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La vita felice: Saturnalia

collana, con testo originale a fronte, di classici greci e latini.


Medea. Testo latino a fronte

di Draconzio Blosso Emilio

editore: La vita felice

pagine: 176

Medea è una delle figure mitologiche femminili più note
11,50

Frammenti etnografici. Testo greco e latino a fronte

di Posidonio

editore: La vita felice

pagine: 190

L'etnografia antica ha il suo vertice nel filosofo stoico Posidonio di Apamea (135-50 a.C. circa), una mente universale alla Leonardo, che nelle Storie purtroppo giunte fino a noi solo in frammenti - elimina con l'autopsia secolari pregiudizi nei confronti dei barbari e con un'accurata critica delle fonti errori e leggende, spiegando con una salda teoria filosofica l'uguaglianza di fondo e al contempo le diversità tra i popoli. Al centro delle sue ricerche, che riguardano comunque tutte le genti gravitanti attorno al mondo greco-romano, ci sono i Celti, coraggiosi, forti e sani, contrapposti ai popoli orientali, in piena decadenza tra lussuria e superstizione. Ma Posidonio si rivela anche grande scrittore, capace di descrizioni precise e divertenti in uno stile limpido e vivace. Non è certo un caso che Cesare, Diodoro, Strabone e Plutarco gli siano profondamente debitori.
12,50

La tranquillità dell'animo. Testo latino a fronte

di L. Anneo Seneca

editore: La vita felice

pagine: 228

"Habes, Serene carissime, quaepossint tranquillitatem tueri, quae restituere, quae subrepentibus uitiis resistant" così Seneca
12,50

Le baccanti. Testo greco a fronte

di Euripide

editore: La vita felice

pagine: 284

Composta da Euripide sul finire della vita, mentre era ospite del re Archelao di Macedonia (408-406 a
13,50

Minosse o della legge. Testo greco a fronte

di Platone

editore: La vita felice

pagine: 134

È stato autorevolmente affermato che la leggenda relativa a Minosse sia al centro del dialogo platonico che, non a caso, ne porta il nome. Notissimo personaggio legato alla mitologia cretese, la figura di Minosse e la sua identità non sfuggono alle contraddizioni di cui abbonda il mito greco: sovrano saggio e sommamente giusto o tiranno crudele ed efferato. E, nel dialogo a lui intitolato, Platone ci indica una via che consente a noi di comporre questa contraddizione. Ma il vero tema del dialogo - di cui fa fede il sottotitolo - è quello della legge, della sua essenza, della sua funzione, nonché dei rapporti tra legge, giustizia e politica. E dato intuire come si tratti di temi di strettissima attualità che ci dimostrano - ce ne fosse bisogno - come attingere alla fonte del pensiero greco significhi, per noi occidentali, recuperare, almeno in parte, la consapevolezza della nostra identità.
10,50

Frammenti e testimonianze latine. Testo latino a fronte

di Gaio Cilnio Mecenate

editore: La vita felice

pagine: 292

Mecenate è solitamente ricordato come l'uomo che fece da anello di congiungimento tra due gloriose espressioni del mondo romano: la grandezza imperiale del neonato potere augusteo e la gloria letteraria degli autori destinati a costituire il canone classico della poesia latina (Virgilio, Orazio e Properzio). Questo ruolo di primo piano riconosciuto a Mecenate dall'età moderna è curiosamente difficile da ritrovare nelle testimonianze antiche a lui coeve o poco seguenti la sua morte. Gli autori latini sono infatti inclini a considerare Mecenate quasi come una comparsa, dedicandogli menzioni più o meno fugaci all'interno delle loro opere dalle quali si ricava un ritratto poco definito e per molti versi inaspettato. Dopo l'omaggio molto stilizzato - tributatogli dai suoi poeti, Mecenate quale protettore delle lettere fatica a emergere nella letteratura latina, la quale, dopo aver lasciato in semioscurità il peso politico del ministro di Augusto, preferisce ricordarlo o come esempio di mal costume molto poco romano o, soprattutto, quale cattivo scrittore d'avanguardia, tramandandoci un non disprezzabile numero di frammenti. A più di cento anni dalla prima edizione scientifica di questi frammenti e a cinquanta dalla prima monografia che riuscì a ricostruire una figura ben delineata del personaggio sul poco materiale a disposizione, la presente edizione vuole rimettere a disposizione questo materiale...
13,50

Sulla loquacità

di Plutarco

editore: La vita felice

pagine: 152

La parola a sproposito, la parola “abusata”, la parola senza misura: questo è il nodo concettuale al centro dell’opera di Plutarco intitolata Sulla loquacità (in greco Peri adoleschias, in latino De garrulitate).
9,50

I Persiani

di Timoteo

editore: La vita felice

pagine: 144

Della vasta produzione di Timoteo, che toccava i principali generi lirici, erano celebri soprattutto i ditirambi e i nòmoi citarodici, pezzi solistici eseguiti con l’accompagnamento della cetra...
9,50

Massime

di Democrito

editore: La vita felice

pagine: 280

Il volume proposto rappresenta la prima edizione commentata delle cosiddette Massime di Democrate (= 68 B 35-115 Diels-Kranz), celebre collezione di sentenze morali oggi attribuite concordemente a Democrito.
14,00

La ricetta di immortalità. Testo greco a fronte

di Anonimo

editore: La vita felice

pagine: 252

"La ricetta di immortalità" è conservata in un papiro greco del III-IV secolo d.C. proveniente da Tebe d'Egitto. Questo testo, affascinante e articolato, descrive il viaggio di un candidato all'immortalità attraverso la struttura del cosmo. La contemplazione del mondo divino culmina nella rivelazione di un supremo dio oracolare ed è seguita da una serie di istruzioni rituali volte ad assicurare il buon esito della pratica. "La ricetta di immortalità" si inserisce nello sviluppo della filosofia ellenistica greco-romana ed è qui per la prima volta restituita al contesto socio-culturale che l'ha prodotta: l'Egitto e la tradizione pitagorica. È probabile che questo documento sia stato elaborato tra il II sec. a.C. e il I d.C, alcuni secoli prima della sua redazione definitiva, e che abbia successivamente attraversato molte scuole di pensiero, contribuendo tra l'altro al mutamento del pitagorismo in neoplatonismo.
13,50

Dialogo su Lisia. Testo greco a fronte

di Dionigi di Alicarnasso

editore: La vita felice

pagine: 189

Dionigi è stato autore di diversi trattati di retorica, con i quali dimostra di aver studiato approfonditamente i migliori modelli attici: tra questi Sugli oratori antichi, un trattato sui dieci oratori secondo il canone di Cecilio di Calatte. Ci è giunto per intero il primo libro, contenente le parti che riguardano Lisia, Isocrate e Iseo. Del secondo libro ci è giunta una breve parte che riguarda Demostene: Sullo stile di Demostene. La nostra casa editrice pubblica il breve trattato su Lisia, famoso oratore del IV secolo, riguardante il modo di unire le parole e di formare discorsi efficaci affinché l'oratore riesca a esercitare la massima influenza sul pubblico ascoltatore. (Introduzione di Paolo Scaglietti)
11,50

Ciris

di Pseudo Virgilio

editore: La vita felice

pagine: 240

La Ciris è uno dei poemetti contenuti nella cosiddetta Appendix Vergiliana, una silloge di componimenti che ha destato un secolare interesse negli studiosi in ragione della presunta paternità virgiliana.
13,00

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