Vita e pensiero
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La maniera mutata. Il «Dolce stil novo» tra scrittura e «Ars poetica»
di Carlo Paolazzi
editore: Vita e pensiero
pagine: 360
Il dibattito sul cosiddetto "dolce stil novo" è bloccato da tempo su due posizioni decisamente contrapposte: parte della critica assume quell'espressione come sigla storiografica, capace di definire in sintesi la poetica dei rimatori toscani che guardano al bolognese Guido Guinizzelli e si stringono attorno a Guido Cavalcanti e a Dante, mentre un'altra, crescente costellazione di studiosi tende a dissolvere 'scuola' e poetica del "dolce stil novo", restringendola al solo Dante e a momenti d'intesa con gli amici Cavalcanti e Cino da Pistoia. Attraverso un'indagine sistematica sui testi questo saggio è approdato alle seguenti conclusioni: fondatezza e legittimità del titolo di "padre" degli stilnovisti attribuito al Guinizzelli; radicamento profondo della teoria e della prassi del "dolce stil novo" nella teologia creaturale e nella dottrina biblica dell'ispirazione; utilizzo coerente e motivato dell'Ars poetica oraziana, con particolare riguardo al rapporto "moti dell'animo"- parola e parola-pubblico. Contro i tentativi di liquidazione, si conclude dunque per una sostanziale tenuta della sistemazione storiografica proposta da Dante per la poesia volgare del Duecento, dentro la quale il "dolce stil novo" si accampa come tentativo felice di accordare sentimenti e parola, tradizione e novità, messaggio biblico e definizione oraziana della poesia.
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Esaurito
Platone e Aristotele nella dottrina del Nous di Plotino
di Thomas A. Szlezák
editore: Vita e pensiero
pagine: 336
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Il cerchio incantato del linguaggio
Moderno e antimoderno nel simbolismo di Vjaceslav Ivanov
di Maria Candida Ghidini
editore: Vita e pensiero
pagine: 292
Vjaceslav Ivanov, poeta simbolista, è senza dubbio figura di rilievo nel primo Novecento russo, di cui esprime le problematiche e alcuni orientamenti critici. La sua opera si presenta come un fenomeno complesso, in cui non soltanto è formulata una precisa visione del mondo, ma emerge la domanda sul senso della scelta di scrivere. In tale prospettiva, la creazione letteraria ivanoviana rivela una dimestichezza inconsueta con la filosofia. Questo saggio, partendo dall’indagine sulla concezione di parola e linguaggio del poeta, intende mettere in luce le radici filosofiche del suo pensiero in rapporto sia con la tradizione sia con la riflessione contemporanea. Si evidenzia così la tormentata relazione tra tradizione e modernità, entro cui matura la concezione ivanoviana. Più che sulla linea di un immanentismo formalistico-strutturale, proprio di un certo simbolismo, essa si muove verso un romanticismo platonizzante, in cui la parola conserva la nostalgia per «la pienezza celeste perduta», per la propria densità ontologica. Ma il radicamento nell’alveo della tradizione, proprio di Ivanov e di altri autori del pensiero religioso d’inizio secolo quali Pavel Florenskij e Vladimir Ern,
pur sconfinando in un appassionato rifiuto delle istanze culturali della modernità, paradossalmente appare anch’esso figlio
della modernità, che tra Ottocento e Novecento, in tutta Europa,
a Occidente come a Oriente, appare impegnata nella critica
di se stessa. Lo studio della cosiddetta specificità russa diventa così una ricerca sulle innegabili radici comuni che improntano
la cultura europea.
Esaurito
Amnistia perdono e vendetta nel mondo antico
di Marta Sordi
editore: Vita e pensiero
pagine: 312
Il tema dell'amnistia, nel suo più famoso precedente greco, con il rientro dei democratici in Atene nel 403 a
Esaurito
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Esaurito
Differenza e contraddizione. Il problema dell'essere in Tommaso d'Aquino: esse, diversum, contradictio
di Giovanni Ventimiglia
editore: Vita e pensiero
pagine: 444
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