Ai lunghi poemi epici infarciti di mitologia e di retorica classicheggiante, tipici della letteratura del tempo, Marziale 140 ca - 104 ca) contrappone una poesia più modesta ma più vitale, capace di aderire alla realtà quotidiana di cui è osservatore spregiudicato e implacabile. I suoi versi offrono una variopinta galleria dei tipi umani in cui si imbatte nelle strade di Roma, nelle terme come nei lupanari, nei mercati popolari come nei fori o nel circo: liberti arricchiti che sfoggiano un lusso da nababbi orientati per far dimenticare le loro umili origini; meretrici avide di doni e di denaro; osti disonesti che vendono vino annacquato; padroni tirchi e crudeli verso i servi; debitori insolventi e ipocriti di ogni risma. Marziale li descrive con spirito beffardo ma non condanna i vizi degli uomini, dei quali sente di essere in certa misura partecipe, perché hominem pagina nostra sapit: «la mia pagina ha il sapore dell'uomo». Il contenuto realistico, lo stile rapido e incisivo, il frizzo salace o la stoccata imprevista che connotano i suoi brevi componimenti conferiscono all'epigramma quel carattere spiccatamente arguto e satirico che resterà definitivo e farà di Marziale il maestro indiscusso del genere.
Epigrammi. Testo latino a fronte
| Titolo | Epigrammi. Testo latino a fronte |
| Autore | Marco Valerio Marziale |
| Curatore | A. Carbonetto |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | I grandi libri |
| Editore | Garzanti |
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| Pagine | 436 |
| Pubblicazione | 2019 |
| ISBN | 9788811608295 |
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