fbevnts Tutti i libri editi da Vita e pensiero - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 41
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Vita e pensiero

Manuale di bioetica. Vol. 2: Aspetti medico-sociali.

Aspetti medico-sociali

di Sgreccia Elio

editore: Vita e pensiero

pagine: 712

«Una buona politica esige una buona medicina e una buona medicina richiede una valida etica»
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50,00 €

Il dono di povere parole

Orientamenti di vita spirituale (voll. I-IV). A cura di Grazio Giamba

di Ezio Franceschini

editore: Vita e pensiero

pagine: 1602

Il mio pensiero si è disgustato delle parole tecniche e rare, delle espressioni sfolgoranti o sottili; oggi mi piacciono solo le parole semplici, antiche, che sono di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Comprendo che con queste parole universali e semplici si può dir tutto. (da La sete e la sorgente di A. Gratry)
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60,00 €

L'uomo, l'agricolutra e l'ecosistema

di Giuseppe Bertoni

editore: Vita e pensiero

pagine: 240

Il volume intende ricordare il ruolo che l’agricoltura riveste nel garantire cibo per tutti, ma al tempo stesso rimarcare i rischi che il suo cattivo esercizio comporta per l’ecosistema. Arbitro di queste esigenze, entrambe essenziali, è l’uomo che, se veramente saggio, deve anzitutto aver presente l’evolvere della popolazione mondiale, non solo quanto a numeri, ma come modi di vivere, e conoscere i fattori che incidono sulla sicurezza alimentare, cioè sulla disponibilità in quantità e qualità di cibo in rapporto alle esigenze delle popolazioni. A ciò si deve aggiungere un forte grado di consapevolezza dei rapporti fra agricoltura (coltivazione e allevamento) e potenziali variazioni climatiche, ma anche, viceversa, delle ricadute di queste ultime sull’agricoltura. Di non minore importanza è la constatazione che per combattere fame e malnutrizione occorre certamente ridurre la povertà, ma al tempo stesso perseguire l’innovazione tecnologica e l’adeguamento dei sistemi di produzione vegetale e animale. Infine, non bisogna dimenticare che la sostenibilità ambientale dei sistemi agricoli deve comunque fare i conti con l’esigenza fondamentale della sicurezza igienico-sanitaria per i consumatori, che secondo alcune linee di pensiero sarebbe di esclusivo appannaggio del sistema biologico, mentre per altri maggiori garanzie di successo verrebbero offerte da una corretta agricoltura convenzionale, specie se supportata da moderni strumenti (agricoltura di precisione).
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19,00 €

The Great and Perfect Building

editore: Vita e pensiero

pagine: 192

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60,00 €

Global governance in a plural world

 

editore: Vita e pensiero

pagine: 480

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30,00 €

La bellezza

Ragione ed esperienza estetica

di Roger Scruton

editore: Vita e pensiero

pagine: 184

La bellezza può consolare o turbare; può essere sacra o profana; può essere divertente, stimolante, ispiratrice, raggelante
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16,00 €

Paradoxa

Etica della condizione umana

di Adriano Pessina

editore: Vita e pensiero

pagine: 296

Ogni definizione che possiamo dare dell’uomo è, in fondo, anche una definizione che diamo di noi stessi. Ma possiamo immedesimarci nell’immagine di un uomo che non nasce, non cresce, non si ammala, non soffre, non perde mai l’esercizio delle sue facoltà e non si trova mai ad accudire altre persone che, come lui, attraversano queste esperienze? La cultura moderna ci ha consegnato il mito antropologico della soggettività autonoma, libera e responsabile e ha relegato nelle pieghe residuali del pensiero i problemi che vengono sollevati dall’esperienza umana che si svolge nel tempo, creando un vocabolario adatto per rendere marginale ogni altro modo d’essere dell’umano: è il linguaggio che ha coniato espressioni come quelle di handicappato, invalido, disabile, per poi culminare nella formula ipocrita, ma politicamente corretta, del diversamente abile. Questo libro intende, invece, fare i conti con la condizione umana assumendo un’altra prospettiva. Malattia, dolore, sofferenza, poste in relazione con l’ambiente (fisico, culturale, politico, sociale) condizionano la possibilità di realizzazione di ognuno di noi e finiscono con l’impattare sul senso stesso della partecipazione, della cittadinanza e della nostra auto-rappresentazione: questa relazione è ciò che oggi l’OMS e la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute intendono con il termine disabilità. Sulla scorta di tale definizione, il volume ripercorre alcuni temi classici dell’antropologia filosofica proponendosi di fornire una più adeguata comprensione dell’esperienza umana.
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18,00 €

Carlo Borromeo

Cultura, santità, governo

di Danilo Zardin

editore: Vita e pensiero

pagine: 320

Il rilievo della figura di Carlo Borromeo, unito all'oggettiva imponenza della traccia da lui lasciata nella storia del cattol
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25,00 €

I Medioplatonici

Uno studio sul Platonismo (80 a.C - 220 d.C). A cura di Emmanuele Vimercati

di John Dillon

editore: Vita e pensiero

pagine: 576

I Medioplatonici di John Dillon è considerato un classico negli studi di filosofia antica, pressoché unico nel suo genere. Esso offre infatti un’importante sintesi storico-filosofica sul cosiddetto ‘Medioplatonismo’, cioè sulla fase della tradizione platonica compresa fra il I secolo a.C. e gli inizi del III secolo d.C., determinandone in modo chiaro e sistematico i confini cronologici e tematici e gli autori più significativi. Lo studio ripercorre le tappe fondamentali della tradizione medioplatonica, dalle sue origini nel I secolo a.C. agli immediati predecessori di Plotino. Dopo aver tracciato un quadro dell’Accademia Antica e della sua eredità nei secoli successivi, Dillon si sofferma in particolare su Antioco di Ascalona, Filone, Plutarco, la ‘Scuola di Atene’ (II secolo d.C.), Albino/Alcinoo, Apuleio, i neopitagorici, e su alcune correnti ‘periferiche’ del Platonismo imperiale. L’importanza di questo lavoro consiste nell’aver gettato luce sulla categoria filosofica del ‘Medioplatonismo’, che in precedenza non era universalmente accolta, contribuendo a introdurla definitivamente nel dibattito filosofico. Un pregio non indifferente è la chiarezza espositiva, che rende il libro fruibile anche da parte di un pubblico non strettamente specialistico. Completano l’opera una postfazione dell’autore, con una discussione sullo stato degli studi nel ventennio 1977-1996, e un aggiornamento della bibliografia medioplatonica dal 1987 al 2010, a cura di Emmanuele Vimercati.
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35,00 €

Del Sublime

Introduzione, testo critico e commentario a cura di Carlo Maria Mazzucchi. Seconda edizione rivista e ampliata con Index verborum

di Dionisio Longino

editore: Vita e pensiero

pagine: 536

Del più celebre e influente scritto di estetica pervenutoci dall’Antichità viene ripresentata l’edizione critica del 1992 con varie novità testuali, esegetiche, sulla tradizione manoscritta e sulla persona e l’ambiente dell’autore. L’originale greco ha inoltre ricevuto un’interpunzione secondo il coevo sistema di Dionisio Trace ed è corredato di un completo Index verborum.
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50,00 €

Contraddizione e verità nella logica di Hegel

di Paolo Bettineschi

editore: Vita e pensiero

pagine: 284

La tesi fondamentale di questo libro, cioè la tesi secondo cui Hegel vorrebbe costruire una impossibile struttura immutabile della mutabilità, sulle prime parrebbe semplicemente riprendere le accuse gentiliane all’hegelismo. In realtà, l’analisi paziente dei testi hegeliani va in una direzione completamente diversa, e profondamente originale. Non c’è qui da ‘liberare’ Hegel dai residui di naturalismo o di dogmatismo, per accedere alla purezza del divenire dell’atto del pensare; c’è qui piuttosto da prendere sul serio e in profondità la tesi hegeliana dell’incontraddittorietà della ragione speculativa e da capire come essa possa comporsi con la fluidità della nostra esperienza del mondo. Solo ponendo in tensione permanente questi due lati (antichi) dell’aporetica originaria, suggerisce con discrezione Paolo Bettineschi, si può restituire a Hegel la vera grandezza e farne uno di quei giganti dello spirito che hanno decisamente respinto lontano da sé quella resa senza condizioni che consiste nel lasciar cadere l’uno o l’altro lato di tale aporetica, per via della disperazione indotta dalla (creduta) impossibilità di venirne a capo. Merito non piccolo di Paolo Bettineschi è tener sempre per fermo questo capo delle tempeste hegeliano. E indicare poi un’uscita di sicurezza.
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22,00 €

Storia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Le istituzioni

Vol. IV. Per una comunità educante. La formazione e la didattica

di Aldo Carera

editore: Vita e pensiero

pagine: 792

Dalle proprie origini l’Università Cattolica del Sacro Cuore ha ricavato elementi di unicità che trovano in buona parte sintesi nella chiave di lettura proposta dal titolo di questo volume. Le esperienze formative e didattiche, intese come «comunità educante», erano costitutive delle intenzioni e delle realizzazioni originarie del fondatore Agostino Gemelli. Segnate dal tempo storico che le ha accolte, esse si sono impresse nell’identità dell’Ateneo e valgono oggi – novant’anni dopo – come essenziale meta di quella riflessione su di sé propria delle istituzioni sociali solidamente conformate e dotate di attitudini dinamiche. L’Università dei cattolici italiani, nata per incidere sulla società nazionale e come concreta manifestazione della libertà di insegnamento, non ha mancato di protagonismo nelle discontinuità novecentesche dovute al riconoscimento giuridico (1924), alla crescita di iscrizioni negli anni Trenta e, con il secondo dopoguerra, all’affermazione della scolarizzazione di massa e alla ristrutturazione degli assetti sociali e politico- istituzionali del Paese. In questo arco di tempo, l’Università, nata e identificabile come «figlia della Chiesa», si è accostata alla crescente specializzazione del sapere e delle conoscenze scientifiche dando riscontro, con le proprie specificità, al portato della modernizzazione sul mondo cattolico pre e post-conciliare. Nello squilibrato sistema di potere e nelle labili consistenze culturali italiane di inizio Novecento padre Gemelli leggeva l’esigenza di una formazione d’élite, capace di preparare giovani solidi nei valori e nelle competenze, così come voleva l’audace intenzione di poche anime elette che si sarebbe realizzata grazie a una provvidenziale mobilitazione popolare a compimento dell’intenso lavorio in campo educativo e scolastico svolto dai cattolici nel corso del XIX secolo. La risoluta scelta iniziale di limitarsi alle facoltà considerate più coerenti con le esigenze dell’uomo e della società moderna si è tradotta in formule didattiche connesse direttamente alla ricerca scientifica e al dialogo tra le discipline. Il rapporto diretto con i docenti e l’attività dei laboratori erano confacenti alle piccole classi accolte nel 1921 dall’ex convento degli Umiliati in via Sant’Agnese, sede originaria dell’Ateneo. Sin da quel primo anno l’impegno educativo fu pervaso dall’assidua cura dello stesso Rettore nella qualificazione dell’offerta didattica e nel sostegno pastorale e spirituale ai giovani iscritti. I rapporti con il mondo cattolico vennero ben presto intensificati su più piani: tramite gli aiuti economici per i giovani meritevoli ma in condizioni disagiate; valorizzando l’apporto delle esperienze associative esistenti e costituendone di nuove; realizzando i primi cicli di conferenze e di lezioni proposte a chiunque avesse interessi culturali, non solo agli studenti. L’8 dicembre 1932 Gemelli tenne il discorso di apertura del primo anno accademico negli attuali edifici monumentali di piazza Sant’Ambrogio. Nel breve giro di pochi anni la dimensione nazionale dell’Ateneo si sarebbe rafforzata con l’apertura del collegio maschile Augustinianum (1934) e del collegio femminile Marianum (1936). La comunità della Cattolica non tardò dunque a proporsi al Paese nella sua concreta e articolata identità educativa per ampliarsi in seguito con nuove facoltà e in nuove sedi. Da allora nei chiostri bramanteschi il tempo è corso, portatore di quel travaglio che Gemelli ebbe a costante riferimento delle proprie azioni: la crisi dell’università, l’emergenza educativa diremmo oggi, come deficit strutturale nella storia di questo Paese, costante richiamo a responsabilità cui i cattolici non potevano sottrarsi. Un lascito cui non fu facile uniformarsi con spirito innovativo dopo la scomparsa del primo rettore (1959) in tempi segnati, nell’intero mondo occidentale, dalla spinta sociale al cambiamento e, per i cattolici, dal Concilio Vaticano II.
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