fbevnts Tutti i libri editi da Se - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 12
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Se

Il concetto d'amore in Agostino

di Arendt Hannah

editore: Se

pagine: 165

Il libro, pubblicato nel 1929, è lo scritto di Hannah Arendt in cui maggiormente emerge l'inquietudine del rapporto con Heideg
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19,00

Diario di Hiroshima

di Michihiko Hachiya

editore: Se

pagine: 288

A Hiroshima i volti che si disfanno, la sete dei ciechi
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25,00

Le fantasticherie del passeggiatore solitario

di Jean-Jacques Rousseau

editore: Se

pagine: 150

Il testo utilizzato per questa traduzione è quello delle "Oeuvres complètes" di Rousseau nella collana della Bibliothèque de la Pléiade Gallimard (volume primo, a cura di Bernard Gagnebin, Marcel Raymond e Robert Osmont). L'unico manoscritto delle "Rêveries", ritrovato tra le carte di Rousseau dopo la sua morte nel 1778, è conservato nella biblioteca di Neuchâtel ed è formato da due quaderni. In uno si trova la copia autografa delle prime sette "Passeggiate": il testo ha delle cancellature e correzioni, ma appare ben curato. In un altro quaderno si trovano invece le stesure ancora da ricopiare delle ultime tre "Passeggiate". La decima è incompiuta. Le prime edizioni, postume, sono avvenute nel 1782. La presente versione delle "Fantasticherie del passeggiatore solitario" di Andrea Canobbio apparve per la prima volta nel 1993 presso Giulio Einaudi editore. Con un testo di Tzvetan Todorov.
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19,00

Sulla superstizione e il miracolo

di Pavel A. Florenskij

editore: Se

pagine: 95

"Le dispute intorno alle superstizioni e ai miracoli sembrano non aver mai raggiunto una soluzione definitiva, accompagnandoci
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12,00

Il doppio

editore: Se

pagine: 118

Il tema del doppio, che Rank trasforma nel punto di partenza per l'indagine psicoanalitica, è un chiaro paradosso
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18,00

Corrispondenza­Progetto di una formazione di infermiere di prima linea

editore: Se

pagine: 76

L'amicizia in cui Joe Bousquet e Simone Weil si riconobbero appartiene alla rara qualità sensibile di diverse esperienze sapie
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12,00

Il sacro

di Rudolf Otto

editore: Se

pagine: 196

"Questo libro di Rudolf Otto" scrive lo storico del cristianesimo Ernesto Buonaiuti (1881-1946), a cui si deve questa traduzione "è di una potente ricchezza di contenuto. Esso racchiude le prime linee di una filosofia della religione destinata - noi lo crediamo fermamente - a una singolare larghezza di ripercussioni e di applicazioni". Apparso per la prima volta in Germania nel 1917, indaga "ciò che costituisce l'intima essenza di ogni religione", di ogni fenomeno religioso, ossia la categoria del sacro, il cui dato fondamentale e originale è il "numinoso", il razionalmente indeducibile, il concettualmente inesplicabile. In esso il divino si manifesta come "mysterium tremendum" e "fascinans", come il nascosto, il non rivelato, l'"assolutamente altro", che terrorizza e al tempo stesso affascina, che sconvolge e sbigottisce con la sua "tremenda majestas", dinanzi a cui ogni creatura è schiacciata nella propria nullità, nel suo essere "fango e cenere e nient'altro". Il sacro è dunque essenzialmente, originariamente, "tremendum" e "fascinans" e solo più tardi la religione - al suo livello più alto nel cristianesimo - si autofonda come autonoma esperienza, si razionalizza, dando corpo da una parte alle idee di giustizia, di legge morale, di peccato e di redenzione, e dall'altra all'immagine della divinità come provvidenza, come misericordia, come amore.
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22,00

Le Baccanti

di Euripide

editore: Se

pagine: 113

"I resoconti dei miti dionisiaci, qualunque siano le fonti, i caratteri e le date, s'assomigliano in maniera sorprendente. E in ogni occasione viene descritto lo stesso evento. Cambiano soltanto i nomi degli antagonisti e dei luoghi. Zeus, o Persefone per suo ordine, fa allevare il neonato Dioniso da Atamante, re di Orcomeno, e da sua moglie Ino, sorella di Semele, Autonoe e Agave. Era punisce la coppia regale facendola impazzire; essi uccidono così il figlio scambiandolo per un cervo. Quando Dioniso arriva in Tracia, dopo un lungo viaggio iniziato sul mitico monte Nisa (" albero ") e con tappe successive a Creta, in Egitto e in India, re Licurgo gli si oppone. E Dioniso gli fa perdere la ragione: secondo una versione, Licurgo scambia il proprio figlio per un arbusto e lo abbatte con una scure. Per questo delitto, viene poi portato sulle montagne e squartato da cavalli selvatici. Dopo di che, a Orcomeno, quando vi torna Dioniso, le tre figlie del re si rifiutano di partecipare ai misteri. Le ha invitate personalmente Dioniso, travestito da ragazza. Adirato, egli si trasforma allora in leone, in toro, in pantera. Le sorelle impazziscono: la maggiore fa a pezzi il proprio figlio, e tutte tre insieme se lo mangiano. Verso la fine del viaggio, ad Argo, quando il re non vuol credere alle sue origini divine, Dioniso fa impazzire tutte le donne della città, che fanno a pezzi i propri figli e se li mangiano crudi." Con uno scritto di Jan Kott.
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18,00

La vera storia di Ah Q e altri racconti

di Hsun Lu

editore: Se

pagine: 207

Raccolta di racconti dello scrittore Lu Hsun.
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21,00

Carteggio

editore: Se

pagine: 327

Il dialogo epistolare tra Thomas Mann e colui che, tra gli scrittori della sua generazione, egli considerò "il più vicino e il più caro", e la cui crescita accompagnò "con una simpatia nutrita dalle diversità come dalle somiglianze", trae il proprio fascino dalla loro genialità, nonché dalla coerenza e dall'indipendenza con cui conferirono una molteplice e compiuta espressione a due tipi umani così diversi per origine, temperamento e stile di vita. In Germania, dopo la morte di Thomas Mann gli studi critici ne hanno permesso il pieno e obiettivo riconoscimento dell'opera e della figura, mentre il dibattito sul suo "fratello spirituale" ha assunto toni prevalentemente emotivi. Eppure, paradossalmente, lo stesso Thomas Mann aveva riconosciuto in Hesse la più pura incarnazione della tradizione e della lingua tedesca, e l'aveva fatto con intento provocatorio, proprio quando il "germanesimo" programmatico era in procinto di compromettere politicamente quella tradizione per interi decenni. "Possiamo nuovamente [...] dire sì alla natura tedesca e con profondo, complesso, perduto e rinnegato orgoglio, sentirci tedeschi" scriveva Thomas Mann riguardo a Hesse nel 1937. "Poiché nulla è più tedesco di questo poeta e dell'opera che è frutto della sua vita - nulla è più tedesco in quel senso antico, lieto, libero e spirituale a cui il nome tedesco deve la propria fama migliore e la simpatia dell'umanità". La simpatia dell'umanità senza dubbio, ma ancora per lungo tempo non quella della Germania ufficiale.
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29,00

Una storia straordinaria. Saggio su un sogno di Baudelaire

di Michel Butor

editore: Se

pagine: 158

Tutto nasce dal resoconto di uno straordinario sogno erotico che Baudelaire descrive in una lettera all'amico Charles Asselineau il 13 marzo 1856. E partendo dall'analisi straordinaria di questo sogno straordinario - tutto è straordinario in questo libro -, Michel Butor traccia una straordinaria, drammatica biografia del grande poeta, nella quale i fatti, evocati di scorcio sotto una cruda ma sempre rispettosa luce interna, incalzano con una tensione, una funzionalità stringenti e rivelatrici. "Ma soprattutto" come scrive Giacomo Debenedetti "ricostruisce, attraverso certi parallelismi costanti e ripetizioni del comportamento (nell'amore, nella politica, nella poetica), il modello umano, tutt'insieme unico ed esemplare, da cui è uscita l'opera di Baudelaire". In tal modo l'opera, la biografia, le testimonianze, tutto ciò a cui Butor ricorre nella sua indagine appassionata, "si mettono a lavorare come un enorme, a volte straripante e quasi indomabile contesto di quel sogno". Tutto da esso parte e ad esso ritorna. Con una nota di Giacomo Debenedetti.
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19,00

Elogio della filosofia

di Maurice Merleau-Ponty

editore: Se

pagine: 82

"Nell'Elogio della filosofia Merleau-Ponty avvia una riflessione su quale sia l'essenza e la funzione del pensiero filosofico sia nell'ambito del sapere e della cultura, sia più in generale nella vita. Il sapere filosofico ha la sua origine nella condizione costitutivamente umana del non-sapere, sul modello di quella esperienza socratica che da sempre alimenta e giustifica la tradizione della filosofia e la sua storia. Il rapporto dell'uomo con la verità, il suo modo di avere il mondo, l'espressione profonda della sua libertà vivono e sussistono solo nello scarto e sul fondamento della finitezza di ogni esperienza, nel suo carattere mai risolutivo e mai deciso. Il modo temporale dell'esistenza umana, cioè il suo tratto essenziale e peculiare, è affidato a una presenza mobile che apre continuamente la duplice prospettiva del futuro e del passato, come orizzonti liberi e disponibili a un processo di infinita interpretazione e invenzione. Nel suo 'senso' la filosofia non è mai una dottrina, ma uno stile interpretativo in atto, un atteggiamento descrittivo rivolto al mondo e a noi stessi, e da questo punto di vista la filosofia è da sempre fenomenologica." (Dallo scritto di Carlo Sini)
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12,00

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