fbevnts Tutti i libri editi da Se - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 12
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Se

Dello spirito: Heidegger e la questione

di Jacques Derrida

editore: Se

pagine: 142

"Parlerò dello spettro, della fiamma e delle ceneri. E di ciò che evitare significa per Heidegger". Sono le prime parole del libro: ora, lo "spettro" (che in francese suona "revenant", ovvero "spirito", anima di un morto che si suppone ritorni dall'altro mondo) è proprio lo spirito, e Derrida mostra come questa parola, evitata in "Essere e tempo", ritorni nel pensiero del filosofo tedesco a un preciso punto del suo cammino, nel 1933, anno della celebre prolusione accademica intitolata L'autoaffermazione dell'università tedesca. Che cosa vuol dire la parola "spirito" nell'opera di Heidegger? E che cosa significano le sue dichiarazioni sulla "crisi dello spirito" e sulla "libertà dello spirito"? Per rispondere, Derrida ripercorre il sentiero seguito dal filosofo tedesco a partire da "Essere e tempo" e fino al testo dedicato alla poesia di Trakl, con una analisi ricca di riferimenti alle letture di Hòlderlin, Schelling e Nietzsche. "Dello spirito" è il resoconto del tormentato dialogo di Derrida con Heidegger; dialogo impietoso e a tratti aporetico, ma decisivo.
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19,00

Lo strutturalismo

di Gilles Deleuze

editore: Se

pagine: 86

"C'è anche un eroe strutturalista: né Dio né uomo, né personale né universale, egli è senza identità, fatto di individuazioni
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12,00

La tomba di Antigone

di Zambrano Maria

editore: Se

pagine: 109

La cifra essenziale dell'opera di Maria Zambrano, una delle figure più originali del pensiero del Novecento, è la riconciliazi
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13,00

Il concetto d'amore in Agostino

di Arendt Hannah

editore: Se

pagine: 165

Il libro, pubblicato nel 1929, è lo scritto di Hannah Arendt in cui maggiormente emerge l'inquietudine del rapporto con Heideg
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19,00

Diario di Hiroshima

di Michihiko Hachiya

editore: Se

pagine: 288

A Hiroshima i volti che si disfanno, la sete dei ciechi
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25,00

Le fantasticherie del passeggiatore solitario

di Jean-Jacques Rousseau

editore: Se

pagine: 150

Il testo utilizzato per questa traduzione è quello delle "Oeuvres complètes" di Rousseau nella collana della Bibliothèque de la Pléiade Gallimard (volume primo, a cura di Bernard Gagnebin, Marcel Raymond e Robert Osmont). L'unico manoscritto delle "Rêveries", ritrovato tra le carte di Rousseau dopo la sua morte nel 1778, è conservato nella biblioteca di Neuchâtel ed è formato da due quaderni. In uno si trova la copia autografa delle prime sette "Passeggiate": il testo ha delle cancellature e correzioni, ma appare ben curato. In un altro quaderno si trovano invece le stesure ancora da ricopiare delle ultime tre "Passeggiate". La decima è incompiuta. Le prime edizioni, postume, sono avvenute nel 1782. La presente versione delle "Fantasticherie del passeggiatore solitario" di Andrea Canobbio apparve per la prima volta nel 1993 presso Giulio Einaudi editore. Con un testo di Tzvetan Todorov.
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19,00

Sulla superstizione e il miracolo

di Pavel A. Florenskij

editore: Se

pagine: 95

"Le dispute intorno alle superstizioni e ai miracoli sembrano non aver mai raggiunto una soluzione definitiva, accompagnandoci
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12,00

Il doppio

editore: Se

pagine: 118

Il tema del doppio, che Rank trasforma nel punto di partenza per l'indagine psicoanalitica, è un chiaro paradosso
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18,00

Corrispondenza­Progetto di una formazione di infermiere di prima linea

editore: Se

pagine: 76

L'amicizia in cui Joe Bousquet e Simone Weil si riconobbero appartiene alla rara qualità sensibile di diverse esperienze sapie
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12,00

Il sacro

di Rudolf Otto

editore: Se

pagine: 196

"Questo libro di Rudolf Otto" scrive lo storico del cristianesimo Ernesto Buonaiuti (1881-1946), a cui si deve questa traduzione "è di una potente ricchezza di contenuto. Esso racchiude le prime linee di una filosofia della religione destinata - noi lo crediamo fermamente - a una singolare larghezza di ripercussioni e di applicazioni". Apparso per la prima volta in Germania nel 1917, indaga "ciò che costituisce l'intima essenza di ogni religione", di ogni fenomeno religioso, ossia la categoria del sacro, il cui dato fondamentale e originale è il "numinoso", il razionalmente indeducibile, il concettualmente inesplicabile. In esso il divino si manifesta come "mysterium tremendum" e "fascinans", come il nascosto, il non rivelato, l'"assolutamente altro", che terrorizza e al tempo stesso affascina, che sconvolge e sbigottisce con la sua "tremenda majestas", dinanzi a cui ogni creatura è schiacciata nella propria nullità, nel suo essere "fango e cenere e nient'altro". Il sacro è dunque essenzialmente, originariamente, "tremendum" e "fascinans" e solo più tardi la religione - al suo livello più alto nel cristianesimo - si autofonda come autonoma esperienza, si razionalizza, dando corpo da una parte alle idee di giustizia, di legge morale, di peccato e di redenzione, e dall'altra all'immagine della divinità come provvidenza, come misericordia, come amore.
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Le Baccanti

di Euripide

editore: Se

pagine: 113

"I resoconti dei miti dionisiaci, qualunque siano le fonti, i caratteri e le date, s'assomigliano in maniera sorprendente. E in ogni occasione viene descritto lo stesso evento. Cambiano soltanto i nomi degli antagonisti e dei luoghi. Zeus, o Persefone per suo ordine, fa allevare il neonato Dioniso da Atamante, re di Orcomeno, e da sua moglie Ino, sorella di Semele, Autonoe e Agave. Era punisce la coppia regale facendola impazzire; essi uccidono così il figlio scambiandolo per un cervo. Quando Dioniso arriva in Tracia, dopo un lungo viaggio iniziato sul mitico monte Nisa (" albero ") e con tappe successive a Creta, in Egitto e in India, re Licurgo gli si oppone. E Dioniso gli fa perdere la ragione: secondo una versione, Licurgo scambia il proprio figlio per un arbusto e lo abbatte con una scure. Per questo delitto, viene poi portato sulle montagne e squartato da cavalli selvatici. Dopo di che, a Orcomeno, quando vi torna Dioniso, le tre figlie del re si rifiutano di partecipare ai misteri. Le ha invitate personalmente Dioniso, travestito da ragazza. Adirato, egli si trasforma allora in leone, in toro, in pantera. Le sorelle impazziscono: la maggiore fa a pezzi il proprio figlio, e tutte tre insieme se lo mangiano. Verso la fine del viaggio, ad Argo, quando il re non vuol credere alle sue origini divine, Dioniso fa impazzire tutte le donne della città, che fanno a pezzi i propri figli e se li mangiano crudi." Con uno scritto di Jan Kott.
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