Manfredi, il figlio dell'imperatore Federico II, che venne sconfitto dalle forze di Carlo d'Angiò, al quale riuscì in tal modo di impadronirsi del Regno di Sicilia. A partire dalla narrazione "guelfa" degli eventi, che spiegava la clamorosa quanto imprevista vittoria di Carlo con la sacralità della sua missione, voluta dal papa e benedetta da Dio, ha replicato una versione "ghibellina", appoggiata dall'autorità dantesca, con l'immagine del Manfredi "biondo, bello e di gentile aspetto", che vedeva nella corruzione e nel tradimento dei nobili il motivo della sconfitta dello svevo. Si tratta però di un'immagine deformata che queste pagine vogliono correggere, restituendo tutta la complessità di una vicenda impossibile da ridurre alle letture nazionaliste/regionaliste o clericali/anticlericali del secolo passato.
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Boiardo

di Tiziano Zanato

editore: Salerno

pagine: 410

Tra i massimi poeti del Quattrocento, di certo il più amabile e godibile, Matteo Maria Boiardo (1441-1494) torna a essere al centro di una monografia, dopo quasi novant'anni dall'ultima pubblicata (opera di Giulio Reichenbach. ncI1929). Il volume di Tiziano Zanaro recupera in toto la figura del conte di Scandiano, indagando l'intero arco della sua produzione. a cominciare da quella del giovane poeta latino dei "Pastoralia", dei "Carmina in Herculem", con le loro preziosità metriche, e dei più tardi "Epigrammata". Segue l'impegnativo e discusso lavoro di volgarizzamento di testi greci (attraverso versioni latine) o latini, sia di carattere storico (Cornelio Nepote, Senofonte, Erodoto, fino al medievale Riccobaldo da Ferrara), sia letterario (Apuleio e Plauto). Spazio adeguato riceve la produzione bucolica in volgare di 10 Pastorale, tramite le quali Matteo Maria tornava, venti anni dopo, alle egloghe, né manca un'approfondita analisi del canzoniere Amorum libri tres scritto per Antonia Caprara. Fino all'Innamoramento di Orlando, il capolavoro che impegnò Boiardo per l'intera sua vita e al quale è dedicato un corposo capitolo. Alla fine emerge da queste pagine un profilo del poeta molto più complesso e sfaccettato, interessante e vivace, di quello, in buona parte sbiadito, che lo "legge" solo quale autore dell'Orlando innamorato, tutt'al più ricordato per qualche episodio del poema e, immancabilmente, per aver offerto l'occasione a Ludovico Ariosto di scrivere il Furioso.
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Gli occhi di Cesare. La biblioteca latina di Dante

di Luciano Canfora

editore: Salerno

pagine: 98

Qual era il Cesare che Dante conosceva? Cosa vi ha aggiunto di suo? Come si concilia un tale impianto ideale incentrato sull'idea di impero con l'enfasi ammirativa riservata da Dante al nemico giurato di Cesare, Catone Uticense? Entrare in tale labirinto intellettuale e poetico è l'obiettivo di questo breve libro, che approda, non immotivatamente, ad una riconsiderazione del rapporto complesso e ammirativo di Dante nei confronti del mondo cosiddetto classico e soprattutto della grande cultura pagana.
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Mazzarino

di Stefano Tabacchi

editore: Salerno

pagine: 361

Una biografia del cardinale Mazzarino.
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Carducci

di Francesco Benozzo

editore: Salerno

pagine: 298

La figura complessa e per molti versi affascinante di Giosuè Carducci (1835-1907) viene attentamente delineata in queste pagine a partire da un'analisi puntuale dei suoi scritti e della sua biografia, dagli anni giovanili passati in Lunigiana e Maremma fino all'approdo, ancora giovanissimo, a Bologna, dove insegnò Letteratura italiana e Filologia romanza all'Università. Poeta, professore, filologo, uomo pubblico dell'Italia risorgimentale, egli resta ancora oggi un personaggio più frainteso che letto. Nel libro viene approfondito in particolare il rapporto tra la sua indole rivoluzionaria, sdegnosa e solitaria, e la società di transizione tra Ottocento e Novecento, che egli visse e interpretò in tutte le sue laceranti contraddizioni, e di cui la vastissima produzione poetica e saggistica rappresenta una specie di mappa aperta e per certi versi ancora largamente incompresa. Lontano dagli stereotipi critici che hanno appiattito e museificato, a partire dalle antologie scolastiche, l'immagine di Carducci, l'autore restituisce qui il profilo di un poeta e prosatore sfaccettato e inquieto, non di rado notturno e umbratile, irriducibilmente anarchico e libertario, e sempre attuale in quanto fieramente inattuale: un poeta europeo in bilico tra slanci polemici e rèverie crepuscolare, a cui Nietzsche pensò di affidare la diffusione dei propri scritti polemici e anticlericali.
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L'Inferno di Dante nelle acqueforti di Domenico Ferrari

di Domenico Ferrari

editore: Salerno

pagine: 166

Una nuova interpretazione figurativa della Divina Commedia realizzata per il 750º anniversario della nascita di Dante, esposta al pubblico per la prima volta nella grande manifestazione in Senato del 4 maggio 2015. Esce ora il volume dedicato all'Inferno. Si tratta di 36 acqueforti di Domenico Ferrari che illustrano la prima Cantica. Di queste, 34 rappresentano le illustrazioni dei singoli canti, mentre le altre due sono i "ritratti" di Dante e di Lucifero. Con una presentazione di Enrico Malato e saggi introduttivi di Lucia Battaglia Ricci e Riccarda Turrina. Alle acqueforti fa da chiosa il commento alle illustrazioni dei canti di Ettore Lombardo, "Il racconto delle immagini".
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T. S. Eliot

di Crivelli Renzo S.

editore: Salerno

pagine: 311

A cinquant'anni dalla morte, T
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Santa, giusta, umanitaria. La guerra nella civiltà occidentale

di Aldo A. Cassi

editore: Salerno

pagine: 169

Plurimillenaria, spesso appassionata, talora sofferta ma sempre rigorosa, è la riflessione sulla guerra: poderosi (e ponderosi) sistemi speculativi sono stati innalzati per giustificare sotto il profilo giuridico e politico il ricorso alle armi. Ai nostri giorni i tentativi di afferrare concettualmente il fenomeno bellico e inserirlo in schemi politico-giuridici si sono moltiplicati e amplificati. Il terrorismo internazionale si diffonde come un virus geneticamente mutato: siamo di fronte all'epidemia di un male che non sembra riconducibile alla - pur tragicamente variegata - esperienza delle guerre. Ma la follia omicida prosegue la sua corsa e il suo corso lungo il medesimo solco antropologico scavato da interrogativi e questioni antiche. Dunque, per acquisirne consapevolezza sarà più che opportuno, necessario, rintracciare e ritracciare almeno alcuni dei principali tratti, snodi, tornanti di un itinerario che, nel bene e nel male (o tra Bene e Male), ha dato forma alla nostra civiltà.
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De Sanctis

di Paolo Orvieto

editore: Salerno

pagine: 263

Nel 2017 si celebra il bicentenario della nascita di un grande italiano, Francesco De Sanctis (1817-1883), al quale è stato attribuito il non piccolo merito di essere stato il vero fondatore della critica italiana, grazie alla sua produzione saggistica e alla fondamentale "Storia della letteratura italiana" (1870-71). E stato un autore che ha attraversato quasi l'intero Ottocento e che ha segnato in profondità la stagione di passaggio verso l'Unità, alla quale ha partecipato attivamente in prima persona. In queste pagine viene ripercorsa la parabola umana e culturale di De Sanctis, che nelle lezioni delle sue varie scuole e nei molteplici saggi registra fedelmente i moti e i terremoti della cultura, della letteratura e poi anche della politica italiana pre e post-unitaria. Tuttavia, per lui l'arte non è solo un epifenomeno culturale e non è neppure "un capriccio personale"; è piuttosto consustanziale alla stessa storia, politica e civile dell'Italia, per cui la storia letteraria degli Italiani scorre di pari passo con la vicenda etica della loro "coscienza". Ma forse l'aspetto più trascurato di De Sanctis è quello politico: più volte dopo l'Unità deputato e ministro della Pubblica istruzione con Cavour, Ricasoli e poi con Cairoli, fautore di un assai interessante e attuale centro-Sinistra, equidistante dalla reazionaria e clericale Destra e dal radicalismo repubblicano e rivoluzionario della Sinistra storica.
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La scuola impossibile

di Giulio Ferroni

editore: Salerno

pagine: 123

Di quale scuola abbiamo bisogno? Di una scuola che risponda alle richieste del presente o che invece prepari a resistere alle difficoltà del futuro? Giulio Ferroni affronta l'attuale riforma della scuola con sguardo critico, mette in discussione gli astratti modelli pedagogici e la pretesa di subordinare l'insegnamento alle sole esigenze dell'oggi; sottolinea la sempre più necessaria convergenza di saperi umanistici e scientifici, da contrapporre alla diffusa insistenza sulle "competenze", e ridimensiona il potere risolutivo attribuito all'informatica e all'inglese. Progetti e disegni di riforma della scuola non sembrano tener davvero conto delle ragioni della sua crisi e delle nuove sfide a cui è chiamata: formare nuove generazioni capaci di affrontare le difficoltà che si profilano all'orizzonte, ricostruire un senso autentico di cittadinanza, riconoscere i valori comuni del vivere civile, preservare la memoria storica e salvaguardare il patrimonio naturale e artistico, garantire nuove forme di integrazione dettate dall'immigrazione. Si delineano luci e ombre su La Buona Scuola del governo Renzi e si è spinti ad aspirare a modalità di insegnamento che, nel contesto attuale, possono sembrare impossibili.
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La marcia senza ritorno. Il genocidio armeno

di Giansoldati Franca

editore: Salerno

pagine: 127

La notte del 24 aprile 1915 ebbe inizio il 'Grande Male', il Metz Yeghem
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L'animale politico. Agostino, Aristotele e altri mostri medievali

di Gianluca Briguglia

editore: Salerno

pagine: 96

L'uomo è un animale politico "per natura" - spiegava Aristotele - perché capace di amicizia, bisognoso di mettere in comune conoscenze, capacità, tecniche, lavoro. Dopo il peccato di Adamo ed Eva - sosteneva Agostino l'uomo è esposto alla "jacquerie" permanente delle passioni e del disordine antisociale. E se la politica fosse proprio un rimedio alla natura ambigua dell'uomo? Un dibattito ampio, quello medievale, fatto anche di casi di studio curiosi, come quello del gigante Nembrot, o del popolo dei Pigmei, o dell'oratore sapiente che dà vita alla civiltà, o quello della città delle donne.
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