Come Locke e Leibniz, anche Hobbes aveva compreso che segni e parole sono essenziali alla conoscenza, ma più di loro ne vide le implicazioni politiche. Semiotica e filosofia del linguaggio non sono chiavi di lettura tra le altre per capire il filosofo inglese, ma una via di accesso privilegiata al suo pensiero. Fu egli stesso infatti a porre l'analisi dei segni e un'articolata idea del linguaggio alla base dell'ambizioso tentativo di spiegare, promuovere e legittimare l'immaturo e ancora fragile Stato moderno simboleggiato dal Leviatano. La celebre immagine dell'homo homini lupus, più che la condizione ferina del tutti contro tutti, è il caos che discende dall'uso ingannevole del linguaggio e dall'incertezza dei significati. Ritroveremo così in queste pagine Hobbes nei panni del severo fustigatore dell'uso retorico del linguaggio, ma anche del filosofo abile nell'impiego persuasivo dei mezzi espressivi e delle tecniche dell'argomentazione, non a caso ancora oggi evocato soprattutto attraverso le sue icastiche metafore.
La parola e il leviatano. Segni, linguaggio e retorica nel pensiero politico di Hobbes
| Titolo | La parola e il leviatano. Segni, linguaggio e retorica nel pensiero politico di Hobbes |
| Autore | Giuseppe Morello |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Collana | Filosofie |
| Editore | Mimesis |
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| Pagine | 189 |
| Pubblicazione | 2017 |
| ISBN | 9788857536378 |
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