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Einaudi: Biblioteca Einaudi

Il velo d'Iside. Storia dell'idea di natura

di Pierre Hadot

editore: Einaudi

pagine: 348

A partire dalla sentenza di Eraclito "La natura ama nascondersi", Hadot ripercorre l'intera storia dell'idea di Natura, dall'antichità alla fine dell'età moderna: dai presocratici sino a Heidegger e a Wittgenstein. Un libro che esplora la gamma e l'evoluzione di significati, le implicazioni filosofico-culturali di un'espressione che la filosofia da venticinque secoli non ha smesso di interrogare: tutto ciò che nasce tende a morire; la natura si maschera nelle forme sensibili e nei miti e nasconde in sé virtù occulte; l'Essere è originariamente contratto.
28,00

Il perturbante dell'architettura. Saggi sul disagio nell'età contemporanea

di Vidler Anthony

editore: Einaudi

Lo straniamento all'interno delle pareti domestiche ha una lunga storia
23,00

Il colore dipinto. Teorie, percezione e tecniche

di Di Napoli Giuseppe

editore: Einaudi

Tra arti e scienze, tra fisica e psicologia, tra geometria e linguistica, tra chimica ed estetica, lo studio del colore ha pro
40,00

L'onore della nazione. Identità sessuali e violenza nel nazionalismo europeo dal XVIII secolo alla Grande Guerra

di Alberto Mario Banti

editore: Einaudi

pagine: 401

Sono molte le immagini di donne con armi in mano e con il seno scoperto adottate come vere e proprie allegorie a rappresentare
27,00

La fabbrica di San Pietro. Il principio della distruzione produttiva

di Horst Bredekamp

editore: Einaudi

pagine: 198

Lungi dall'essere un tratto peculiare della modernità, la spinta a fare tabula rasa di ciò che preesiste ha radici ben più lontane, come attesta dal XVI secolo la demolizione e ricostruzione di San Pietro in Vaticano, edificio simbolo e fulcro della cristianità. Nel sito noto fin dall'epoca dell'imperatore Costantino sorgeva un'imponente basilica che venne demolita e sostituita dall'attuale possente duomo, alla cui costruzione parteciparono tutti i maggiori artisti del tempo. In un resoconto minuzioso Horst Bredekamp racconta la storia dell'edificazione della madre di tutte le chiese: non il frutto di una meditata pianificazione artistica, bensì l'esito di una febbrile e discontinua realizzazione di idee progettuali divergenti.
19,00

L'eresia di Spinoza. L'immortalità e lo spirito ebraico

di Nadler Steven

editore: Einaudi

Al centro dell'Eresia di Spinoza c'è un mistero: perché all'età di ventiquattro anni il filosofo olandese venne così duramente
24,00

Le imposture degli antichi e i miracoli dei moderni

di Viano Carlo Augusto

editore: Einaudi

pagine: 157

In un momento di ritorno delle religioni, un autore impregnato di cultura illuministica racconta come nei secoli la filosofia
17,00

Il seminario. Libro V. Le formazioni dell'inconscio 1957-1958

di Jacques Lacan

editore: Einaudi

pagine: 535

Un seminario in cui Lacan persegue l'avanzamento teorico e clinico della grande lezione di Freud con stile brillante e antisistematico. Il periodo compreso fra il 1957 e il 1958 è di cruciale importanza per la ricerca psicoanalitica di Lacan: sono gli anni in cui trasforma l'Edipo freudiano in una metafora e il fallo in significato e in cui si definiscono i suoi studi sulla psicosi e sulla direzione della cura. In costante dialogo con le sue amicizie intellettuali - da Jackobson a Lévi-Strauss, a Queneau - prende in giro François Dolto, commenta un libro di Leiris, racconta a modo suo "Il balcone" di Genet, fa riferimenti alla politica francese o ai classici come Aristofane e Molière, tratteggia una serie di ritratti dei casi di nevrosi.
35,00

Il combattimento di Crono e Orfeo. Saggi de semiologia musicale applicata

di Jean-Jacques Nattiez

editore: Einaudi

pagine: 413

Per la musica, il mito di Orfeo rappresenta allegoricamente colui che grazie alla bellezza del suo canto sfida l'inesorabile svolgersi del Tempo. Cronos l'illude della vittoria per poi ucciderlo. Partendo dal nesso individuato da Levi-Strauss tra mito e musica, Nattiez rilegge le concezioni strutturali della musica dell'etnomusicologo Brailoiu, del celebre pianista Glenn Gould e del critico musicale ottocentesco Hanslick, per dimostrare come le concezioni formaliste della musica non riescano a negare la presenza di un significato che dipende dall'esistenza di un compositore e di un ascoltatore. Nella seconda parte l'autore mostra ciò che Wagner, Proust e Boulez hanno in comune nel loro rapporto con il tempo.
25,00

Bíos. Biopolitica e filosofia

di Roberto Esposito

editore: Einaudi

pagine: 232

Da qualche tempo nessuno dei grandi eventi che scuotono il mondo è più interpretabile fuori della categoria di biopolitica: dovunque si volga lo sguardo, la questione del bíos appare al centro di tutte le traiettorie politicamente significative. E tuttavia, a tale straordinario rilievo non corrisponde una adeguata chiarezza sul significato del concetto. Esso sembra percorso da un'incertezza di fondo, da un'inquietudine semantica, che lo espone a letture contrastanti. Ciò che, in tale contrasto, resta irrisolta è la domanda posta per la prima volta da Michel Foucault: come mai la relazione sempre più diretta della politica con la vita rischia di produrre un esito di morte? Nel libro l'autore cerca una risposta a questo interrogativo.
22,00

Più grande del cielo. Lo straordinario dono fenomenico della coscienza

di Gerald M. Edelman

editore: Einaudi

pagine: 169

"È più grande del cielo, il cervello". Da questo verso di Emily Dickinson trae spunto questa introduzione divulgativa alle indagini delle neuroscienze. La ricerca neuroscientifica cerca di motivare il modo in cui gli eventi fisici messi in moto dai neuroni possano provocare sensazioni soggettive, pensieri ed emozioni. A differenza di molti studiosi, che ritengono misterioso il nesso fra mente e cervello, per l'autore esiste una spiegazione delle connessioni esistenti fra i meccanismi neurali e la coscienza. Essa è un processo dinamico e non è possibile concepire la mente senza che sia "incorporata": prima succede qualcosa nel cervello, qualcosa di cui non siamo coscienti, e solo dopo sentiamo l'intenzione di compiere un'azione.
20,00

Le armi del principe. La tradizione militare sabauda

di Walter Barberis

editore: Einaudi

pagine: 372

Lo Stato governato dai Savoia ha costruito la sua stessa esistenza nel contesto europeo praticando incessantemente i teatri di guerra: per stringervi alleanze, per garantirsi guadagni territoriali e stabilità istituzionale. Fra il secolo XVI e il XIX, fortune finanziarie, feudi, titoli nobiliari, o le semplici braccia dei più umili sono state gettate sul tappeto di una generale contrattazione di ruoli, di privilegi e di precedenze in cambio di una disponibilità a seguire il principe nelle sue guerre. Una storia della guerra che diventa la via originale per indagare su vari piani il tema classico dei rapporti fra società e Stato nel lungo e contraddittorio periodo di transizione dal feudalesimo al capitalismo.
21,00

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