Pubblicato nel 1939, Idee per una teoria delle emozioni è il saggio con cui Jean-Paul Sartre pone le basi per una teoria della psicologia su base fenomenologica: il tentativo di dimostrare come l'emozione, al pari dell'immaginazione, sia un atto libero della coscienza umana. Opera intermedia all'interno dell'evoluzione del pensiero sartriano tra la fase giovanile della fenomenologia e quella più matura dell'esistenzialismo ontologico, il testo anticipa già i temi cruciali che confluiranno nella scrittura di L'essere e il nulla: su tutti, il nodo della coscienza e quello della libertà, qui riassunti nel concetto di «condotta magica». Per Sartre infatti l'emozione non è un incidente, ma una strategia della coscienza che si attiva quando il mondo diventa troppo difficile, troppo minaccioso o impossibile da gestire con la logica: per esempio, svenire per la paura di fronte a una bestia feroce sarebbe il tentativo magico di «annullare il mondo», di eliminare la propria coscienza del pericolo non potendo eliminare il pericolo dalla realtà. Con rigore metodologico, in queste pagine Sartre passa in rassegna il lavoro di studiosi della mente come William James o Tamara Dembo, costruendo una teoria della psicologia alternativa a quella empiristica, fisiologica o psicoanalitica. A distanza di quasi un secolo, quest'opera continua a offrirci uno sguardo sulle nostre emozioni quotidiane, descrivendocele come un incantesimo della coscienza, che si attiva grazie ai nostri corpi e alla nostra convinzione. Perché «se l'emozione è un gioco», ci dice in queste pagine Sartre, «è un gioco al quale crediamo».
Idee per una teoria delle emozioni
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| Titolo | Idee per una teoria delle emozioni |
| Autore | Jean-Paul Sartre |
| Traduttore | A. Bonomi |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Filosofia |
| Collana | La cultura |
| Editore | Il Saggiatore |
| Formato |
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| Pagine | 96 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788842835882 |
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